Un’emozione argentina a Firenze compie 20 anni

E’ così che si presenta la Scuola di Tango A.s.d. Pablo diretta dal maestro Giovanni Eredia dal 2005, in collaborazione, dal 2014, con la maestra Cesira Miceli.

 

Il tango è stato iscritto nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO il 30 settembre 2009.

Fra le motivazioni ufficiali risaltano le seguenti:

Il tango come espressione integrata — combina musica, danza e poesia in un sistema espressivo unico che veicola emozioni, narrazioni sociali e pratiche comunitarie”

il riconoscimento UNESCO sottolinea che il tango non è solo spettacolo ma un patrimonio immateriale che richiede misure di salvaguardia per mantenere pratiche, saperi e contesti (milonghe, insegnamento, repertori) vivi e accessibili.

 La tutela punta a proteggere la trasmissione intergenerazionale, la diversità delle pratiche e il ruolo sociale del tango.

Possiamo affermare che la Scuola diretta da Giovanni Eredia raccolse in anticipo quelle che saranno le motivazioni di un così importante riconoscimento,

–         Giovanni, perché il tango?

Una sera d’inverno quattro amici mi passarono a prendere e mi portarono a una serata di tango. Noi, allora ventenni, non incontrammo coetanei. Gli altri smisero nel giro di sei mesi, io quella sera iniziai a ballare il tango e da allora non l’ho più lasciato. Oggi sono qui con una carriera di 23 anni, 23 anni di passione per questa meraviglia di ballo.

 –         Perché una scuola?

La scuola è un ambiente che mi ha sempre spronato, stimolato, lo stare insieme, la condivisione del sapere in un contesto di ascolto e rispetto reciproco.

–         Qual è la filosofia che muove la scuola?

Vedere e vivere il tango a 360 gradi. Non solo attraverso lo studio pratico del ballo, ma anche con presentazioni di libri, eventi teatrali, fotografia; progetti come il Tango young (che punta ad avvicinare giovani ventenni e trentenni a questo mondo) e il Tango T21 (rivolto a ragazze e ragazzi con sindrome di Down) che puntano ad una diffusione capillare di questa danza nella società. Perché crediamo nel suo potere benefico e terapeutico.

–         Perché il nome Pablo?

Paolo, il presidente dell’associazione, fece un viaggio a Buenos Aires e invece di tornare con un paio di scarpe, innamoratosi follemente del tango, decise di aprire questa scuola che ancora oggi porta il suo nome argentino. È stata la fortuna di tanti tangheri toscani e non solo, perché oggi la Pablo è una realtà tra le più importanti d’Italia.

–         Attualmente siete impegnati in diversi progetti: Tango T21, Tango Young,  vuoi raccontarli?

Sì, Tango T21 è un percorso dedicato a ragazzi e ragazze con la sindrome di Down e non. Si occupa della diffusione della cultura del tango. La partecipazione è totalmente gratuita, il progetto si sovvenziona grazie alle donazioni. Oggi è una realtà non solo a Firenze ma anche a Bologna, Nardò, Foggia e Roma con la volontà di crescere ed espandersi nel mondo tanghero. http://www.pablotangot21.com/dove-siamo.html

 

Tango Young nasce undici anni fa, con Giovanni Filocamo, un tanghero che ci ha lasciati qualche anno fa. Oggi è un progetto attivo in più di 18 città nel mondo, avvicina giovani tra i venti e i trent’anni accompagnandoli nel loro primo percorso di tango, della durata di sei-nove mesi e introducendoli poi alla scoperta di questo mondo affascinante. https://eu.tangoyoung.com/

La Tango Young Orchestra nasce nell’ottobre 2022, a seguito dell’esperienza del Maestro Fabrizio Mocata come docente in Conservatorio. Ha raggruppato giovani musicisti, provenienti da percorsi jazzistici e classici, uniti dalla passione per il tango.  La compagine orchestrale, è arricchita da collaborazioni con artisti ospiti tra cui bandoneonisti, cantanti e danzatori e guidata da un solido spirito di condivisione, crescita professionale e passione per il linguaggio del tango.

–         La scuola ha avuto diversi riconoscimenti nazionali ed internazionali…

Sì, la a.s.d. Pablo è riconosciuta dal 2015 dal registro delle associazioni dal comitato olimpico nazionale italiano. Ha ricevuto il patrocinio del Comune di Firenze dal 2016. È stato scelta tra i progetti presentati al “Bando per l’incentivazione di progetti innovativi 2016/2017” promosso da UISP, Comitato di Firenze per le finalità, la metodologia e l’ambito di intervento del progetto meritevole e affine ai valori dello sport per tutti. Ha ricevuto il riconoscimento dal Mercosur, organizzazione internazionale istituita da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, per la qualità della diffusione del tango argentino. Nel 2021 ha ottenuto un riconoscimento di liberalità da Banca Intesa San Paolo dal fondo di beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale. Nel 2022 ha partecipato e vinto la campagna di crowdfunding della quinta edizione del bando “Social Crowdfunders” di Fondazione CR Firenze.

–         Una strada è stata percorsa, ora c’è un presente ed un futuro….

La strada percorsa in questi venti anni è stata lunga, non l’ho percorsa da solo, l’ho condivisa insieme ad un direttivo fantastico, a un gruppo di socie e soci che ogni anno si rinnova e aiuta il futuro e la diffusione del tango. Abbiamo molti sogni nel cassetto che necessitano di una partecipazione numerosa per avverarsi. Vogliamo condividerli con una comunità che punta al futuro e all’espansione di questa nostra passione.

–         Lascia un messaggio finale per i lettori di TangoyGotan

Noi vogliamo portare il tango tra le persone, allontanarle dalla passività di televisori, cellulari e divani. Il tango, come il ballo in generale, deve essere per tutti, accessibile e quindi beneficiare di sovvenzioni pubbliche e sociali. in quanto veicolo di benessere psicologico e salute fisica.

Il tango è un qualcosa che unisce in un abbraccio e l’abbraccio oggi è particolarmente importante perché crediamo che sia proprio l’unione la risposta giusta ad un mondo diviso.

 Dopo l’intervista il nostro lettore si renderà conto che siamo davanti ad una “scuola” nel senso puro del termine: i compiti di una scuola includono l’istruzione e la formazione intellettuale, oltre allo sviluppo sociale e personale degli studenti. La scuola deve trasmettere conoscenze, ma anche educare i giovani, prepararli alla vita adulta e promuovere competenze come il pensiero critico, la creatività e la cittadinanza attiva…

 Come argentino provo una particolare ammirazione per questa realtà fiorentina. Penso alla strada che ha fatto il nostro tango, dalle sue origini umili e marginali; chi ha scoperto ballando quella meraviglia chiamata abbraccio, chi si è sentito identificato in qualche testo, chi in una milonga ha trovato l’amore, un amico oppure semplicemente ha trovato la chiave magica per non sentirsi mai solo.

Tutto questo è possibile perché dietro c’è una parola che tutto permette, che ci fa non mollare mai anche quando la strada si fa difficile, si tutto è possibile quando c’è passione: PASSIONE DI TANGO

A questo punto sono sicuro: Il nostro tango non morirà mai

Io sono il tango

Sono

il tango milongon

nato nei sobborghi

loschi e torbidi

oggi

che sto nel salone

pensano che sia domato

dolciastro e stanco

perché credere,

perché mentire

che sono cambiato

se sono lo stesso di ieri

Ascoltate il mio ritmo

non vedete che sono tango

Mi spezzo nella mia canzone

come un pugnale di acciaio

per cantare un tradimento.

mi piace provocare

sono colpevole di ballare

ascoltate il mio ritmo

io sono il vecchio tango

che nacque nel sobborgo

Oggi

che devo tacere

che soffro il disinganno

la moda e gli anni

Vado,

consuetudine di tango

mordendomi per dentro

la rabbia che sento

Perché credere,

perché mentire

che sto morendo,

Se io non morirò mai.

Yo soy el tango Tango 1941  

Música: Domingo Federico Letra: Homero Expósito

 

 

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