IL TANGO INCONTRA LA MAGNALONGA SETTEMBRINA
Quattro passi tangueri tra i colori dei vigneti ed i sapori delle cantine

Esiste un termine, SINESTESIA, conosciuto probabilmente solo dagli addetti ai lavori e forse pochi altri.
È un fenomeno neurologico nel quale i sensi si sovrappongono, permettendo di percepire uno stimolo attraverso un canale sensoriale diverso dal suo “naturale”, una contaminazione dove eventi sensoriali distinti si manifestano contemporaneamente.
Se lasciamo spazio ai nostri sensi, spesso penalizzati da una routine che altrettanto spesso avvolge la nostra quotidianità, ci rendiamo conto delle tante sfumature alle quali forse non abbiamo mai fatto caso, e scopriremo che musica e vino sono più legati di quanto possiamo immaginare.
I nostri sensi non agiscono mai in maniera distaccata gli uni dagli altri; in questa nostra esperienza multisensoriale proveremo a cogliere quelle sottigliezze, forse mai notate, lasciando che udito, gusto e olfatto si fondano in sensazioni nuove.
Spesso cerchiamo di scoprire nel vino, atteggiandoci anche un po’ ad intenditori, i profumi e le note aromatiche, come ci insegna il sommelier; più raramente forse ci soffermiamo sulla semplicità e l’immediatezza del piacere di un sorso cercando sì le note ma di un brano musicale, di una canzone.
Scopriremmo che ascoltare musica durante la degustazione cambia la percezione del vino, indipendentemente dal genere musicale.
Un suono avvolgente rende il vino più morbido, note acute ne esaltano la freschezza, la melodia giusta può farci percepire un vino più corposo, più frizzante, più morbido.
Scopriremo allora a esempio che i vini rossi giovani meglio si abbinano a sonorità come il Jazz, lo swing, la bossanova; che i vini freschi e gli spumanti si accompagnano a musiche briose e ritmate; che i rossi invecchiati vengono esaltati da ritmi lenti e profondi, blues, soul e dalla intramontabile musica classica. Citando appunto questo ultimo genere il mondo della musica classica e operistica vede molti riferimenti al vino: da Strauss “Vino, donne e canto”, al Brindisi della Traviata di Verdi, a Mascagni che inneggia al “vino spumeggiante nel bicchiere scintillante”, a Mozart che nel Don Giovanni parla del Marzemino.
Ma abbiamo infiniti riferimenti anche in brani moderni.
Gaber canta di barbera e champagne, ma anche di trani a gogò, Casale parla di vino su vino, a Guccini piace far canzoni e bere vino, Califano è indeciso fra vino bianco e vino nero.
I Gufi consigliano la sbornia come medicina del mondo in rovina, col Galbusera che beve solo barbera e poi fa lo slalom fra i lampioni; Proietti sorseggia e gorgheggia er tranquillante nostro, la Mabilia dei Legnanesi si profuma col Manduria perché è rivoluzionaria. Troviamo l’uva fogarina in una polka, la mazurka del buon vino e
il lombardo Van De Sfroos che ci racconta di bottiglie dissanguate in balera.
Capiamo quindi come il vino abbia catturato attenzioni ed apprezzamenti in tutte le epoche.
Il binomio “VINO E MUSICA” è quindi un’esperienza sensoriale che unisce due forme d’arte capaci di stimolare allegria e convivialità, dove i due elementi si esaltano a vicenda e concorrono ad un benessere personale e collettivo, sinonimo di allegria e gente che sta bene insieme.
Con questo spirito e con entusiasmo portiamo il tango, con il PROGETTO ROSA DEI ’20, ad incontrare i luoghi del vino.
Ascolteremo quindi il vino e degusteremo la musica.
La nostra meravigliosa Italia è ricchissima di luoghi di vino ed una delle più famose e rinomate è appunto la Valpolicella.
La Valpolicella è la zona collinare che precede l’inizio delle Prealpi Veronesi, nel Veneto, e comprende il territorio di sette comuni, tutti appartenenti alla provincia di Verona, su un’area che si estende per 240 km².
Rinomata fin dai tempi di Roma antica per la viticoltura ed oggi celebre in particolare per il vino Amarone è altresì importante per l’estrazione del marmo rosso di Verona. Il paesaggio è adornato di ville venete di grande pregio, ma la zona è nota principalmente per i suoi vini rossi, in particolare il Valpolicella, il Ripasso, l’Amarone e il Recioto.
Il Valpolicella Classico è un vino giovane, leggero, ottimo da tutto pasto.
Il Valpolicella Superiore è affinato per almeno un anno, presenta una struttura più complessa e una gradazione alcolica leggermente superiore.
L’Amarone, uno dei più famosi e apprezzati vini italiani a livello internazionale, è prodotto con uve appassite, che concentrano zuccheri e aromi, dando vita a un vino ricco e strutturato, perfetto per l’invecchiamento.
Il Ripasso, invece, è un vino ottenuto attraverso una seconda fermentazione a contatto con le vinacce dell’Amarone, che conferisce maggiore complessità e corpo al prodotto finale.
Il Recioto, infine, è un vino dolce, anch’esso prodotto da uve appassite, ideale per accompagnare dolci e formaggi.
Ogni vino racconta una storia diversa, un equilibrio di profumi, sapori e sensazioni che aspettano solo di essere svelate.
E quale migliore occasione per sperimentare queste sensazioni se non la MAGNALONGA SETTEMBRINA di Negrar in Valpolicella?
La Magnalonga Settembrina, “quattro passi tra i colori dei vigneti ed i sapori delle cantine”, organizzata dal Comitato Magnalonga Settembrina e giunta quest’anno con grande successo alla 22^ edizione, è una passeggiata non competitiva che si terrà il 6 settembre, adatta a tutti, un percorso tra natura ed enogastronomia nel territorio di Negrar.
Nove tappe per una giornata tra amici dove mangiare, bere, riposare ed ascoltare musica.
Durante il percorso i partecipanti sostando nelle varie tappe attrezzate potranno gustare i piatti della tradizione veronese accompagnati dai vini del territorio: dal Valpolicella con l’antipasto, il Valpolicella Superiore con il primo, proseguendo con il Valpolicella Ripasso per il secondo, l’Amarone con formaggi locali e per concludere con il Recioto insieme al dolce.
L’ultima tappa, quella del caffè, sarà dedicata al TANGO ARGENTINO; ci aspetterà il musicalizador Amedeo per farci ballare, su tango tradizionale naturalmente, perché la giornata è più che mai all’insegna della tradizione.
Dopo aver gustato i sapori e i profumi fra i vigneti e le cantine sarà un piacere speciale incontrare il tango.
La nostra vacanza inizierà il venerdì e si concluderà la domenica, con la “milonga vinera” della Magnalonga Settembrina. Per chi, nel piacere degli assaggi della giornata, non avesse voglia di mettersi al volante abbiamoanche previsto un ulteriore pernottamento, con partenza il lunedì.
Ogni giorno avremo, come le nostre vacanze sempre prevedono, dinamiche di tango da provare insieme, tecnica e musicalità, la mattina e il pomeriggio, e la milonga serale; tutto questo si svolgerà al Kona Hotel Verona, sul territorio di Negrar, che ci offrirà l’aperitivo di benvenuto nella bella cantina, preparerà ottime cene della tradizione locale e ci ospiterà per tutta la nostra vacanza. Nella giornata di sabato ci aspetta la visita alla cantina della bella
Casa Vinicola Benedetti La Villa e all’adiacente sito archeologico; nel portico potremo ballare dopo aver pranzato e degustato i vini di propria produzione.
Un fine settimana dove proveremo insieme ad affinare i sensi e a scoprire un aspetto del tango che forse finora non abbiamo mai sperimentato o considerato, cercando di trovare il giusto abbinamento.
Ci sono altri aspetti però che legano il tango al vino.
Entrambi non si improvvisano, entrambi sono frutto di passione, maturata nel tempo.
Entrambi vanno studiati a lungo, e conoscerne anche la storia ci aiuta ad apprezzarli meglio. Entrambi non mentono.
E poi li lega il ritmo, il ritmo delle stagioni, il ritmo del compass.
Il ritmo, esperienza quotidiana, nelle vite e fra le viti.
Vino e musica, due elementi fortemente legati tra loro.
Nei luoghi di vino matura ogni anno un rito antico; frutto di esperienza, dedizione e amore,
dove il passare del tempo segue il ritmo delle stagioni, anno dopo anno, senza fretta.
Tango, vino, storia, luoghi, persone, passione, schiettezza, sensibilità, competenza,
cultura… ancora una volta insieme per scoprire, con la nostra bella Italia, anche un altro
po’ di noi stessi.
TUTTO CIÒ CHE UNISCE LE PERSONE È DESTINATO A DURARE NEL TEMPO






