Il suono del Talento

Ci sono incontri che lasciano una traccia, non soltanto per ciò che una persona sa fare, ma soprattutto per il modo in cui riesce a trasmettere ciò che ama. È questa la sensazione che ho provato conoscendo il giovane maestro di flauto, Leonardo Grittani, nato a Bari, protagonista di questa intervista: un musicista capace di muoversi con naturalezza tra studio, insegnamento, concerti, progetti, concorsi e molteplici attività legate alla musica, senza mai perdere quella curiosità e quella sensibilità che fanno della musica qualcosa di più di una professione.

A colpirmi, accanto alle sue qualità artistiche, è stata anche la bellezza della sua persona: una dimensione umana che emerge nei gesti, nelle parole e nell’entusiasmo con cui guarda alla musica e al mondo che la circonda. Perché dietro ogni musicista autentico c’è una persona, con la propria storia, le proprie passioni, le proprie inquietudini e il desiderio di trasformare ogni esperienza in qualcosa da condividere.

Il 2026 ha aggiunto un riconoscimento particolarmente significativo al suo percorso: la vittoria assoluta al concorso “Talento Contemporaneo FVG 2026”, nella sezione dedicata ad Astor Piazzolla, giunto alla sua quarta edizione e presente nell’ambito della trentanovesima edizione della stagione concertistica “Note del Timavo”, organizzato dall’Associazione Culturale Punto Musicale, per la direzione artistica di Carla Agostinello, concorso in cui anche Faitango ha voluto essere presente con un proprio contributo.

Un risultato che assume un valore ancora più significativo per Leonardo che si emoziona particolarmente parlando delle origini pugliesi di Astor Piazzolla e a dire il vero io mi emoziono con lui e per lui cogliendo quanto ha significato vincere questa sezione da solista del concorso. La Puglia ha dato i natali a tanti bravissimi artisti, come, anche la stessa Carla Agostinello ricorda nel nostro incontro telefonico. E, colgo che in Leonardo queste sue radici sono molto profonde.

Mi parla della sua scelta dei brani da suonare, tirando fuori dalla sua borsa alcuni spartiti, sfogliandoli davanti ai miei occhi. Io lo ascolto estasiata da tanta partecipazione nel condividere con me e con il pubblico tutta la sua passione per il flauto.

Sono gli spartiti di Tango-Études, sei pagine nate originariamente per flauto solo, ma che nel corso del tempo, mi racconta, sono stati accolti da molti altri strumenti. Sono brani nei quali la musica sembra raccontare senza bisogno di parole: il ritmo del tango, la sua malinconia, la passione, la solitudine e quella struggente libertà che appartiene così profondamente all’universo di Piazzolla che lo scrisse, pochi anni prima della sua scomparsa. Pensati per un solo strumento, questi brani sembrano quasi affidare al musicista una confidenza intima. E’una musica che ci ricorda quanto possa essere profondo il rapporto tra un musicista e il proprio strumento. È un dettaglio che rende ancora più suggestivo il legame tra la musica di Piazzolla e il percorso di un giovane flautista che oggi ne raccoglie idealmente l’eredità, confrontandosi con un repertorio capace di unire rigore, libertà, passione e contemporaneità.

C’è un filo conduttore che ritrovo in questo giovane maestro: la capacità di non considerare la musica come un territorio delimitato, ma come uno spazio aperto, nel quale studiare, sperimentare, insegnare, emozionarsi e incontrare gli altri.

La sua vittoria al “Talento Contemporaneo FVG 2026” non è soltanto un traguardo da aggiungere a un curriculum già ricco di esperienze. È soprattutto una tappa che racconta un percorso in movimento, fatto di dedizione, ricerca e tanta, tanta passione.

In questa intervista ho cercato di conoscere non soltanto il musicista che ha conquistato il primo posto, ma soprattutto la persona che vive la musica ogni giorno: le sue aspirazioni, le sue esperienze, il rapporto con l’insegnamento e i tanti progetti che animano il suo percorso.

Perché, al di là dei premi e dei riconoscimenti, che ho deliberatamente voluto non elencare, ciò che ho cercato di far emergere è quella preziosa passione con cui sceglie di vivere la musica, la curiosità di continuare a imparare e la capacità di trasformare ogni esperienza in nuova bellezza.

Ed è con questa curiosità e con il piacere di ascoltare la voce di un giovane artista che ha ancora tanta musica da raccontare, che vi invito a conoscere più da vicino il maestro Leonardo Grittani attraverso questa intervista che andrà in onda, in esclusiva, su webradiofaitango, nel prossimo appuntamento di “RITRATTI” dove la stessa Carla Agostinello ci racconta in prima persona, in modo davvero molto esaustivo, della stagione concertistica e del concorso.

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