Un festival che cresce nel panorama del tango italiano.
Nel panorama del tango italiano, i festival rappresentano sempre più luoghi di incontro e di scambio, occasioni in cui il tango si intreccia con lo studio e con il desiderio di conoscere nuove realtà. Accanto agli appuntamenti storici, esistono manifestazioni più giovani che, con continuità e visione, stanno costruendo nel tempo una propria identità riconoscibile.
Il Bergamo Festango,si presenta come un appuntamento fresco e vitale, capace di cogliere la ricchezza formativa e il valore artistico di un evento che, nel tempo, si sta affermando come punto di riferimento nel Nord Italia .
Bergamo, una città da vivere oltre la pista.
Giunto alla settima edizione, il festival si svolgerà dal 27 febbraio al 1° marzo presso l’Hotel Cristallo Palace, in una città che offre molto più della sola pista da ballo. Bergamo, con la sua Città Alta, patrimonio UNESCO, i musei, i teatri e una vita culturale vivace, si presta naturalmente a essere vissuta anche come meta di scoperta, rendendo il festival un’esperienza che va oltre il tango.

La posizione strategica e i collegamenti agevoli — dalla vicinanza con l’aeroporto di Orio al Serio ai collegamenti ferroviari con Milano e il Nord Italia — rendono Bergamo facilmente raggiungibile anche per tangueri provenienti dall’estero. Un elemento che, negli anni, ha contribuito a creare un clima internazionale e a favorire l’incontro tra comunità diverse.
Lo studio come cuore del progetto.
Al centro del Bergamo Festango c’è un’idea di tango vissuto anche come tempo di studio, di ascolto e di ricerca.
Da questa visione prende forma un programma costruito come un percorso di studio, che accompagna i ballerini nell’approfondimento della tecnica, della musicalità e della qualità dell’abbraccio, senza perdere il legame con la dimensione della pista e dell’incontro.
Chi costruisce il Bergamo Festango
A dare continuità e direzione al Bergamo Festango sono Alberto Bersini, Paola Pinessi e Anna Maria Rota, tre figure che condividono in egual misura la visione e la responsabilità del progetto.

Anna Maria Rota, profondamente appassionata di danza, è da sempre impegnata nella diffusione di un’idea di movimento aperta e inclusiva, che attraverso l’associazione Mitica abbraccia stili e pratiche diverse.
Abbiamo scelto di incontrare Alberto Bersini e Paola Pinessi, maestri storici e professionisti del tango argentino, presenti da anni nei principali festival nazionali, per farci raccontare il percorso che guida il Bergamo Festango, il senso di questo percorso e le scelte che, anno dopo anno, ne stanno definendo l’identità.
Il Bergamo Festango nasce come un progetto fortemente legato al territorio. Come è nata l’idea di creare un festival internazionale proprio a Bergamo e quale esigenza sentivate all’inizio?
Alberto Bersini : “L’idea di fare questo festival a Bergamo è nata dal desiderio di dare alla città e ai tangueri bergamaschi un evento internazionale, con artisti esclusivamente stranieri.
L’obiettivo era duplice: da una parte permettere a chi a Bergamo esce poco, o non esce quasi mai dalla propria zona, di vedere e conoscere cosa c’è fuori, cosa succede anche nelle realtà vicine; dall’altra invitare tangueri dall’estero a conoscere Bergamo, intesa proprio come città, e la sua comunità tanguera.
È una soddisfazione soprattutto nostra — mia, di Paola e di AnnaMaria — ed è un progetto che nasce prima di tutto come esperienza ricreativa e sociale, pensata per creare incontri, scambi e relazioni.”
Il programma di questa edizione vede la presenza di maestri e coppie artistiche con identità differenti:
- Rodrigo “Joe” Corbata e Lucila Cionci, coppia di insegnanti e coreografi con oltre 25 anni di esperienza e presenza in festival internazionali di tutto il mondo;
- Fernando Sanchez e Ariadna Naveira, interpreti con una solida carriera artistica nel tango argentino;
- Octavio Fernández e Carolina Giannini, coppia affermata proposta nei workshop e nelle lezioni tecniche.
Accanto ai maestri, il festival ospita anche guest star di rilievo che arricchiscono il contesto sociale e culturale dell’evento, tra cui:
- Angel Coria e Natalia Lavandeira;
- Francis Aguilar e Sophie Sperling;
- Miguel Gallego e Irene Trenzas.
Percorsi di studio: identità diverse, un unico tango
Paola, nel programma del Bergamo Festango lo spazio dedicato allo studio e alla qualità dei maestri è molto evidente. Quanto è importante per te che un festival non sia solo un momento di festa, ma anche un’occasione di crescita per i ballerini e per la comunità tanguera che lo attraversa?
Paola Pinessi: “Credo che sia fondamentale, prima di tutto, offrire all’interno di un festival identità diverse. Quest’anno, ad esempio, abbiamo scelto tre professionisti che hanno tre approcci molto differenti. Questo è importante per la comunità, perché permette di crescere, sperimentare e capire che nel tango non esiste un’unica via: ci sono molti modi di fare anche un singolo movimento.
È interessante ascoltare punti di vista diversi rispetto ai luoghi comuni che spesso circolano tra gli allievi e, più in generale, nella comunità tanguera. La ricerca e lo studio per me sono indispensabili: senza studio non c’è tango. Il tango nasce popolare, ma nel tempo si è evoluto, si è contaminato con altre esperienze, dalla danza classica alla contemporanea, ed è diventato quello che oggi conosciamo: un movimento fluido, piacevole, vissuto nell’abbraccio.

Per questo penso che non ci si debba fermare mai, a qualsiasi età e a qualsiasi livello. Siamo tutti sempre principianti. E quando sei principiante hai quella voglia di scoprire che ha un bambino quando vede un fiore per la prima volta. Studiando, nel tango, continui a vedere “fiorellini” nuovi: cose nuove che ti aprono la testa e ti cambiano lo sguardo. È per questo che lo studio, all’interno di un festival come il nostro, è centrale”
Questa attenzione allo studio si traduce anche in scelte molto precise nel programma. Vuoi raccontarci come avete costruito i percorsi di lavoro di questa edizione?
Paola Pinessi:
“Abbiamo deciso di creare, prima di tutto, un percorso completamente al femminile, insieme a tre grandi maestre. È una scelta nata dal desiderio di dare spazio alle donne che spesso non hanno un cavaliere e finiscono per rinunciare allo studio. Volevamo offrire loro un’opportunità concreta per lavorare su se stesse.
Poi ci sono Joe e Lucila, che propongono un tango molto dinamico ma anche romantico, fatto di piccoli movimenti che creano una loro dinamica particolare.
Con Ariadna e Fernando entriamo in un mondo che io definisco quasi etereo: grande fluidità, leggerezza e una precisione del movimento davvero magnifica.
Quest’anno abbiamo anche Ottavio e Carolina, nuovi ingressi per il festival ma nomi molto conosciuti nel tango: esplosivi, musicali, con una precisione che ti fa sembrare di leggere un libro mentre ballano.
Accanto a loro ci sono le esibizioni dei maestri, momenti importanti, e gli special guest: Angel Coria, Irene Trenzas e Miguel Gallego, Sophie Sperling e Francis Aguilar. È come una torta fatta di tante fette diverse che insieme creano una magia.
Per i tangueri, vedere il tango espresso con questa qualità artistica è uno stimolo enorme: diventa un riferimento di ciò che può essere la bellezza del tango. Ballando si impara, certo, ma ballando ci si “sporca” anche. In milonga assorbiamo energie, ci adattiamo, ed è parte della magia. Ma se uno vuole davvero prendersi cura di sé, deve studiare. Non c’è un altro metodo. Neanche dopo vent’anni di tango.
Io quest’anno festeggio i miei primi vent’anni di tango e posso dire che solo adesso comincio davvero a scalfire cosa sia il tango.”
Musica, pista e atmosfera
A scandire i momenti di milonga e creare atmosfere per la pista saranno alcuni dei DJ più apprezzati nel circuito internazionale, come Angelo Mercurio, Carlo Carcano ed Elisabetta Iorio, oltre alla voce ufficiale del festival Gianni “Gibo” Giberti, noto per accompagnare con la sua selezione musicale tangueri in Italia e all’estero.
Per i dettagli completi del programma e degli artisti coinvolti, si invita a consultare il sito ufficiale del festival:
➡️ https://bergamofestango.com/programma/
➡️ https://bergamofestango.com/artisti/
Un lavoro condiviso
Un ultimo passaggio, non meno significativo, è il riconoscimento al lavoro instancabile di tutto lo staff che ha accompagnato Paola, AnnaMaria e Alberto nella costruzione del festival. Un ringraziamento sentito va ai compagni di avventura: Alessandra, Andrea, Mirko, Roberta, Pietro, Laura, Federico, Antonio, Beatrice, Cristiano ed Emanuela, a Jeff De Libra per il lavoro di video making, a Nora Brambilla per lo sguardo fotografico che saprà raccontare il festival, e agli sponsor Tango Leike, Felino Tango ed Erreci Moda, che hanno sostenuto il progetto.
Approfondire la propria esperienza tanguera, confrontarsi con maestri di caratura internazionale, concedersi un tempo per sé: sono scelte che lasciano traccia, dentro e fuori dalla pista.
Buon tango a tutti.
Barbara Savonuzzi





