Elisabetta Muraca, il tango e il ricordo di un abbraccio

“Tra le foto insieme a te, per il mondo ho scelto semplicemente questa dal tuo profilo. È con questa che volevi presentarti e non sono andata oltre.”

Elisabetta Muraca

Sono le parole con cui Enza Stagnini ha scelto di ricordare Elisabetta Muraca. Una fotografia soltanto, quella che Elisabetta aveva scelto per raccontarsi, e poi poche parole che sembrano contenere un’amicizia intera: “Amica mia, ti voglio bene. Sempre”.

In queste ore il nome di Elisabetta ritorna nel mondo del tango attraverso i ricordi di chi l’ha incontrata, conosciuta, amata. Marco Gallizioli ha scritto che con il suo impegno e la sua ricerca aveva mostrato “il volto più autentico del tango, ricordando insieme la sua “lucida intelligenza” e il suo “sorriso sincero e sempre onesta”.

Ritorna. È questa la parola che continua a tornarmi alla mente. E insieme a lei una canzone che appartiene profondamente alla storia del tango: Volver.

Non per raccontare la morte, ma per parlare di ciò che rimane. Di ciò che torna quando una persona non può più esserci con la propria voce, con il proprio corpo, con il proprio sguardo. Tornano le parole, i gesti, le fotografie, i libri. Tornano le emozioni che qualcuno ha lasciato negli altri.

Il tango sentimento e filosofia di vita

Elisabetta Muraca ha lasciato anche questo.

Psicologa, psicoterapeuta e docente, ha portato nel tango uno sguardo capace di andare oltre il ballo e di interrogare quello che accade dentro l’abbraccio, nella relazione, nella milonga. Ha pubblicato nel 2000 Il tango. Sentimento e filosofia di vita e nel 2008 Nell’abbraccio del tango. Il mondo delle Milongas di Buenos Aires, due libri che testimoniano un interesse per il tango come esperienza umana, relazionale e culturale.

Il secondo è tuttora catalogato dalla Biblioteca Braidense con il soggetto Tango – Aspetti psicologici e sociali. Psicoterapia Gestalt

Sono libri che oggi meritano di essere ricordati anche per un’altra ragione: raccontano un momento in cui il tango italiano stava ancora costruendo, passo dopo passo, una propria memoria culturale. Elisabetta ha contribuito a quel percorso con il suo lavoro, la sua ricerca e la sua scrittura.

Io avrei dovuto incontrarla.

Nell’abbraccio del tango

Da circa un anno ci sentivamo per preparare un’intervista. Avevo scelto di leggere prima Nell’abbraccio del tango, proprio per arrivare a quell’incontro con domande più profonde. Mi aveva parlato della possibilità di dover partire.

Pensavo a un viaggio.

Non immaginavo questa partenza.

L’intervista che avevamo immaginato non ci sarà. Ma forse un incontro può cambiare forma.

Oggi, mentre tante persone tornano a Elisabetta attraverso una fotografia, una frase, un ricordo, Tango y Gotan vuole semplicemente fermarsi qui: davanti alla sua memoria, ai suoi libri e a tutto ciò che ancora continua a tornare nel tango attraverso di lei.

Per il resto ci sarà tempo. E sarà un altro racconto.

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Barbara Savonuzzi
Sono autrice e collaboratrice culturale di Faitango. Veneziana d’origine, da sempre amo scrivere, leggere e lasciarmi attraversare dalla musica. La vicinanza del Teatro La Fenice ha nutrito fin da giovane la mia sensibilità e mi ha insegnato a riconoscere nella lirica il respiro dell’anima. Durante il lockdown, insieme all’amica Chiara Cecchinato, ho creato il blog “Un tango con il Tenore”. Sotto lo pseudonimo di Rosaspina Briosa ho iniziato a esplorare il dialogo tra lirica e tango, due linguaggi che, attraverso epoche e culture diverse, raccontano l’animo umano. Dal 2022 collaboro con Faitango, approfondendo la dimensione culturale del tango grazie al prezioso accompagnamento di Giuseppe Speccher ed Ernesto Valles Galmés, figure che hanno contribuito alla mia crescita e formazione. Mi occupo di interviste, reportage e approfondimenti, dando voce a chi fa cultura nel tango e contribuendo a costruirne una memoria contemporanea. Con la mia penna — che amo definire una scopa gentile, capace di far emergere la polvere luminosa dei piccoli grandi tesori del tango — cerco di restituire un ritratto autentico e attuale del tango italiano. Raccontarlo dal vivo, attraverso le voci di chi lo vive e lo custodisce, è per me una responsabilità e un privilegio: quello di restare imparziale e offrire spazio alle diverse visioni di tango che convivono oggi.

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