Dal Conservatorio al palcoscenico: il tango diventa orchestra

A maggio avevamo raccontato l’apertura di una nuova finestra sul tango al Conservatorio di Musica Peri-Merulo: un percorso di alta formazione nato dall’incontro tra l’istituzione musicale, il professor Mirko Ferrarini e il musicista argentino Mariano Speranza.

Leggi il primo articolo: “Il Conservatorio Peri-Merulo apre una finestra sul tango”

Quella finestra, nei giorni dal 14 al 18 luglio, si è trasformata in un’esperienza concreta di studio, confronto e musica. Quasi quaranta musicisti, provenienti da diverse regioni italiane e da percorsi formativi differenti, si sono incontrati a Castelnovo ne’ Monti per affrontare il tango non soltanto come repertorio, ma come linguaggio musicale, con le sue forme, i suoi stili e la sua specifica prassi interpretativa.

Abbiamo scelto di affidare il racconto di questa seconda edizione alle parole della Direzione del Conservatorio, che ci ha inviato il resoconto dell’esperienza. Lo riportiamo integralmente.

Quasi quaranta musicisti da tutta Italia per il Laboratorio di Tango Orchestra al Conservatorio Peri-Merulo: un successo che conferma la crescita del progetto

Si è conclusa con grande entusiasmo la seconda edizione del Laboratorio di Tango Orchestra, il percorso di alta formazione dedicato alla musica argentina, svoltosi dal 14 al 18 luglio presso la sede di Castelnovo ne’ Monti del Conservatorio di Musica Peri-Merulo di Reggio Emilia.

Mariano Speranza

L’iniziativa, nata da un’idea del professore Mirko Ferrarini, coordinatore della sede del Conservatorio, e affidata alla direzione del pluripremiato musicista argentino Mariano Speranza, si conferma una delle esperienze formative più significative dedicate al tango come linguaggio musicale e orchestrale in Italia.

Questa seconda edizione ha registrato una crescita importante, arrivando a sfiorare i quaranta partecipanti, quasi il doppio rispetto alla prima. Musicisti provenienti da Veneto, Lombardia, Piemonte, Toscana, Lazio ed Emilia-Romagna hanno raggiunto Castelnovo ne’ Monti per vivere cinque intense giornate di studio dedicate non soltanto all’esecuzione del repertorio, ma soprattutto all’approfondimento della prassi esecutiva, dello stile e del linguaggio del tango argentino.

Il laboratorio ha riunito studenti di Conservatorio, musicisti di diversa età e formazione e professionisti, tra cui la violista Elena Luppi e il bandoneonista Francesco Bruno, entrambi membri della Tango Spleen Orquesta, offrendo un raro spazio di confronto tra generazioni e percorsi artistici differenti. Particolarmente significativa la presenza di sette bandoneon, affiancati da fisarmoniche, archi, fiati, pianoforti, chitarre, contrabbasso e un ricco set di percussioni: un organico inconsueto nel panorama italiano, capace di restituire la ricchezza timbrica delle grandi orchestre di tango.

Conservatorio Peri – Merulo

Sotto la guida di Mariano Speranza, i partecipanti hanno affrontato un intenso lavoro di interpretazione e costruzione del suono orchestrale, approfondendo gli stili dei grandi maestri Aníbal Troilo, Carlos Di Sarli, Osvaldo Pugliese, Mariano Mores e Astor Piazzolla. Il repertorio, interamente orchestrato e arrangiato da Speranza, ha affiancato sue composizioni a pagine imprescindibili del tango e del folklore argentino, offrendo ai partecipanti un’esperienza immersiva nella varietà stilistica della musica argentina.

Il percorso si è concluso con due concerti che hanno rappresentato il coronamento del lavoro svolto durante la settimana. Il primo, nel suggestivo borgo di Votigno, è stato accolto da un pubblico caloroso che ha tributato all’orchestra una lunga standing ovation finale. Il concerto conclusivo, al Teatro Bismantova di Castelnovo ne’ Monti, ha visto la presenza del Console Generale Aggiunto della Repubblica Argentina a Milano, Manrique Altavista, a testimonianza della vicinanza delle istituzioni argentine al progetto. Per il secondo anno consecutivo, infatti, il laboratorio ha ottenuto il patrocinio del Consolato Generale della Repubblica Argentina a Milano.

L’iniziativa è stata realizzata con il sostegno di Faitango e ACSI, realtà che hanno creduto nel valore di un progetto capace di avvicinare il tango alla formazione accademica senza perdere il contatto con la sua autentica tradizione interpretativa.

L’entusiasmo dei partecipanti, la qualità artistica raggiunta dall’orchestra e la straordinaria risposta del pubblico confermano come questo laboratorio stia diventando un punto di riferimento nel panorama italiano per lo studio del tango come patrimonio musicale vivo, in continua evoluzione. Un progetto che non forma soltanto esecutori, ma contribuisce alla nascita di una comunità di musicisti accomunati dal desiderio di approfondire una delle espressioni più affascinanti e complesse della cultura musicale argentina.

Questa seconda edizione lascia dunque qualcosa che va oltre i cinque giorni del laboratorio e oltre i due concerti che ne hanno segnato la conclusione. Un’esperienza di formazione, di ascolto e di incontro fra musicisti.

È in questa direzione che si colloca anche l’impegno di FAI Tango: sostenere occasioni nelle quali giovani musicisti possano avvicinarsi al tango con la profondità che la sua complessità musicale richiede

Portare il tango dentro un Conservatorio significa permettere a nuovi musicisti di incontrarlo non come un linguaggio già consegnato al passato, ma come un patrimonio ancora capace di interrogare, coinvolgere e generare nuove esperienze.

E forse è proprio questa la parte più significativa di quella finestra che a maggio si era appena aperta: oggi, dall’altra parte, ci sono quasi quaranta musicisti che hanno suonato insieme.

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