Ritornare a Buenos Aires

Disegni Ofelia Lachner
Disegni Ofelia Lachner

Non me ne sono reso conto, dieci anni lontano da Buenos Aires…

Il tempo è volato, sicuramente quelli di allora (io compreso) non saremo più gli stessi.

Ritorno a Buenos Ares, torno in primavera…

La maniera più semplice di esprimere i miei sentimenti non poteva essere che attraverso un tango:

Anclao en París Tango 1931

Música: Guillermo Barbieri

Letra: Enrique Cadícamo

Canta (è non poteva essere diversamente Carlos Gardel)

ANCORATO A PARIGI

Alla deriva nella mia vita da bohémien errante

sono qui, Buenos Aires, ancorato a Parigi.

malconcio, provato dalla vita

ti evoco da questo paese lontano.

Contemplo la neve che cade dolcemente

dalla mia finestra, che guarda sul boulevard;

le luci rossastre, con un tono morente,

sembrano pupille di uno strano sguardo

Lontana Buenos Aires, che bella sarai ancora!

Sono ormai quasi dieci anni da quando mi hai visto partire…

Qui, in questa Montmartre, sobborgo sentimentale,

sento che il ricordo mi trafigge con il suo pugnale.

Come sarà cambiata la tua calle Corrientes…!

Suipacha, Esmeralda, i tuoi stessi quartieri…!

Qualcuno mi ha raccontato che sei diventata fiorente

e che un incrocio di strade taglia in diagonale…

Non sai quanto desidero rivederti!

Io sono qui, arenato, senza soldi e senza fede…

Chissà, una notte, la morte verrà a prendermi

e, addio Buenos Aires, non potrò più rivederti!

qualche milonga per farti forte

Il “ritorno a Buenos Aires” ha ispirato tante volte i poeti del tango.

Si ritorna ad una città, ad un amore, ad una strada, ai ricordi, al tempo che passa…

Mi immagino che siamo sulle coste dell’Oceano Atlantico, le onde si susseguono instancabilmente, una dietro l’altra, ognuna è un ricordo, il cinema e quel film che ci segnò per sempre, la fogazzetta alla cipolla, il gelato al dulce de leche, le librerie del centro, i laghi del quartiere di Palermo, e quel primo bacio rubato alla più bella della scuola. Il liceo, le manifestazioni in piazza, i militari alla televisione, i militari nelle strade. Il sapore amaro di un addio e la constatazione definitiva che quella promessa:

  • Due e tre anni al massimo, e saremo di nuovo insieme

Non stata compiuta e quei due, tre anni, diventarono dieci, venti, trenta…

Disegni Ofelia Lachner

Ma c’è una cosa certa per noi “porteños”, a Buenos Aires si ritorna sempre

Siempre se vuelve a Buenos Aires Tango

Música: Astor Piazzolla Letra: Eladia Blázquez

Canta Eladia Blázquez

Sempre si ritorna a Buenos Aires

Questa città è stregata, senza saperlo…

dall’incantesimo ammaliante del ritornare.

Non so se per il bene, non so se per il male,

ritornare ha la magia di un rituale.

Io sono di qui, di un altro luogo non potrei essere…

Mi riconosco nell’abitudine di ritornare!

A ritrovare me stessa, a dare valore dopo

alle cose che ho perso… Alla vita che se n’è andata!

Sono arrivata e quasi sto per partire…

Sentendo che me ne vado, e non me ne voglio andare.

Ho svoltato l’angolo di me stessa, per comprendere

che nessuno sfugge al fatalismo del proprio essere!

E sto calpestando le mattonelle,

sbocciando rose al ritornare…!

Questa città non so se esiste, se è così…

Qualche poeta l’ha inventata per me!

È come una donna, profetica e fatale

Che mi chiede il sacrificio fino alla fine!

Ma ha anche un’altra voce, ha un’altra pelle;

e il gesto aperto del tavolo da caffè…

Il sentimento in fiore, la mano fraterna

e il volto dell’amore in ogni soglia.

So già che non è un caso essere nati qui

ed essere un po’ così… tristi e sentimentali.

So già che non è un caso che un bandoneòn, per noi due,

ci canti il funerale per dire… Addio!

Dire addio a te… vedi bene, non può essere.

Se sei per sempre e sempre, una ragione per ritornare!

Si torna sempre a Buenos Aires, a cercare

quel modo malinconico di amare…

Lo sa solo colui che ha dovuto vivere

malato di nostalgia… Quasi sul punto di morire!…

il tango crea un confuso ed irreale passatoSi, ora un’intera vita ti viene addosso, non è un sentimento tragico, ho vissuto bene, i sogni realizzati si equilibrano con quelli incompiuti, la maturità ti da la saggezza di goderti ogni momento e la mia eterna giovinezza mi dice che ho ancora tanti progetti da realizzare, ma oggi ho un presente: “ritorno a Buenos Aires”, ma già in sto programmando per chissà quando…un ritorno

Buenos Aires è una città magica, una città dove ognuno vorrebbe ritornare, anche se non ci è mai stato

Perché Buenos Aires è fatta cosi:

Si Buenos Aires no fuera así

Bailecito Música: Eladia Blázquez Letra: Eladia Blázquez

Versione: Cuarteto Zupay

Se Buenos Aires non fosse così

Buenos Aires ha un fiume

che la culla,

che la bacia,

se non fosse così, così,

ah, che grande tristezza!

Ha la notte e nella sua magia

Disegni Ofelia Lachner

una grigia malinconia,

se non fosse così, così,

io non la amerei.

Tiene il canto, tiene il vino,

all’alba,

e un amico lungo il cammino,

sempre ne avrà uno,

sempre ne avrà uno.

Ha il tango così sentito,

quello di Pichuco, quello di Piazzolla,

se non fosse così, così,

che città così sola!

Buenos Aires ha il volo

delle colombe, che gioia,

se non fosse così, così,

io morirei.

Ha il gioco dei bambini

nelle piazze assolate,

se non fosse così, così,

non avrebbe nulla.

Ha il canto, ha il vino,

all’alba,

e un amico lungo il cammino,

sempre ne avrà uno,

sempre ne avrà uno.

Ha il tango così sentito,

quello di Pichuco,

quello di Piazzolla,

se non fosse così, così,

che città così sola!

stanno ancora reggendo il loggiato

Ma il grande “gordo” Anibal Troilo mi da una definizione definitiva del mio ritorno, perché se qualcuno mi chiede:

  • Te ne sei andato?
Disegni Ofelia Lachner

La mia anima risponde

  • No, se sempre sto arrivando…

Nocturno a mi barrio Tango

Letra y música Aníbal Troilo

Interpreta: Anibal Troilo

Notturno al mio quartiere

Il mio quartiere era così,

così… così… così.

vale a dire

Ma io me lo ricordo così:

con Giacomino, il carbonaio dell’angolo,

che aveva i fornelli pieni di fuliggine

e che giocava sempre terzino sinistro,

accanto a me, sempre, sempre…

forse per stare più vicino al mio cuore

Qualcuno disse una volta

che io me ne sono andato dal mio quartiere.

Quando? …Ma quando mai?…

Se io sto sempre arrivando.

E se una volta mi sono dimenticato,

le stelle dell’angolo,

quelle della casa della mia vecchia,

scintillando come fossero mani amiche,

mi dissero: Gordo…Gordo,

rimani qui…rimani qui.

una volta fu un’amicizia il quartiere

Ofelia Lachner pittrice( https://ofelial.com/) nata a Buenos Aires, Dal 1980 vive e lavora

Disegni Ofelia Lachner

a Viareggio. Nelle sue opere, firmate semplicemente “Ofe”, l’artista traspone su tela le atmosfere cosmopolite di Buenos Aires, fondendo elementi legati alla letteratura, alla nostalgia e alla cultura del tango. Nelle sue opere un connubio con lo scrittore Jorge Luis Borges, poesie ed olio su tela si fondo indissolubilmente.

Pablo Helman: è nato in Argentina nel 1957 e si è stabilito in Italia negli anni Ottanta. È divulgatore della cultura del tango in Italia. Ha ideato e condotto per la web radio Fai Tango il programma in 25 puntate “Schegge di Tango (https://podcast.faitango.it/podcasts?cartelle%5B%5D=&search=helman&order=ASC&col=titolo), collabora regolarmente alla rubrica “Tangoygotan”( https://tangoygotan.faitango.it/author/pablo-helman/).

Per la casa editrice Marcos Serra Tarantola Editore ha pubblicato i volumi “Tango. Canzoni di una vita, canzoni di tante vite” e “Tango in quattro e altri racconti di amore, pazzia e morte”.

2 Commenti

  1. Come sempre, nei suoi scritti, un viaggio coinvolgente, un ritrovarsi in un’ atmosfera magica senza tempo, sentirsi parte di quel mondo solo leggendo …mentre si canticchia una melodia.

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