Il tango incontra la formazione artistica: una nuova prospettiva di ricerca espressiva

Il progetto promosso con ACSI Nazionale, Atelier B e Faitango porta il tango argentino in un liceo a indirizzo coreutico di Torino. Al centro, l’incontro fra la musica, il movimento e la sensibilità artistica delle nuove generazioni.

Nel tango la musica non accompagna soltanto il movimento: lo orienta, lo attraversa, gli dà una direzione. Il corpo ascolta, risponde, cerca un equilibrio nella relazione. È un linguaggio che si apprende nella pratica e che, ogni volta, lascia spazio a una possibilità d’interpretazione.

Che cosa può accadere quando questo linguaggio incontra giovani che stanno costruendo la propria formazione artistica? È la domanda da cui prende avvio il progetto promosso da Atelier B, con Angelica Bevilacqua, sostenuto da ACSI Nazionale e Faitango, presentato il 12 ottobre durante la conferenza stampa di BallaTorino Social Dance 2026.

Dal 17 al 25 ottobre Torino ospita la quarta edizione di BallaTorino Social Dance, manifestazione che porta il ballo sociale nei luoghi della vita quotidiana: piazze, musei, scuole, ospedali e spazi di lavoro e aggregazione. Un programma diffuso che promuove la partecipazione e l’inclusione, riconoscendo alla danza la capacità di creare relazioni fra persone, generazioni e culture differenti.

È stato questo il contesto nel quale il progetto ha trovato uno spazio di presentazione e una nuova occasione di visibilità. La collaborazione con BallaTorino ha inoltre favorito il collegamento con la realtà scolastica, aprendo la strada a un’esperienza che porta il tango in un ambiente diverso da quello nel quale viene abitualmente praticato.

«Il tango diventa disciplina coreutica» è il nome scelto da Angelica Bevilacqua per identificare il progetto. Una definizione che esprime l’ambizione di esplorare il posto che il tango può trovare nella formazione artistica, attraverso il confronto con altri linguaggi della danza.

Nella riflessione di Angelica Bevilacqua emerge anche uno sguardo sul contesto italiano. Secondo la sua esperienza, all’estero il dialogo fra il tango e la danza trova un terreno più dinamico, mentre in Italia questo confronto procede ancora lentamente. La preparazione tecnica, la formazione coreutica e l’apertura a linguaggi differenti possono offrire nuove possibilità di approfondimento, permettendo al tango di essere conosciuto anche oltre la dimensione del ballo sociale.

È da questa prospettiva che prende forma il progetto torinese: aprire uno spazio di ricerca nel quale il tango possa confrontarsi con la preparazione e la sensibilità di giovani danzatori.

Il collegamento con BallaTorino ha offerto un’occasione di visibilità e un punto d’incontro con la realtà scolastica, aprendo la strada a un’esperienza che porta il tango in un ambiente diverso da quello nel quale viene abitualmente praticato.

L’iniziativa porta il tango argentino all’interno del liceo pubblico Primo, a Torino, aprendo uno spazio di confronto fra una danza che vive profondamente nella dimensione sociale e un percorso di studio nel quale il corpo viene educato alla conoscenza del movimento e all’espressione artistica.

Una strada che viene da lontano

L’iniziativa si inserisce in un lavoro che ACSI Nazionale e Faitango, insieme ad Atelier B, portano avanti per favorire il dialogo fra il tango e il mondo della danza.

Il Premio Tango & Danza è stato una delle espressioni di questa ricerca. L’idea alla base del concorso era invitare giovani danzatori ad avvicinarsi al tango, scegliendo una sua composizione e restituendo le emozioni suscitate dalla musica attraverso la tecnica della disciplina che stavano studiando. Il confronto non si esauriva nell’esecuzione: chiamava in causa la capacità di ascoltare, interpretare e tradurre un linguaggio in un altro.

Premio Tango & Danza
Foto di Francesca Petarra

Il progetto che oggi prende forma a Torino raccoglie questa intuizione e la conduce su un terreno differente. Dalla dimensione del concorso si passa a un’esperienza laboratoriale inserita nel percorso scolastico; dalla prova individuale si apre la possibilità di una ricerca condivisa, nella quale il tango possa incontrare le competenze e la sensibilità di chi si sta formando alla danza.

È una nuova direzione all’interno di un impegno più ampio: creare occasioni concrete perché il tango venga conosciuto anche in ambienti artistici e formativi diversi da quelli nei quali è abitualmente praticato.

Il corpo, la musica, la ricerca

Il progetto coinvolgerà gli studenti della classe terza del liceo, indicativamente di quindici-sedici anni, attraverso sei incontri di due ore ciascuno, per un totale di 12 ore. Le attività si svolgeranno negli spazi della scuola, nell’ambito del percorso scolastico e delle attività di formazione previste, con la presenza e la collaborazione dei docenti di danza classica e contemporanea.

La prima lezione, dedicata ai fondamenti del tango argentino, è previsto per lunedì 19 ottobre. Il percorso proseguirà poi all’interno della scuola, dove l’esperienza del ballo sociale potrà diventare il punto di partenza per un confronto più ampio con il linguaggio coreutico.

 

La distinzione fra i diversi contesti è importante. Il tango sociale conserva il proprio valore nella relazione, nell’ascolto reciproco e nell’improvvisazione condivisa. La formazione artistica, tuttavia, pone altre domande: come si traduce una frase musicale in movimento? Come possono la qualità del gesto, il ritmo e la dinamica del corpo diventare strumenti d’interpretazione? E in che modo una preparazione maturata attraverso altre discipline può incontrare il tango, senza limitarsi a riprodurne le forme più riconoscibili?

Sono interrogativi ai quali non è possibile rispondere anticipando una coreografia. Angelica Bevilacqua intende prima confrontarsi con gli studenti, comprenderne la preparazione e osservare come reagiranno alla musica, anche attraverso il dialogo con i loro insegnanti. Da questo lavoro potranno nascere soluzioni differenti, più vicine alla tradizione oppure aperte a una lettura contemporanea, individuale o collettiva.

La sperimentazione riguarda dunque anche il metodo. Non imporre una forma prestabilita, ma creare le condizioni perché l’incontro possa generare una possibilità espressiva autentica, rispettosa sia del tango sia del percorso artistico dei ragazzi.

Una collaborazione che rende possibile la ricerca

Il sostegno di ACSI Nazionale contribuisce concretamente alla realizzazione dell’iniziativa, affiancando il lavoro di Atelier B e la collaborazione con Faitango. Il collegamento con BallaTorino ha offerto al progetto una cornice pubblica nella quale presentare questa esperienza e favorire l’incontro con la realtà scolastica.

La collaborazione fra queste realtà acquista significato proprio nella possibilità di tradurre un’intenzione culturale in un’esperienza concreta. Il dialogo fra tango e danza non rimane un’affermazione di principio, ma si misura con un gruppo di giovani, con i tempi della formazione, con la musica e con il lavoro sul corpo.

Il percorso si concluderà con una presentazione pubblica del lavoro realizzato dagli studenti, prevista indicativamente entro dicembre, in un luogo pubblico della città di Torino ancora da definirsi . Anche in questo caso, la forma finale nascerà dal processo di ricerca e da ciò che sarà possibile costruire insieme.

L’esperienza di Torino potrà inoltre offrire indicazioni per eventuali sviluppi in altre realtà italiane, secondo un’ipotesi di percorso itinerante che resta da verificare.

La domanda iniziale rimane aperta: “che cosa può rivelare il tango a chi si sta formando all’arte della danza?”

Non è necessario conoscere già la risposta. L’interesse di questa esperienza sta proprio nella possibilità di esplorarla, lasciando che la musica incontri corpi, sensibilità e strumenti espressivi in formazione. Il tango non è chiamato a diventare altro da sé, ma a entrare in dialogo con nuove possibilità interpretative.

Sarà il lavoro dei ragazzi a mostrare quali forme potrà assumere questo incontro. E sarà da quel confronto, più che da un risultato immaginato in anticipo, che potremo comprendere il valore della ricerca.

 

Articolo precedenteTarbes: una vacanza low cost nel paese della cuccagna per tangueri
Articolo successivoTango e Morbo di Parkinson
Barbara Savonuzzi
Sono autrice e collaboratrice culturale di Faitango. Veneziana d’origine, da sempre amo scrivere, leggere e lasciarmi attraversare dalla musica. La vicinanza del Teatro La Fenice ha nutrito fin da giovane la mia sensibilità e mi ha insegnato a riconoscere nella lirica il respiro dell’anima. Durante il lockdown, insieme all’amica Chiara Cecchinato, ho creato il blog “Un tango con il Tenore”. Sotto lo pseudonimo di Rosaspina Briosa ho iniziato a esplorare il dialogo tra lirica e tango, due linguaggi che, attraverso epoche e culture diverse, raccontano l’animo umano. Dal 2022 collaboro con Faitango, approfondendo la dimensione culturale del tango grazie al prezioso accompagnamento di Giuseppe Speccher ed Ernesto Valles Galmés, figure che hanno contribuito alla mia crescita e formazione. Mi occupo di interviste, reportage e approfondimenti, dando voce a chi fa cultura nel tango e contribuendo a costruirne una memoria contemporanea. Con la mia penna — che amo definire una scopa gentile, capace di far emergere la polvere luminosa dei piccoli grandi tesori del tango — cerco di restituire un ritratto autentico e attuale del tango italiano. Raccontarlo dal vivo, attraverso le voci di chi lo vive e lo custodisce, è per me una responsabilità e un privilegio: quello di restare imparziale e offrire spazio alle diverse visioni di tango che convivono oggi.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui