Tango e Morbo di Parkinson

Riporto di seguito un articolo sull’argomento apparso sul numero Luglio/Agosto 2026 della Rivista Scientifica Natura Docet N.D.
Il Direttore Scientifico della rivista è il Dr. Prof. Massimo Radaelli:

-Docente presso St George Campus,
-Docente e direttore dei Corsi per Tecnici e Operatori Ambientali in Biosicurezza presso l’Università Telematica Unitelma Sapienza di Roma,
-Accademico per l’Italia e Segretario Sezione Medicina della IMA International Mariinsaya Academy di Mosca
-Vicepresidente ATTA Associazione Tossicologi e Tecnici Ambientali
-Vicepresidente dell’ANAM Associazione Nazionale Massoidro Terapisti
-Direttore Generale del CIRNA Centro Italiano Ricerche Neurologiche Avanzate
-Direttore di Natura Docet
-Direttore Editoriale di alcune Riviste Scientifiche.

Abbiamo condiviso le prime esperienze lavorative e il Dr. Radaelli mi ha onorato della pubblicazione su N.D. di un articolo sul Tango Argentino pubblicato sul numero 3 del marzo 2021 nella sessione Medicina Olistica.
Riporto a introduzione tematica qualche frase di quel mio precedente articolo.

“Conservare la salute fisica e mentale è il desiderio, nonché la speranza, di ogni individuo.
Trovare un equilibrio fra il corpo e la mente però non è sempre facile.
Stili di vita viziati e ritmi frenetici mettono spesso a serio rischio il nostro benessere.
La prevenzione riveste un ruolo molto importante per conservare quello star bene che ci aiuta a combattere l’insorgenza di svariate patologie, legate anche all’età.
Forse però non ci rendiamo abbastanza conto che possiamo aiutare la nostra salute attraverso i nostri comportamenti a volte più di quanto non faccia la medicina tradizionale.
Fra i fattori di prevenzione l’attività fisica riveste un ruolo di primaria importanza.
Un’attività che può certamente essere assimilata all’attività fisica è il ballo, che non solo costituisce un momento importante di svago ma va visto anche come un elemento utile alla promozione della salute.
Cosa c’è di più piacevole del ballo, attività fatta a tempo di musica che ci permette anche di socializzare, migliorando anche il tono dell’umore?
I benefici che può dare sono molti.
Può ridurre il rischio di malattie cardiovascolari o cronico/degenerative con un potenziale impatto molto rilevante.
Contribuisce a mantenere il bilancio energetico dell’organismo e aiuta coloro che devono perdere peso.
Tiene attiva la mente ed elastica la memoria attraverso lo studio dei passi e delle coreografie, l’interpretazione della musica e la comunicazione col partner.
Tutto questo si traduce nell’aumento degli ormoni – serotonina, dopamina, endorfina – deputati al nostro benessere.
C’è poi l’aspetto relazionale, di coppia e di gruppo; senza dimenticare i benefici che produce un abbraccio.
Benefici fisici, dunque, ma anche mentali in una sessione di ballo.
Ed il ballo che più di tutti sviluppa questi meccanismi – ce lo dicono gli studi fatti da anni su vasta scala – è il tango argentino.
….
Il tango argentino però va anche oltre gli aspetti fin qui considerati. Come terapia aggiuntiva la sua pratica viene utilizzata sempre più spesso come coadiuvante nelle forme di stress, disturbi cognitivi, ansia, depressione, dolore, cefalea ed insonnia.
Ulteriormente viene usato con successo nella riabilitazione di alcune patologie anche più gravi, come ad esempio il Morbo di Parkinson; sono infatti innumerevoli in tutto il mondo gli studi clinici di tango-terapia al riguardo”.

Quando il ballo diventa Terapia

Negli ultimi anni il tango argentino è entrato, con crescente interesse, nei programmi com-
plementari di riabilitazione dedicati ai pazienti con morbo di Parkinson. Non si tratta soltan- to di un’attività ricreativa o sociale: numerosi studi scientifici suggeriscono infatti che il bal- lo, e il tango in particolare, possa contribuire arallentare il peggioramento di alcune funzioni
motorie e migliorare qualità di vita, equilibrio ecoordinazione.
Il Parkinson è una malattia neurodegenerativaprogressiva caratterizzata soprattutto da rigidità muscolare, tremore, rallentamento dei movimenti (bradicinesia), instabilità posturale e difficoltà nella deambulazione. Con il tempopossono comparire anche disturbi cognitivi, depressione, isolamento sociale e perdita di autonomia. Le terapie farmacologiche restano fondamentali, ma spesso non riescono a controllare completamente i sintomi motori più complessi, soprattutto quelli legati all’equilibrio e al cammino. È proprio in questo contesto che il tango argentino ha attirato l’attenzione di Neurologi, Fisioterapisti e Ricercatori.
PERCHÉ PROPRIO IL TANGO?
A differenza di altri balli, il tango richiede continui aggiustamenti posturali, cambi di direzione, variazioni di velocità e una stretta integrazione tra movimento, musica e attenzione cognitiva.
Il ballerino deve anticipare il passo successivo, mantenere equilibrio, coordinarsi con il partner e reagire rapidamente agli stimoli ritmici.
In pratica, il tango coinvolge simultaneamente:
• coordinamento motorio;
• equilibrio;
• memoria motoria;
• capacità attentive;
• orientamento spaziale;
• sincronizzazione ritmica;
• interazione sociale.
Tutte funzioni spesso compromesse nel Parkinson.
Molti Neurologi ritengono che questa combinazione renda il tango particolarmente utile rispetto a esercizi più ripetitivi o standardizzati.
Il ritmo musicale agirebbe inoltre come “cue esterno”, cioè uno stimolo capace di facilitare l’avvio del movimento nei pazienti che soffrono di blocchi motori o “freezing”.
IL RUOLO DEL COORDINAMENTO MOTORIO
Nel Parkinson i circuiti neuronali che regolano automatismi motori e fluidità del movimento
risultano progressivamente alterati a causa della perdita di neuroni dopaminergici nei gangli della base.
Il tango obbliga però il cervello a utilizzare strategie compensatorie. Ogni sequenza di passi richiede infatti:
• pianificazione motoria;
• controllo del tronco;
• coordinazione tra arti inferiori e superiori;
• regolazione fine dell’equilibrio;
• adattamento continuo alla posizione del partner.
Questo intenso lavoro neuromotorio sembra stimolare la neuroplasticità, cioè la capacità del cervello di creare nuove connessioni funzionali.
Secondo varie ipotesi neuroscientifiche, il movimento ritmico accompagnato dalla musica
potrebbe attivare circuiti cerebrali alternativi rispetto a quelli danneggiati dalla malattia, migliorando temporaneamente fluidità e stabilità del movimento.
GLI STUDI SCIENTIFICI
Uno dei lavori più citati è la revisione sistematica pubblicata su BMC Neurology nel 2015,
che ha analizzato tredici studi dedicati al tango nei pazienti con Parkinson. I ricercatori hanno osservato miglioramenti significativi nell’equilibrio, nella mobilità e nella gravità dei sintomi motori.
La meta-analisi evidenziava benefici particolarmente interessanti:
• miglioramento dell’equilibrio;
• riduzione dei tempi nel “Timed Up and Go Test”;
• miglioramento della stabilità posturale;
• possibili effetti positivi sulla qualità di vita e sulla partecipazione sociale.
Un importante studio pilota del 2009 mostrò che dieci lezioni intensive di tango in due settimane erano associate a miglioramenti dell’equilibrio e della mobilità funzionale nei soggetti con Parkinson lieve-moderato.
Nel 2010 uno studio pubblicato su Neurorehabilitation and Neural Repair confrontò tango con partner e tango senza partner, osservando miglioramenti nella deambulazione e nell’equilibrio in entrambi i gruppi.
Più recentemente, una ricerca pubblicata nel 2024 su Scientific Reports ha confrontato tango adattato e fisioterapia di gruppo. Dopo quattro mesi di attività, i partecipanti mostrarono una sostanziale stabilizzazione delle capacità motorie e cognitive, con miglioramenti soprattuttonell’equilibrio statico e dinamico.
Una revisione sistematica del 2025 ha ulteriormente confermato il potenziale terapeutico del tango argentino come supporto alla mobilità e alla stabilità posturale nei pazienti parkinsoniani.
BENEFICI PSICOLOGICI E SOCIALI
Gli effetti positivi del tango non sembrano limitarsi alla sfera motoria.
Molti pazienti riferiscono:
• maggiore autostima;
• riduzione dell’isolamento sociale;
• miglioramento dell’umore;
• diminuzione dell’ansia;
• maggiore motivazione al movimento.
Il Parkinson porta spesso a una progressiva riduzione delle attività sociali. Il tango, invece,favorisce relazione, contatto umano e partecipazione emotiva. Anche questo aspetto potrebbe contribuire indirettamente al benessere neurologico generale.
Alcuni studi hanno inoltre sottolineato l’elevato grado di adesione dei pazienti ai programmi di tango rispetto alla fisioterapia tradizionale, probabilmente perché il ballo viene percepito come attività piacevole e non come semplice esercizio terapeutico.
LIMITI E PRUDENZA SCIENTIFICA
Nonostante i risultati promettenti, gli esperti invitano ovviamente alla cautela: molti studi
disponibili coinvolgono numeri relativamente piccoli di pazienti e durate limitate. Inoltre,
i protocolli di allenamento non sono sempre omogenei.
Ad oggi non esistono prove che il tango possa fermare la progressione biologica del Parkin-
son. Più realisticamente, sembra poter contribuire a rallentare il decadimento funzionale e
a mantenere più a lungo autonomia motoria ed equilibrio, e questo è già, di per sé, un risultato decisamente importante: il tango non può certamente sostituire farmaci, fisioterapia e controlli neurologici, ma rappresenta una valida strategia
integrativa multidisciplinare.
UNA TERAPIA DEL MOVIMENTO… E DELLA RELAZIONE
Il successo del tango terapeutico dimostra come il cervello umano conservi notevoli capacità di adattamento anche in presenza di malattie neurodegenerative.
Musica, ritmo, relazione sociale e coordinamento motorio sembrano creare una sorta di
“allenamento neurologico globale”, capace di coinvolgere corpo e mente contemporaneamente.
In un’epoca in cui la Medicina cerca approcci sempre più personalizzati e multidimensionali,
il tango argentino offre un esempio affascinante di come arte, movimento e neuroscienze possano incontrarsi.
E forse non è un caso che proprio un ballo fondato sull’equilibrio, sull’ascolto reciproco e
sull’armonia dei passi possa aiutare chi, giorno dopo giorno, combatte contro la perdita del controllo del movimento.

Estilo Canyengue: Maura Comotti e Andrea Monfardini

 

 

 

 

 

 

Raimondo Pische, Medicochirurgo, Posturologo, Comitato scientifico ND, Natura docet: laNatura insegna

Maura Comotti, Livello Oro Tango Stile Canyengue ANMB, Maestro Stile Canyengue Acsi Faitango

 

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