Fivizzano Tango World, 19a Edizione:

Oggi vi portiamo in un angolo speciale della Lunigiana, a Fivizzano, dove il tango non è soltanto musica e danza, ma diventa emozione, incontro e passione condivisa. Qui, diciotto anni fa, grazie all’intuizione di Bruno Fiorentini, direttore e anima artistica del Hyperion ensemble, è nato un festival unico, capace in soli tre giorni di regalare esperienze intense e sorprendenti.

Da due anni a questa parte, il maestro ha affidato la crescita e l’organizzazione della rassegna a Marina Kiseleva, pianista dell’ensemble. Con energia e sensibilità, l’artista sta trasformando l’appuntamento in una grande festa collettiva, capace di coinvolgere la comunità locale e attrarre ogni anno appassionati da tutta Europa, grazie anche alla presenza di orchestre ospiti e a un ricco programma di iniziative culturali.

Il calendario completo è consultabile direttamente nell’agenda eventi di Faitango e nella pagina dedicata ai festival.

Hyperion ensemble,

Abbiamo incontrato Bruno Fiorentini e Marina Kiselev.

Diciotto anni fa è partito questo festival, insieme alla vostra orchestra — un’esperienza unica, soprattutto qui in Italia. Quali furono le motivazioni che la spinsero a intraprendere questa avventura e perché la scelta cadde proprio su Fivizzano?

Bruno Fiorentini: “Succedeva che in quegli anni esisteva un grande festival di musica e danza chiamato Music World, che si svolgeva proprio a Fivizzano e convocava compagnie folkloriche da tutto il mondo, dalla Cina alla Russia. Io ne ero direttore artistico e pensai di inserire una sezione dedicata al tango. I primi due anni la proposta era ancora un po’ sottotono rispetto alle edizioni successive, però funzionò e questo ci ha invogliato a proseguire. Parliamo del 1999–2000: da lì abbiamo continuato per diciassette anni, crescendo e portando a Fivizzano nomi importanti del tango come Gustavo Naveira, Osvaldo Zotto, Chicho Frúmboli e Sebastián Arce. Poi fummo costretti a interrompere per motivi logistici: il palazzetto, la location principale, era crollato. Abbiamo potuto riprendere solo l’anno scorso, quando il Comune ha sistemato la nuova struttura.”

 

Marina Kiseleva oltre essere pianista dell’Iperion Ensemble, sei oggi una delle protagoniste dell’organizzazione. Dopo quasi dieci anni di pausa, il festival è tornato a vivere: ci racconti come hai accolto questa sfida e che cosa rappresenta per te questa seconda vita del Fivizzano Tango World?

Hyperion ensemble,

Marina Kiseleva: Certamente. Per noi è un aspetto fondamentale: il nostro festival, in realtà, non amiamo nemmeno chiamarlo semplicemente “festival”, perché preferiamo definirlo una grande festa dedicata alla vita, al tango e all’amicizia. Insieme a Bruno ci siamo interrogati su come trasformare questo evento in qualcosa di più vicino allo spirito di una vera festa argentina: una celebrazione dell’amicizia e della passione per il tango, e allo stesso tempo un omaggio ai prodotti del territorio. Abbiamo selezionato con cura vini locali, bianchi e rossi, che verranno presentati nelle degustazioni; è così che la festa diventa un’esperienza completa, dove musica, danza, cibo e territorio si intrecciano in modo armonioso.

 

Voi siete un ensemble con un calendario internazionale fitto di impegni. Come avete trovato le energie per organizzare un festival così complesso? E Quali orchestre e artisti ospiterete quest’anno?

Beltango Quinteto

Marina Kiseleva: Essendo musicisti comprendiamo l’importanza della musica dal vivo. In molti festival tradizionali l’orchestra viene spesso messa in secondo piano rispetto ai ballerini, ma ballare accompagnati da un’orchestra dal vivo crea un’energia unica: è quasi una maratona emotiva che arricchisce l’esperienza sia dei musicisti sia dei danzatori. Chi meglio di noi, immersi quotidianamente nella musica, può offrire questa opportunità?

Venerdì 12 settembre, avremo l’Orchestra BelTango di Belgrado, attiva dal 1998 e tra le prime orchestre europee di tango Sabato salirà sul palco l’ Hyperion Ensemble con due cantanti ospiti: Lucas Boock— che sarà anche asador — e

Tango Young Orchestra

Federico Pierro.

Domenica invece ci sarà sempre l’ HyperionEnsemble, questa volta con Marisol Martínez, che considero la voce femminile per eccellenza del tango oggi.

Per la prima volta , abbiamo decciso di dare pasio anche ai giovani talenti per questo abbiamo come ospite l’orchestra Tango Young di Fabrizio Mocata.

Workshop e corsi: canto, ballo e folklore

Parliamo dei workshop. In particolare, il laboratorio di canto con Marisol Martínez. Come è nata questa idea?

Marina Kiseleva: L’idea è venuta dai nostri amici musicisti e cantanti, che spesso esprimono il desiderio di approfondire il canto nel tango. Ad esempio la nostra violinista Elisa ama cantare, ma ci dice: “Vorrei imparare il tango cantato, il fraseggio, ma non so da dove cominciare”. Il fraseggio nel tango non è semplice: l’intonazione si può imparare, ma il fraseo richiede esperienza e sensibilità. Marisol tiene già questi workshop in Argentina, quindi ci è sembrato naturale proporre qualcosa di simile qui. Il laboratorio è aperto a professionisti, musicisti e semplici appassionati: l’obiettivo è diffondere competenze specifiche sul canto tanghero a tutti i livelli.

 

E per il ballo? Quali corsi proponete?

Marina Kiseleva:  “Abbiamo diversi workshop focalizzati sul ballo e sul folklore argentino. Uno dei più apprezzati è quello dedicato alla Chacarera. Viaggiando con l’orchestra in Argentina e nel mondo, abbiamo visto che in Italia il folklore argentino è poco conosciuto: durante le milonghe, la Chacarera suscita spesso timidezza negli spettatori. Lucas Boock che è un ottimo insegnante di tango e folklore, guida i partecipanti passo passo: il giro base si impara in circa un’ora e mezza. Durante il festival inseriamo uno o due momenti dedicati alla Chacarera, così tutti possono ballarla e vivere direttamente questa esperienza tradizionale.

Marcela Guevara y Stefano Giudice

Un altro corso è quello tenuto dai maestri Marcela Guevara y Stefano Giudice , storici insegnati di Torino e organizzatori del primo festival di quella città, partecipano anche loro come formatori. Le lezioni da un ora e mezza ciascuna, si terranno in orari diversi a partire da Venerdì alle 17

Lucas Boock e Lucas Rodríguez non solo suonano, ma sono anche insegnanti durante i workshop, alcuni dei quali dedicati a tecniche avanzate, altri all’esperienza di base. Il nostro obiettivo è coprire le esigenze di musicisti, ballerini e appassionati, offrendo sessioni per principianti e laboratori avanzati per chi vuole perfezionarsi.

In questa ottica deve essere letta la proposta innovativa di Marina Ignatenkova, nel suo workshop Tango-focus: fusione di tango, yoga e rilassamento muscolare che si terra sabato dalle 12 alle 13.

Per concludere il panorama sulle attività e proposte all’interno di questi tre giorni , abbiamo inserito anche lo spazio per rilassarsi completamente con i massaggi di Stefania Camera all’interno del suo gazebo.”

La comunità e l’esperienza del festival

L’arrivo di questo evento porterà a Filizzano – un piccolo paese – un frammento del mondo del tango, con artisti, appassionati, DJ e una dimensione internazionale a cui forse la comunità non è abituata. Come si sta costruendo il rapporto con i cittadini e in che modo avete sviluppato questa armonia?»

Marina Kiseleva: “Prima di tutto, voglio ringraziare il sindaco Gianfranco Giannetti, che ci ha messo a disposizione il palazzetto e l’ostello. Gli abitanti sono curiosi e partecipano con entusiasmo: il festival è presente da tanti anni, quindi per loro è un appuntamento conosciuto e apprezzato, quasi atteso. Inoltre, il flusso di visitatori sostiene l’economia locale: bar, ristoranti e negozi traggono benefici. Si crea così un clima di partecipazione globale, che coinvolge davvero tutto il paese.”

E i numeri? La ripresa post-lockdown come procede?

Marina Kiseleva: “Lo scorso anno abbiamo avuto circa 400 partecipanti, un dato in crescita rispetto alle ultime edizioni pre-pandemia. Siamo molto soddisfatti: significa che questa seconda vita del festival ha preso forma con grande entusiasmo.”

Rispetto ad altri festival tradizionali, il vostro sembra offrire un’immersione più autentica nella cultura argentina .

Lucas Rodríguez

Marina Kiseleva: “Esattamente. È una festa argentina a 360 gradi. Sabato organizziamo l’asado come in Argentina, con un pezzo intero cucinato per dieci ore a fuoco lento. Ci sono degustazioni, spettacoli di folklore, bevande tipiche come il Fernet con Coca-Cola, i Fernandito, e after party con musica dal vivo. Lucas Rodríguez suonerà il bombo e la chitarra, cantando anche canzoni popolari durante gli aperitivi. Marcella e Stefano da Torino portano esperienza e storia didattica. Tutto questo rende il festival un’immersione totale nella cultura argentina.”

Non si tratta solo di musica e ballo: anche la cucina ha un ruolo centrale nel vostro festival. Come sono nate queste collaborazioni con gli chef e come avete scelto di integrare il cibo nell’esperienza?

Marina Kiseleva: “Tutto nasce dall’amicizia. Durante i nostri viaggi e le feste in Argentina abbiamo conosciuto persone straordinarie che ci hanno trasmesso la loro passione per il cibo. Lucas Boock e Lucas Equisiel Rodríguez, ad esempio, sono veri empanaderos argentini. Li abbiamo incontrati in cene tra amici e da lì è nata l’idea di portarli nella festa. Non sono soli: c’è anche Pietro Dile, uno chef italiano di Bergamo, che durante il lockdown ha cucinato per una cena tra tangheri. Da queste esperienze informali abbiamo capito che questo connubio tra musica, danza e cucina funziona splendidamente, e volevamo che tutti gli ospiti lo vivessero in maniera immersiva.”

Progetti e sogni per il futuro

Guardando avanti, qual è il sogno nel cassetto?

Marina Kiseleva: “Vorremmo che questo format — la festa completa con orchestre, asado, workshop e amici — potesse essere esportato in Europa e nel mondo. Sarebbe fantastico portare questa esperienza anche all’estero, mantenendo lo spirito autentico della festa argentina.”

C’è una novità importante che riguarda l’ Hyperion Ensemble : l’invito al Perth Tango Festival in Australia per il 2026. Vuoi svelarci qualcosa in merito?»

Marina Kiseleva: “Sì, confermo. Dal 17 al 20 aprile 2026 saremo per la prima volta a Perth. Tutto nasce sei anni fa a Kuala Lumpur: un organizzatore australiano ci vide suonare e restò colpito. Ci sono voluti anni per concretizzare l’organizzazione, ma ora è ufficiale. Ci mancava solo l’Oceania per completare il giro del mondo.”

Perth Tango Festival

Tarbes è un riferimento importante per voi: il festival a Fivizzano cerca di riportare quella stessa atmosfera?

Marina Kiseleva: “Sì, a Tarbes c’è un equilibrio perfetto tra tradizione e innovazione. Offrono attività per tutti, ballo al mattino e alla sera, aperitivi musicali. Noi ci ispiriamo a quello spirito, aggiungendo elementi nuovi e mantenendo un’offerta ampia: chiunque può trovare il suo spazio e vivere il tango a pieno, secondo le proprie inclinazioni.”

Tornare dopo nove anni significa credere in un progetto fatto di passione, qualità e fiducia. Un festival che non è soltanto tango, ma un mosaico di esperienze: la musica che emoziona, la danza che unisce, il canto che racconta, il folklore che risveglia le radici, la cucina che avvicina e approfondisce i legami. Tutto questo rende questa festa un momento davvero unico, che merita di essere sostenuto e condiviso.

 

Barbara Savonuzzi

 

 

 

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Barbara Savonuzzi
Sono autrice e collaboratrice culturale di Faitango. Veneziana d’origine, da sempre amo scrivere, leggere e lasciarmi attraversare dalla musica. La vicinanza del Teatro La Fenice ha nutrito fin da giovane la mia sensibilità e mi ha insegnato a riconoscere nella lirica il respiro dell’anima. Durante il lockdown, insieme all’amica Chiara Cecchinato, ho creato il blog “Un tango con il Tenore”. Sotto lo pseudonimo di Rosaspina Briosa ho iniziato a esplorare il dialogo tra lirica e tango, due linguaggi che, attraverso epoche e culture diverse, raccontano l’animo umano. Dal 2022 collaboro con Faitango, approfondendo la dimensione culturale del tango grazie al prezioso accompagnamento di Giuseppe Speccher ed Ernesto Valles Galmés, figure che hanno contribuito alla mia crescita e formazione. Mi occupo di interviste, reportage e approfondimenti, dando voce a chi fa cultura nel tango e contribuendo a costruirne una memoria contemporanea. Con la mia penna — che amo definire una scopa gentile, capace di far emergere la polvere luminosa dei piccoli grandi tesori del tango — cerco di restituire un ritratto autentico e attuale del tango italiano. Raccontarlo dal vivo, attraverso le voci di chi lo vive e lo custodisce, è per me una responsabilità e un privilegio: quello di restare imparziale e offrire spazio alle diverse visioni di tango che convivono oggi.

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