Brocchi : Un Tango per la Vittoria

Lo spettacolo, andato in scena a Roma al Teatro degli Eroi sabato 22 e domenica 23, si apre con un momento sospeso: il sipario si solleva, il silenzio vibra d’attesa, il buio raccoglie il pubblico in un’intima connessione, un filo sottile che unisce scena e platea.

La compagnia Teatrale con Mimma Mercurio,(regista e coreografa) e Mario Abbati (autore del testo). Foto di Pepe Larrosa


La sorpresa arriva improvvisa. Il richiamo all’Oriente, le figure leggere delle ballerine tanguere che appaiono come ombre cinesi: sembrano uscire da un sogno mentre il sipario scorre lento. Poi la musica irrompe, le luci esplodono: siamo alle finali del Palio del tango, in attesa di conoscere le due coppie che si contenderanno il primo posto.

Palio de Tango con il presentatore Andrea Todisco foto di Pepe Larrosa

La trama procede tra colpi di scena e ironia, senza mai allentare la tensione.
In gara troviamo
Brocchi (Roberto Tomasello), tanguero dal cuore tenero e dallo sguardo da macho, affiancato dalla sua prima partner, Vanesa (Valentina Campana), passionale e determinata a vincere.
A sfidarli sono
Apollony (Valerio Pella), francese elegante e scaltro, e Tatiana (Irene Ambrosini), russa altera e affascinante.

Grazie a uno stratagemma che non sveleremo, il sicario (Luciano Cordi) — irresistibile nelle sue gag alla Mr. Bean — riesce a far trionfare Apollony.

Vanesa (Valentina Campana), Apollony (Valerio Pella),il sicario (Luciano Cordi), Ramirez (Lorenzo Silipigni), foto di Pepe Larrosa


Così nasce la delusione, le coppie si separano, e per
Brocchi si apre una fase di crisi: abbandona il tango, quella che è sempre stata la sua ragione di vita e nemmeno le parole del suo allenatore, Ramirez (Lorenzo Silipigni), deciso, riescono a trattenerlo.

Ramirez (Lorenzo Silipigni) e Brocchi (Roberto Tomasello)foto di Pepe Larrosa

Il viaggio interiore del protagonista diventa occasione per raccontare, con leggerezza e ironia, anche il momento storico in cui il tango perse del suo fascino dominante, intorno al 1956 quando l’arrivo del rock e dei ritmi latini ne offuscarono per un istante la luce.

Nacho Balboa (Luciano Cordi) con le “Futuriste”: Alessandra Morelli, Andrea Todisco, Ida De Santis e Irene Ambrosini, foto di Pepe Larrosa

A irrompere sulla scena sono le Futuriste: Alessandra Morelli, Andrea Todisco, Ida De Santis e Irene Ambrosini. Un gruppo colorato, vivace, simbolo di una nuova generazione che guarda avanti con energia. Conquistano subito il pubblico, ma è Nacho Balboa (Luciano Cordi), nei panni di “El romano”, a travolgere tutti: un po’ sciupafemmine, irresistibile nel suo “Avoja!”, fa vibrare il cuore delle futuriste… e di molte signore in platea.

Vanesa (Valentina Campana), Apollony (Valerio Pella),Vanesa (Valentina Campana), Apollony (Valerio Pella)

Il testo, scritto da Mario Abbati, è costruito con intelligenza e ritmo. In due ore riesce a raccontare l’anima del tango, i suoi comportamenti rituali, la sua psicologia profonda.

Lo fa con delicatezza, lasciando emergere una riflessione semplice e potente: per amarsi e danzare insieme servono gentilezza e abbracci, chiavi silenziose di ogni relazione autentica.

Malena (Gabriella Porta), Brocchi (Roberto Tomasello)Ramirez (Lorenzo Silipigni) foto di Pepe Larrosa.

Le musiche originali di Mauro Del Nero arricchiscono lo spettacolo come una gemma preziosa, mentre la regia di Mimma Mercurio, fluida e impeccabile, offre una messa in scena che non ha nulla da invidiare alle produzioni più curate di Broadway.

La sfid foto di Pepe Larrosa

Cherchez la femme”, è come se dicesse Apollony, quando torna a competere con Vanesa, affrontando la nuova coppia formata da Brocchi e Malena (Gabriella Porta).

Il nome Malena omaggia una delle pagine più poetiche del tango, quella scritta da Homero Manzi e Lucio Demare nel 1941.
Malena incarna il sogno segreto di ogni tanghera: danzare con
corazón, a occhi chiusi non per cecità ma perché è la musica, più dello sguardo, a creare la magia della connessione.

Malena (Gabriella Porta)e Brocchi (Roberto Tomasello)

In quell’intimità, Brocchi e Malena si ritrovano insieme: i nodi antichi si sciolgono e la reciprocità dei loro sentimenti emerge naturale.

 Proprio quando i due sembrano pronti a tornare in pista, ecco l’imprevisto: Carmen, la sorella di Brocchi (Ida De Santis), figura austera, irrompe richiamandolo ai doveri familiari.

Carmen, (Ida De Santis)e Brocchi (Roberto Tomasello)
foto di Pepe Larrosa

Il messaggio di Abbati è un invito a credere nei sogni e nell’amore, soprattutto in un tempo incerto come il nostro. Non è casuale che questo testo sia nato durante il lockdown, periodo sospeso da cui prende forma la storia del riscatto, alla Rocky, che attraversa l’intera vicenda.

Ed è qui che ho voluto inserire — come mio personale omaggio — le parole “perché tu per me sei senza fine”, richiamo diretto a una celebre canzone di Ornella Vanoni, scomparsa pochi giorni fa. Un pensiero semplice e luminoso, per onorare la sua voce e sottolineare con un tocco leggero il messaggio d’amore che attraversa questa piacevolissima pièce teatrale.

I ballerini foto di Pepe Larrosa

Quando il sipario cala, restano i sorrisi dei ballerini di fila — Enrico Fermo, Federica Marcantoni, Francesco Tramontano, Gloria Sarcina, Gisella Garcia, Luigi Vallone, Micaela Sinisi, Stefano Lepri.
Nei loro volti c’è un frammento della storia di tutti noi: il desiderio di seguire la propria inclinazione, il coraggio di mettersi in gioco, l’abbandono fiducioso allo spirito del
tango–teatro.

Barbara Savonuzzi

Articolo precedenteL’ultimo tango a lo stadio
Articolo successivoUn’emozione argentina a Firenze compie 20 anni
Barbara Savonuzzi
Sono autrice e collaboratrice culturale di Faitango. Veneziana d’origine, da sempre amo scrivere, leggere e lasciarmi attraversare dalla musica. La vicinanza del Teatro La Fenice ha nutrito fin da giovane la mia sensibilità e mi ha insegnato a riconoscere nella lirica il respiro dell’anima. Durante il lockdown, insieme all’amica Chiara Cecchinato, ho creato il blog “Un tango con il Tenore”. Sotto lo pseudonimo di Rosaspina Briosa ho iniziato a esplorare il dialogo tra lirica e tango, due linguaggi che, attraverso epoche e culture diverse, raccontano l’animo umano. Dal 2022 collaboro con Faitango, approfondendo la dimensione culturale del tango grazie al prezioso accompagnamento di Giuseppe Speccher ed Ernesto Valles Galmés, figure che hanno contribuito alla mia crescita e formazione. Mi occupo di interviste, reportage e approfondimenti, dando voce a chi fa cultura nel tango e contribuendo a costruirne una memoria contemporanea. Con la mia penna — che amo definire una scopa gentile, capace di far emergere la polvere luminosa dei piccoli grandi tesori del tango — cerco di restituire un ritratto autentico e attuale del tango italiano. Raccontarlo dal vivo, attraverso le voci di chi lo vive e lo custodisce, è per me una responsabilità e un privilegio: quello di restare imparziale e offrire spazio alle diverse visioni di tango che convivono oggi.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui