DA NORD A SUD : L’ITALIA SI VESTE DI TANGO

Tango, emozioni, memoria e musica: tre appuntamenti per tornare a vivere il tango

Cari lettori,

è un piacere mantenere questa rubrica sempre attiva, segnalandovi una settimana particolarmente ricca di appuntamenti culturali legati al tango.

Ve ne riportiamo solo alcuni tra quelli che abbiamo scelto di segnalarvi, invitando gli organizzatori a inserire gli eventi nell’agenda Faitango e il nostro pubblico a seguirla, insieme al blog Tango y Gotan e la webradio , che cerchiamo di mantenere vivo attraverso la partecipazione attiva degli appassionati: persone che nel tango hanno scoperto non soltanto un ballo, ma una vera e propria filosofia di vita.

E questa settimana gli appuntamenti che abbiamo scelto ci portano attraverso storie, memorie, strumenti, musica e incontri. Modi diversi per raccontare un tango che, ancora una volta, dimostra di saper attraversare luoghi e linguaggi senza perdere la propria identità.

Viareggio: quando la memoria diventa racconto

Sabato 12 settembre, a Villa Carmen a Viareggio, alle ore 21, Pablo Helman presenterà Racconti nell’oscurità al tempo di un tango.

È un libro nel quale la memoria collettiva torna a interrogare il presente. Il patto fra chi ha vissuto momenti tragici e chi, raccogliendone la testimonianza, decide di farsene custode e di trasformarla in racconto.

E forse non è casuale che proprio il tango accompagni idealmente questo percorso.

Un racconto può durare il tempo di un tango. Il tempo necessario perché una voce attraversi una stanza, perché una memoria trovi qualcuno disposto ad ascoltarla. Poi la musica finisce, ma ciò che abbiamo ascoltato rimane.

Ogni racconto apre una porta, offre uno sguardo, talvolta sorprende, talvolta fa sorridere, ma soprattutto ci ricorda che dimenticare non è mai un gesto innocente.

A presentare l’incontro sarà Alfredo Helman, padre di Pablo, figura profondamente legata alla storia politica argentina; sarà invece l’attrice Pamela Lorenzi a dare voce ad alcuni brani del libro.

E così, ancora una volta, il tango si trova a fare ciò che sa fare da sempre: mettere in comunicazione il tempo vissuto con quello che ancora dobbiamo comprendere

A Tovo San Giacomo: il bandoneon diventa un racconto di viaggio

Dal racconto della memoria a quello affidato alla musica.

Sabato 12 settembre, alle 21.15, il Museo dell’Orologio da Torre G.B. Bergallo di Tovo San Giacomo, in provincia di Savona, ospita Carlo Maver con Bandoneon: racconti di viaggio e di tango, nell’ambito della 36ª edizione di Musica nei Castelli di Liguria.

Già il luogo suggerisce una piccola riflessione: un bandoneon dentro un museo dove si racconta il tempo.

E quale strumento, più del bandoneon, può parlare di viaggio?

Nelle mani di Maver il tango argentino dialoga con il jazz e con composizioni nate dall’esperienza del viaggio, in un percorso musicale che attraversa geografie e suggestioni diverse.

Il tango, ancora una volta, non viene chiuso dentro un confine. Parte da Buenos Aires, attraversa il mondo e torna ogni volta con qualcosa di nuovo da raccontare.

Castelfidardo: la storia di uno strumento che ha cambiato identità

E proprio parlando di strumenti non possiamo non segnalare un appuntamento che porta al centro della scena il bandoneon e la sua storia.

Domenica 13 settembre, a Castelfidardo, sarà presentato il volume Bandoneon e Bandoneonisti di Paolo Picchio, musicologo, fisarmonicista e compositore, da sempre impegnato nello studio e nella valorizzazione della cultura legata agli strumenti ad ancia libera.

Castelfidardo è, naturalmente, uno dei luoghi simbolo della storia della fisarmonica.

Ed è curioso pensare a come uno strumento nato in Europa abbia attraversato l’oceano per trovare in Argentina una nuova identità, diventando inseparabile dall’immaginario sonoro del tango.

Anche gli strumenti, in fondo, hanno una storia di migrazione.

Viaggiano, cambiano mani, cambiano terre e talvolta cambiano persino significato.

Il bandoneon è forse uno degli esempi più affascinanti di questo lungo viaggio culturale: un oggetto europeo diventato, nell’immaginario collettivo, una delle voci dell’Argentina.

E poi tornano le orchestre, tornano le milonghe, torna la musica dal vivo

E con settembre arrivano anche i primi appuntamenti che segnano, per moltissime associazioni, la ripresa della nuova stagione.

Con la ripartenza dei corsi vogliamo quindi rivolgere un augurio di buon lavoro a tutte le associazioni che, in tutta Italia, riaprono le loro porte e tornano a costruire quella rete di incontri che permette al tango di essere, prima ancora che spettacolo, comunità.

E insieme ai corsi tornano le milonghe e, con loro, la possibilità di ascoltare nuovamente le orchestre dal vivo.

È una presenza preziosa, che non dovrebbe mai essere considerata soltanto un elemento in più di una serata, perchè quando l’orchestra ricomincia a suonare, qualcosa cambia.

Cambia l’ascolto. Cambia il momento. Cambia l’emozione.

La musica è la stessa, ma non è mai veramente la stessa.

Forse è anche questo che rende così prezioso il tango con la musica dal vivo: la possibilità di vivere un’emozione che appartiene soltanto a quell’istante. Un po’ come accade nell’abbraccio.

Buena onda !

 

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Barbara Savonuzzi
Sono autrice e collaboratrice culturale di Faitango. Veneziana d’origine, da sempre amo scrivere, leggere e lasciarmi attraversare dalla musica. La vicinanza del Teatro La Fenice ha nutrito fin da giovane la mia sensibilità e mi ha insegnato a riconoscere nella lirica il respiro dell’anima. Durante il lockdown, insieme all’amica Chiara Cecchinato, ho creato il blog “Un tango con il Tenore”. Sotto lo pseudonimo di Rosaspina Briosa ho iniziato a esplorare il dialogo tra lirica e tango, due linguaggi che, attraverso epoche e culture diverse, raccontano l’animo umano. Dal 2022 collaboro con Faitango, approfondendo la dimensione culturale del tango grazie al prezioso accompagnamento di Giuseppe Speccher ed Ernesto Valles Galmés, figure che hanno contribuito alla mia crescita e formazione. Mi occupo di interviste, reportage e approfondimenti, dando voce a chi fa cultura nel tango e contribuendo a costruirne una memoria contemporanea. Con la mia penna — che amo definire una scopa gentile, capace di far emergere la polvere luminosa dei piccoli grandi tesori del tango — cerco di restituire un ritratto autentico e attuale del tango italiano. Raccontarlo dal vivo, attraverso le voci di chi lo vive e lo custodisce, è per me una responsabilità e un privilegio: quello di restare imparziale e offrire spazio alle diverse visioni di tango che convivono oggi.

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