Un ultimo tango

I referti erano arrivati. La diagnosi era chiara, precisa, irreversibile, definitiva.

Una vita insieme, migliaia di spettacoli in tutto il mondo, i tanti segreti condivisi, e ora l’arrivo di una stupida diagnosi che prova a dividerle…

Già era tutto previsto

  • Se “Lei” osa soltanto a portarsi via una di noi, con l’intenzione di separarci, noi la freghiamo e ce ne andiamo assieme.

Era già tutto stabilito, da sempre c’era un patto, una promessa, e le promesse si mantengono.

La vita era stata generosa con tutte e due, una vita piena, una vita di successo, niente da recriminare, niente di cui pentirsi, e se la vita è stata così felice perché non doveva essere felice la morte, in fondo doveva essere soltanto la chiusura di un ciclo, niente di più, niente di meno.

Il giorno era arrivato, il salone di casa, la credenza stipata di tanti ricordi, le fotografie di tante tappe della loro vita sui muri silenziosi, spettatori in bianco e nero di quello che stava accadendo. Due poltrone gemelle, due sedie, un piccolo tavolo di pregiato legno orientale, un giradischi completavano l’ambiente.

Loro due sulle poltrone, il nipote avvocato, fidato testimone, e il presidente dell’associazione fine vita stavano sulle sedie; sul tavolo una bottiglia di Amarone della Valpolicella del 2006 aperta il giorno prima, due calici in cristallo e due bicchierini con un liquido trasparente e denso.

Una delle due si alzò e con delicatezza posò il braccio metallico del giradischi sulla seconda traccia del nero vinile. Il silenzio della stanza fu inondato dal loro tango preferito: Don Agustín Bardi con l’orchestra di Osvaldo Pugliese, non poteva essere altrimenti. Anche l’altra donna si levò e le andò vicino.

Nel mezzo della sala un abbraccio profondo, delicato come un’intera vita.

Tutte e due avevano passato da tempo gli ottanta, ma ancora conservavano un pizzico di agilità che sommata alla loro grazia naturale e all’esperienza degli anni fecero sì che il ballo diventasse armonioso, leggiadro, poetico, struggente. I due spettatori sorpresi guardavano spalancando gli occhi davanti a tanta bellezza, guardavano quello che tutti sapevano:

L’ultimo tango

Dopo l’ultima nota si sedettero sulle poltrone; all’unisono bevvero prima il liquido trasparente contenuto nei piccoli bicchieri ed immediatamente, dopo un Cin-Cin guardandosi negli occhi con la complicità di sempre, il rosso rubino dai calici.

  • Denso, caldo, morbido, che bell’annata il 2006 (disse una delle due)

Chiusero gli occhi rilassandosi sulle morbide poltrone.

Qualche minuto dopo i due testimoni constatarono la morte avvenuta, ed un sorriso lieve, sereno, sulle loro labbra.

 

Questa è una storia inventata ma come molti avranno capito è inspirata a fatti realmente accaduti, è una storia con un finale degno, possiamo dire un lieto finale dopo una vita vissuta intensamente fino all’ultimo secondo.

“Ogni persona dovrebbe avere il diritto di scegliere, di avere un fine vita dignitoso”

La scelta di predisporre un fine vita senza accanimento terapeutico è legalmente riconosciuta in Italia (con le DAT: Disposizioni Anticipate di Trattamento, previste dalla legge 22 dicembre 2017, n. 219.), ma nella pratica incontra ancora diverse difficoltà. Non è tanto un problema di “divieto”, quanto di burocrazia non uniforme (cambia di Regione in regione), di prudenza medica (preservare la vita ad ogni costo), della paura di conseguenze legali…

Ma anche in una milonga possiamo dedicare qualche minuto ad un argomento che coinvolge tutti noi.

Questo è successo a Firenze nel meraviglioso Teatro del Sale, domenica 19 aprile, grazie a Giovanni Eredia e Francesca Sutera della Pablo Tango Firenze sempre sensibili a promuovere progetti sociali nella loro “Pomeridiana del Sale”, con un’invitata d’eccezione, la Dott.ssa Maria Ciliberti dell’Associazione Help ODV che abbiamo intervistato:

  • Hola Maria. Presentati ai nostri lettori di Tangoygotan

Buona sera a tutti, sono Maria Ciliberti, tanguera e medico internista dell’Azienda ospedaliera universitaria. Careggi, presidentessa-fondatrice dell’associazione Help ODV, che promuove il benessere fisico, psichico e sociale.

  • Il tango, che passione! quando lo hai conosciuto?

si! il tango, una grande passione ma direi quasi una disciplina, cultura, arte e progetto di autoconsapevolezza fisica ma anche psichica e ovviamente di connessione con l’altro. Il tango l’ho conosciuto nel 2017, guardando la locandina di una scuola di tango e immaginando di ballare. Da allora mi accompagna nella vita.

  • Tu, impegno civile, perché è importante l’Associazione Help ODV?

L’associazione Help ODV è importante perché promuove il benessere fisico, psichico e sociale ma affronta soprattutto la tematica della ricerca del proprio benessere, perché costituisce una dimensione soggettiva e non oggettiva che fa capo a un concetto profondo di consapevolezza del se’.

  • Raccontaci i tuoi progetti

I progetti 2026 dell’associazione Help si articolano nelle 2 giornate del 12 e 13 giugno prossimo, presso la Biblioteca Ernesto Ragionieri di Sesto Fiorentino con un incontro di informazione e riflessione sul fine vita: legge sull’autodeterminazione con definizione delle disposizioni anticipate di fine trattamento (DAT), percorso condiviso di cure(PCC), semantica e differenziazione tra suicidio medicalmente assistito e eutanasia, riflessione sulla perdita del senso di morte come elemento costituente della nostra natura umana e della vita stessa e crisi della ritualità; progetto “Arte che risveglia” laboratori di arte per giovani di età ‘compresa tra 11 e 20 anni, presso strutture del comune di Sesto Fiorentino che patrocina l’iniziativa, progetto che vede l’arte come modalità di promozione ma anche realizzazione e scoperta di benessere. I laboratori prevederanno pittura astratta, ceramica, teatro-danza, arti visive come fotografia, scrittura di testi e musica tipo freestyle.

  • Lascia un Messaggio per i lettori di Tangoygotan

Innanzitutto grazie per il tempo che state dedicando ad ascoltarmi, grazie al tango che non è una semplice danza ma un progetto artistico per chi vuole svilupparlo, un progetto nato prima di tutto come bisogno sociale.

Invito tutti a seguire le iniziative dell’associazione e chi ha piacere di sentirsi parte di questo progetto, facendo anche una piccola donazione o ricordandoci con il 5×1000 in occasione della dichiarazione dei redditi. Un abbraccio a tutti voi.

Ecco le coordinate per chi vuole collaborare o semplicemente contattarmi per saperne di più:

https://www.instagram.com/helpodv?utm_source=qr&igsh=czQxMTJ1aWFrcmly

https://www.facebook.com/share/19RDZadYkt/

Vorrei sapere il tuo nome

dove vivi, il tuo indirizzo

Se ti hanno messo il telefono,

anche il tuo numero.

Si un giorno vieni a cercarmi

ti chiedo di avvisarmi

non è perché ho paura

“Voglio solo darmi una sistemata”

Ti troverai una mattina

dentro della mia stanza

e preparerai il letto

per tutti e due

CANCION PARA MI MUERTE (CANZONE PER LA MIA MORTE) Sui Generis, Charlie Garcia 1979

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