TANGO – Emozioni e tradizioni tra due mondi

Genova, il 27 settembre alle ore 16:00, il tango racconta un viaggio tra Italia e Argentina e lo fa partendo da uno dei palazzi più affascinanti dei Rolli, il Palazzo della Meridiana di Genova , nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio e in occasione del quarantesimo anniversario dell’Associazione Liguri nel Mondo.

Incontri è la parola chiave con la quale nasce questa iniziativa, e forse non è casuale che a raccontarlo sia Genova, città dalla quale per generazioni sono partite migliaia di persone verso l’Argentina, portando con sé parole, sapori, memorie e tradizioni che, una volta oltrepassato l’oceano, avrebbero incontrato altre culture.

È proprio questo filo, quello di un patrimonio che nasce dall’incontro e continua a trasformarsi nel tempo, a legare i diversi momenti di Tango – emozioni e tradizioni tra due mondi.

La locandina presenta l’iniziativa come uno spettacolo artistico-musicale con la presentazione del libro 100 click di emozioni. Tango argentino di Luca Florenzano, la partecipazione straordinaria del tenore Fabio Armiliato e del Duo Violinistico genovese formato da Loris e Manrico Cosso e l’esibizione dei talentuosi maestri di tango argentino Florencia Labiano e Hernan Rodriguez.

Fotografia, musica, canto e ballo diventano quattro linguaggi attraverso i quali osservare la stessa storia: quella di due mondi che, incontrandosi, hanno finito per modificarsi reciprocamente.

Fabio Armiliato

A raccontare questo particolare intreccio tra Genova e Argentina è anche Fabio Armiliato, tenore di fama internazionale e dal 2023 Eccellenza Ligure nel Mondo. La sua presenza alla giornata si inserisce nel percorso che da oltre dodici anni porta avanti con il progetto RecitaL CanTANGO, attraverso il quale mette in relazione opera lirica, melodramma, bel canto e canzone del tango.

Ne abbiamo parlato con Fabio Armiliato nominato eccellenza Ligure nel mondo nel 2023.

Fabio Armiliato, cosa rappresenta per lei questa giornata dedicata al tango?

“Sono molto felice di essere stato invitato, anche perché sono molto legato a Mario Menini e ad Anna Maria Campello, che sono Presidente e vicepresidente di Liguri nel Mondo. È un’emozione bellissima, anche perché torno a condividere il palcoscenico con Florencia e Hernan Rodriguez, con i quali abbiamo fatto una bellissima tournée in Oman, portando il tango e RecitaL CanTANGO.

Fabio Armiliato

È uno spettacolo che da più di dieci, ormai dodici anni, porto in giro per il mondo per legare l’opera lirica, il melodramma, il bel canto alla canzone del tango e creare questo bellissimo connubio, questo abbraccio ideale.”

Il titolo parla di due mondi. Quanto è importante il patrimonio culturale, ed il rapporto fra Italia e Argentina?

“Siamo molto legati, perché esiste una tradizione molto importante, soprattutto per quanto riguarda il bel canto, ma anche, per noi genovesi, per la cucina: la focaccia, la farinata, la fainà, come la chiamano loro a Boca in genovese, nel rione di Buenos Aires. Tutto questo mi ha sempre stimolato, perché ho sempre avuto il desiderio di legare i mondi, di creare ponti importanti. E questa è un’occasione bellissima, anche perché il Palazzo della Meridiana è uno dei palazzi dei Rolli più belli che abbiamo a Genova”

Genova è anche una città profondamente legata alla storia dell’emigrazione verso l’Argentina.

“Assolutamente sì. L’Italia, e Genova soprattutto, ha visto partire tantissimi emigrati, ma c’è stato anche uno scambio culturale con le popolazioni che partivano e poi tornavano. In tutto questo c’è una forte dimensione di nostalgia: anche la nostra canzone Ma se ghe penso è un tango nostalgico, quello di chi è emigrato e magari vorrebbe tornare nella sua Genova.

È una situazione chiaramente molto complessa, ma in questo caso noi parliamo di arte e di come la migrazione e l’integrazione delle culture, all’interno di una società come quella argentina e nel rispetto reciproco delle diverse culture, abbiano potuto dare i natali a grandi forme di spettacolo, di musica e di cultura come il tango. Il tango è l’unione di tante culture, proprio perché queste culture si sono integrate. E l’integrazione è la cosa più importante in Argentina: non si poteva stare in Argentina se non eri integrato”

E questa volta il tango sarà accompagnato da due soli violini. Una provocazione?

“No, è una sfida, perché sono molto bravi, hanno un grandissimo senso del ritmo e da tanti anni mi chiedevano di poter fare qualcosa insieme, perché amano moltissimo il tango. Lo hanno suonato in molti concerti, anche il tango di Piazzolla, che è molto impegnativo.

Ho lavorato moltissimo con loro anche al Teatro Carlo Felice: suonano da tanti anni in orchestra e insieme abbiamo realizzato opere memorabili. Ci lega anche una passione per la Sampdoria, che è la mia squadra del cuore e anche la loro, quindi quando finiremo uno dei brani faremo un “Forza Doria.”

Abbiamo anche un pezzo di Piazzolla, Vuelvo al Sur, e sarà interessante vedere quale tipo di arrangiamento hanno scelto.”

Se il canto può diventare un ponte fra due tradizioni musicali, anche una fotografia può raccontare un incontro. È questo il viaggio dentro il tango proposto da Luca Florenzano con 100 click di emozioni. Tango argentino.

Il tango come patrimonio vivo

Luca Florenzano

È questo uno degli aspetti che emergono con maggiore forza dalle parole di Luca Florenzano.

Il suo 100 click di emozioni. Tango argentino nasce da un lungo percorso nel mondo del tango e dalla sua esperienza di fotografo. Il progetto, inizialmente pensato come un libro fotografico, si è progressivamente ampliato fino a comprendere la storia del tango, la sua musicalità, i compositori, l’influenza ligure e cento fotografie costruite intorno ai dettagli del ballo e alle emozioni che la musica suscita.

Non un semplice album di immagini, dunque, ma un tentativo di entrare dentro il tango attraverso più porte.

Le fotografie sono soprattutto dettagli: mani, piedi, braccia, gesti. A ciascuna immagine si accompagna la storia di un brano, gli autori, le orchestre che lo hanno interpretato, le parole chiave e un QR code che permette di ascoltarlo. E, in alcuni casi, persino una possibile chiave di lettura per il ballo.

L’obiettivo, spiega Florenzano, è conoscere il tango per viverlo meglio.

Ed è proprio nella conoscenza che individua una delle caratteristiche più affascinanti di questa cultura: il tango, dice, è per lui una “conoscenza in divenire”, qualcosa che non si può separare dalle sue origini, dalla sua storia e dalla sua capacità di continuare a essere contemporaneo

Nel libro di Florenzano c’è anche una parte dedicata proprio alla presenza ligure nella storia del tango.

Una presenza che passa dalla musica e dai suoi protagonisti, ma anche dalla lingua. Florenzano racconta di aver individuato numerose parole del lunfardo riconducibili o vicine al dialetto genovese, mettendo così in evidenza una traccia linguistica di quella storia di incontri e migrazioni.

Ma il rapporto tra Genova e Argentina non appartiene soltanto alla storia.

È qualcosa che continua a essere vissuto attraverso gli artisti che hanno fatto di questo ponte la propria esperienza.

Il canto con la splendida voce di Fabio Armiliato; il libro fotografico che cattura un istante irripetibile; la musica scelta per questa giornata due violini e poi c’è il corpo: tutto è volto verso “l’incontro”.

Florencia Labiano e Hernan Rodriguez

A dare forma al tango saranno Florencia Labiano e Hernan Rodriguez, coppia argentina da dodici anni stabilita a Genova, dove hanno raccolto intorno alla loro scuola una comunità di allievi e appassionati.

La loro storia personale sembra quasi contenere in sé il significato dell’evento: il loro incontro è nato diciannove anni fa in una milonga di Buenos Aires; oggi vivono a Genova e continuano a portare il tango in Italia, mantenendo vivo il legame con il Paese d’origine

Proprio nel settembre 2026 la coppia è stata protagonista della finale del Campionato del Mondo di tango a Buenos Aires, raggiunta dopo le selezioni internazionali che avevano portato il numero delle coppie finaliste a 36, partendo dalle circa 800 della prima serata .

“Siamo emozionati di rappresentare l’Argentina ma anche Genova”, avevano raccontato alla vigilia della finale.

È una frase semplice, ma forse racchiude meglio di molte altre il significato di Tango – emozioni e tradizioni tra due mondi.

Perché il tango, per loro, non è soltanto una danza da eseguire.

Le parole di Armiliato sull’incontro tra culture mi portano a una riflessione: quando l’incontro nasce dal rispetto, arriva la svoluzione e da qui nasce sempre qualcosa di bello. Una parola non comune, che Armiliato usa per raccontare il cambiamento come qualcosa che nasce dall’incontro tra mondi, sensibilità e culture diverse.

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