Tarbes: una vacanza low cost nel paese della cuccagna per tangueri

Il periodo in cui si svolge uno dei più grandi festival di tango al mondo è sempre lo stesso dal1998: nove giorni a cavallo di ferragosto (sono già uscite date e programma per la 28^ edizione del 2027 Tarbes en Tango 2027 – Festival international de tango argentin)

Il posto: una cittadina carina ma senza particolari attrattive storico artistiche nella pianura a ridosso dei Pirenei francesi, ad una ventina di chilometri da Lourdes, che ospita l’aeroporto al servizio prevalente dei pellegrini.

L’organizzazione: oltre che da “Tangueando Ibos”, l’associazione culturale e scuola di danza che cura la selezione dei maestri e degli ospiti da invitare, l’evento è organizzato dal Comune di Tarbes e dall’Azienda locale di promozione turistica, così da avere un motivo più turistico per visitare la regione che dista pochi chilometri dai Pirenei. Il coinvolgimento del Comune di Tarbes rende particolare la manifestazione, che beneficia di location raramente concesse ad un evento di tango. In Italia non è così facile avere il supporto delle amministrazioni locali nel sostegno e promozione del tango, con organizzatori spesso impastoiati in adempimenti e burocrazia. Sottolineiamo questo aspetto che rende il festival unico nel suo genere: la dimostrazione che si può investire sul tango per creare un turismo di buon livello, spendendo in un’offerta ricca e investendo molte risorse organizzative e di personale. Negli anni è cresciuto il riconoscimento culturale della manifestazione e il Tango è divenuto per il luogo una risorsa economica: nel 2026 vi è stato il record di 25.000 presenze provenienti da tutta Europa, suddivise nelle 9 giornate.

Il viaggio: nel piccolo aeroporto volano dall’Italia Rayanair (Da Bergamo e da Roma Ciampino) e Volotea (da Napoli, Catania, Palermo e Roma Fiumicino) con costi A/R intorno a 100,00€. Un trolley può bastare visto che servono cambi semplici e leggeri mentre i vestiti ricercati possono restare a casa, non sono richiesti e verrebbero notati poco. In auto sono mediamente più di 1000 chilometri di autostrada e serve una tappa: c’è chi riesce ad organizzare la sosta basandosi sull’agenda delle milonghe francesi, senza perdere serate di tango (ma è possibile prendersi una pausa dal tango per una visita alle saline in Camargue e e Arles affascinante di notte).

L’accoglienza: moltissimi alberghi e appartamenti a prezzi anche “popolari”, alcuni convenzionati con l’evento e pubblicizzati sul sito; non serve noleggiare l’auto se l’obiettivo è il solo tango: tutto è a portata di passeggiata.

L’offerta: spettacoli, concerti, milonghe, laboratori di ballo, corsi di musica e canto, film, mostre e conferenze, classi con le molte coppie internazionali di maestri. Gli eventi sono incastrati perfettamente per consentire una “full immersion” nel tango, ballando in location diffuse con costi bassissimi; le milonghe pomeridiane (e le milonghe serali all’aperto -non tutte le sere e fino alle 23,30-) sono gratuite e le serate con Tj, orchestra e spettacolo hanno costi molto contenuti. Un’iniziativa molto gradevole e divertente è quella di dotare le vie centrali dello shopping di altoparlanti che diffondono per l’intera giornata musica da tango; se passeggiate in compagnia tanguera potreste sentire l’irresistibile voglia di eseguire qualche passo in abbraccio e sulla musica senza sentirvi “lochi”. L’offerta più allettante è rappresentata comunque dagli abbracci multilinguistici, multiculturali e multietnici che fanno tornare alla funzione delle origini, fanno sentire prezioso il linguaggio universale del tango e del corpo.

Si inizia a ballare alle 14 scegliendo una delle tre milonghe parallele (una dedicata al “nuevo”): nella piazza centrale davanti al Municipio attrezzata con piattaforma lignea e copertura per il sole, all’interno Giardino Massey, “villa” che Napoleone regalò alla municipalità, o nel salone delle partenze dell’aeroporto (sponsor dell’evento). Alle 18 la musica si interrompe e i ballerini “sciamano” per l’aperitivo-tango verso uno dei locali “convenzionati” che organizzano “tavolini con servizio” intorno ad uno spazio per ballare con musica dal vivo (fino alle 20), interpretata dalle piccole e ottime formazioni musicali presenti. Un’oretta per concedersi una doccia e cambiarsi e alle 21,30 inizia la serata alla Halle Marcadieu, una grande struttura con l’interno organizzato intorno all’immensa pista rettangolare: il palco per le orchestre su uno dei lati lunghi e gradinate con seggiolini sugli altri tre lati. A giorni alternati la serata prende avvio da uno spettacolo di alto livello di tango-danza o di tango escenario con musica suonata da orchestre, anche tipiche, e milonga a seguire fino alle 5 di mattina. Sono poche le ore lasciate al sonno e al riposo.

Marcadieu offre, oltre al grande bar con bevande e spuntini, anche una champagneria con accompagnamento di ostriche e frutti di mare crudi. Vi è un grande spazio commerciale con esposizioni di scarpe e vestiti. Gli stand presenti, molto forniti, sono quasi tutti di marche italiane e quindi per noi il rischio di cadere in spese folli e non programmate è minimale (conviene pensarci al ritorno) anche se è irresistibile il piacere di provare le collezioni nel proprio numero e taglia.

Gli ospiti: il festival è ragguardevole anche per il numero dei musicisti che vi partecipano, per suonare e cantare per strada o alle milonghe, per le orchestre che accompagnano gli spettacoli si alternano al tjing nelle milonghe serali, per le compagni di ballo che eseguono le rappresentazioni e per le moltissime coppie internazionali di maestri che tengono lezioni di ballo. Il livello è alto: è stato divertente ballare con il quintetto balcanico Piazzoleki, degno di nota aver assistito al balletto moderno della compagnia “Naturalis Labor” su coreografia di Luciano Padovani, eseguito sulle note di Piazzolla interpretato magistralmente dai Tango Spleen di Mariano Speranza. Ricordiamo con piacere l’ultima serata con la musica dei grandi maestri dell’àge d’or, riproposta dai Silbando con i pezzi cantati dalla grandissima Ana Karina Rossi.

Per farsi un’idea della ricchezza degli ospiti, dei maestri, dei musicisti presenti è comunque opportuno guardare il sito Tarbes in tango, ottimo nella costruzione, nelle notizie di dettaglio e nella facilità con cui permette di costruire il proprio pacchetto di entrate e partecipazione alle varie classi.

Al ritorno, dopo aver vissuto giornate di solo tango in una modalità gradevole e divertente, resta un solo rammarico… quello di essere stata così vicina a luoghi bellissimi e pieni di cultura e monumenti (le escursioni di trekking nei Pirenei, le bellissime città dell’Occitania -Tolosa, Montpellier, Carcassonne, albi, Nimes- il circuito dei Castelli dei Catari) ed averli completamente ignorati. E subito viene la voglia di tornarci magari per una vacanza più lunga del festival! Prendiamo quindi nota delle date del ’27 (dal 13 al 22 agosto) per cercare di ricordarle al momento in cui verrà programmato il prossimo piano ferie.

Osservazioni di un’aspirante tanguera al suo primo festival
L’abbigliamento molto informale nel pomeriggio, durante il quale tutti i ballerini privilegiano leggerezza e comodità: non c’è alcun limite al livello di “casualità” degli abiti e nessuno sembra prestare attenzione alle “mise” altrui. Anche nelle serate l’abbigliamento è decoroso ma semplice, con ridotta presenza di lustrini.
Donne in numero prevalente ma non quanto nelle nostre milonghe. Tante tanguere esperte, che non lasciano mai il proprio tango, la propria musicalità e che possono solo condividerli con tangueri rispettosi e in ascolto. Molte nel ruolo di leader, nel quale esprimono un tango elegante e ricercato, sicuramente più fantasioso.
Un numero ragguardevole di giovani, bravi e con il proprio stile, forse diverso (meno di sentimento e più coreografico).
Meno tacchi alti ai piedi delle donne, minoritari nelle milonghe pomeridiane, forse alla metà dei piedi femminili negli eventi notturni: tutte le giovani e molte donne mature ballavano nella luce diurna con scarpe da pratica o sneakers per poi indossare la sera stivaletti bassi anche con gonne e vestiti.
Attorno alle piste i ballerini sono in piedi, fanno qualche passo incrociando gli sguardi in modalità paritetica tra i due generi: una festa per le ballerine che sanno osare perché qui ballano. Al Marcadieu il posto è nella gradinata ma stare nella poltroncina significa volersi riposare: per ballare e incontrare si deve scendere nell’ampio corridoio intorno alla pista e darsi da fare.

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