La conoscenza dei testi rafforza la capacità di ascoltare prima di muoversi. (Carlos Gavito)
Per me porteño di nascita, cullato con il sottofondo di Don Osvado Pugliese, Don Anibal Troilo e le voci dei loro cantanti, Maciel, Chanel, Moran, Florel Ruiz, El polacco Goyeneche, Fiorentino…tante cose mi vengono in automatico: guardare un telegiornale e pensare a Cambalache (il mondo fu e sarà una porcheria nel cinquecento sei oppure nel duemila…)
Fare una passeggiata d’amore e la notte è blu, invita a sognare (Esta noche de Luna).
Vedere una partita di calcio …e prese la palla, sereno nell’azione…(El sueño del pibe).
Due ragazzi abbracciati per strada, amori di studenti, fiori di un giorno sono (Amores de Estudiantes).
Un tanghero ha sempre a disposizione un tango che si associa al momento che sta vivendo, sia di allegria che di tristezza, di rabbia, di ribellione o di quiete, di guerra o di pace, di amore o di tristezza, di amicizia o di tradimento, e nei momenti di smarrimento, non abbiamo dubbi…
la vita è una ferita assurda (La ultima curda).
In una milonga provo profonda tristezza quando qualcuno dice:
“Sai, preferisco i tanghi solo strumentali, le parole disturbano il mio ballo…”
Oppure quando vedo ballare con il sorriso una musica si movimentata, ma con un testo in realtà tragico, drammatico…
Naranjo en flor
Tango 1944
Música: Virgilio Expósito
Letra: Homero Expósito
Era più soffice dell’acqua,
dell’acqua soffice.
Era più fresca del fiume,
arancio in fiore,
E in quella strada di estate,
strada perduta,
lasciò un brandello di vita
e se ne andò……
Anche viceversa, vedere un’espressione dura, seriosa quando si balla un vals romantico…
A unos ojos
Vals 1949
Música: Hernán Videla Flores / Carlos Montbrun Ocampo
Letra: Hernán Videla Flores
I tuoi occhi, che contemplo con delizia
Hanno lo stesso bagliore dell'aurora
Hanno la morbidezza della carezza
e il dolce sguardo che innamora Ay!
Allora il quesito che mi pongo è il seguente:
Conoscere le parole, la poesia del tango, potrebbe aiutare la nostra interpretazione della musica che ascoltiamo? Potrebbe, in definitiva, aiutare a migliorare il nostro ballo?
La mia modesta risposta è un SI in modo assoluto, e proverò in questo articolo a spiegare le mie ragioni.
- In una canzone, musica e testo NON sono separati, la musica ti dice come muoverti, ma le parole ti spiegano la ragione, il motivo per il quale ti stai muovendo.
- Il tango è teatro, è dramma. Un’opera cantata in tre minuti. C’è sempre un protagonista che vive una storia, e la condivide con noi. Noi seguiamo la melodia, ci concentriamo nei tempi musicali, nella connessione, camminiamo abbracciati… Se conosci le parole non solo cammini ma hai la possibilità di interpretare un ruolo.
- Le storie raccontate nei testi generano emozioni che modellano l’interpretazione della melodia cambiando le intenzioni del movimento.
Facciamo degli esempi:
Uno Tango 1943
Letra: Enrique Santos Discépolo
Uno cerca pieno di speranze
Il cammino che i sogni
promisero a loro desideri …
Sa che la lotta è crudele
ed è tanta, ma lotta e si dissangua
per la fede che l'ostina
Qui vediamo un uomo che si accusa di aver creduto troppo nell’amore. I passi del ballo saranno pesanti, un ballo lento, quasi con rabbia.
Barrio de tango, tango 1942
Música: Aníbal Troilo
Letra: Homero Manzi
Quartiere di tango
Un brandello di quartiere, là in Pompeya
sonnecchia al fianco del terrapieno,
un lampione dondolando nella barriera
e il mistero d’addio che semina il treno.
Un abbaiare di cani alla luna.
L’amore nascosto da un portone,
e il chiasso delle rane nella laguna,
e, lontano, la voce del bandoneon.
Un tango che parla del nostro quartiere, quello dell’infanzia, i nostri passi saranno leggeri, leggiadri, ma tutti abbiamo un ricordo che farà sì che il corpo reagisca dando un tocco di malinconia al nostro abbraccio
Interpretare Le pause
Quando si ferma l’orchestra, si crea un attimo di silenzio, è una pausa, ci fermiamo…ma a volte si ferma il cantante, vediamo cosa succede:
Esta noche de luna
Tango 1943
Música: José García / Graciano Gómez
Letra: Héctor Marcó
E negli abissi
di questa notte di luna,
voglio solo vivere,
inginocchiato ai tuoi piedi,
PAUSA
per amarti e morire
Questa PAUSA non è silenzio, è un atto amoroso.
El último café, tango 1963
Música: Héctor StamponiLetra: Cátulo Castillo
e lì, con la tua spietatezza
mi vidi morire in piedi,
misurai la tua vanità
e allora compresi la mia solitudine
senza un perché…
Pioveva e ti offrii
PAUSA
l’ultimo caffè!
La pausa non è silenzio è la tragedia di un addio inaspettato.
Il dialogo fra voce e bandoneon
Molte volte nel tango la voce ed il bandoneon non fanno la stesa cosa, di conseguenza il ballerino può scegliere di seguire quello che dice il cantante oppure quello che commenta il bandoneon.
In questo modo il ballo si fa più ricco, più complesso, dando valore all’interpretazione personale.
Quando il bandoneon “si lamenta “il ballerino può interpretare quel movimento non solo come una variazione dinamica, ma come la risposta emotiva a un dolore condiviso tra il poeta e il suo strumento.
Bandoneon nel linguaggio del tango diventa “fueye” o “fuelle” che in italiano si traduce mantice.
Lui si confida, gli racconta di lei, gli trasmette schegge di emozione, una fiamma che non si vuole spegnere. Lui ascolta pazientemente come un buon amico, la sua risposta è un singhiozzo lento che accompagna, che dice non sei solo, andiamo, non grondare amarezza, andiamo, bisogna saper dimenticare. Fratello bandoneon nella tua tastiera sta come nascosta tutta la mia vita.
In molte canzoni il bandoneón e la voce possono muoversi su linee indipendenti: la voce narra, il bandoneón commenta o contrappunta con frasi autonome.
Facciamo due esempi da ascoltare con attenzione:
Fueye, tango 1942
Música: Charlo
Letra: Homero Manzi
Quando arrivò, ti sentii ridere
quando se ne andò, pianse la tua canzone
nella tua tastiera sta, come nascosta
fratello bandoneon tutta la mia vita.
Con le tue schegge di emozione rimane accesa
la fiamma scura della tua assenza
e del mio amore.
Quando arrivò, ti sentii ridere
quando se ne andò, pianse la tua canzone
Fueye, non andare stillando tristezze
fueye, che il tuo gemito mi addolora
Andiamo, non c'è da perdere la testa
andiamo, che ormai sappiamo molto bene
che non c'è niente da fare
che già non è più al nostro fianco
e che a tutti due ci ha messo
nell'angolo dei ricordi morti
Andiamo, non andare stillando amarezza
Andiamo, bisogna sapere dimenticare.
Un altro esempio del dialogo in cui la voce svolge la funzione narrativa ed espressiva, mentre il bandoneón risponde con indipendenza.
Sur, tango 1948
Música: Aníbal Troilo
Letra: Homero Manzi
Sud,
muraglione e poi…
Sud,
una luce di drogheria.
Mai più mi rivedrai come una volta
appoggiato alla vetrina
ad aspettarti.
Il Tango è cultura
Il tango per noi argentini non è solo un ballo, è soprattutto un sentimento che si balla.
Il tango è cultura, il tango si scrive in “cartellano” ma molte volte si aggiungono parole di un linguaggio proprio che si chiama lunfardo nato sulle rive dal Rio De La Plata (Buenos Aires e Montevideo) ma oggi stesso a tutta l’Argentina e molto dell’Uruguay. Un linguaggio che cambia in continuazione come cambia la città come cambiano i tempi in che viviamo…Possiamo dire che Il lunfardo di oggi non è quello di ieri….
Il tango è storia, immigrazione, coraggio di affrontare la vita, è amore, delusioni, rabbia. Il tango è la vita di tutti giorni.
Per entrare in questo mondo c’è solo una possibilità: conoscerlo, ossia non fermarsi solo alle lezioni di ballo, ma ascoltarlo fuori delle milonghe per riconoscere le orchestre, i cantanti.
Avere la curiosità di conoscere i grandi poeti del tango
Conoscere la poesia dei tanghi è forse il passo più importante per smettere di essere un “esecutore di passi di tango” e diventare un vero “interprete del tango”.
Per trasformare il ballo che passerà da ritmico ad emotivo
Per non subire la musica ma riuscire a dialogare con la musica.
Due scalini verso il proprio “corazón” del tango: sentire la musica e capire la musica.
Citazioni di grandi autori:
Jorge Luis Borges: Nei due saggi fondamentali Evaristo Carriego (Einaudi) ed Il Tango (Adelphi), il tango è rappresentato da simboli, concetti astratti, emozioni, idee: Il tempo che passa, i ricordi, il coraggio, la malinconia, la nostalgia, la passione e la resilienza.
Il tango è virile, eroico, epico.
Nel ballo, questi concetti astratti si traducono in intensità dell’abbraccio, in orgoglio maschile che va adelante. I tempi sono energici, sincopati, ma anche con improvvisi silenzi, con sospensione del tempo.
Ernesto Sábato: Nel suo libro Tango, Discusion Y Clave (Losada) descrive il tango come un dramma esistenziale,
è il dramma dell’immigrazione e soprattutto la lotta della vita di tutti i giorni.
Ma il tango è anche sensuale, sentimentale.
Il ballerino balla sulle emozioni, interpreta, come un attore di teatro, una musica, una poesia.
Horacio Ferrer: Poeta, scrittore, teorico del tango, nella sua opera monumentale El Libro del tango. Arte popular de Buenos Aires (Galena) teorizza che parola, musica e gesto NON sono tre linguaggi separati, sono semplicemente un’unica forma poetica che si manifesta in tre modi differenti: Il principio di un’arte a tre voci.
. Il corpo del ballerino è un luogo dove la poesia prende forma.
. Il corpo scrive nello spazio ciò che la musica suggerisce e ciò che la parola evoca.
. Questa teoria esige al ballerino in sala un ascolto complesso, non solo ritmico,
. La conoscenza di queste tre voci, converte il ballerino in interprete della poesia al pari del cantante, un co-autore dell’opera.
Gloria e Rodolfo Dinzel:
Nel libro Il tango. Un’appassionata ricerca della libertà (Abrazos) afferma che:
. il tango non è una coreografia ma un atto interpretativo.
. Le parole del tango aiutano a chiarire l’intenzione del movimento.
Carlos Gavito
. Gavito diceva spesso che il tango si balla come si racconta una storia.
. La conoscenza dei testi rafforza la capacità di ascoltare prima di muoversi.
. Il tango non è fatto di passi. Il tango è un sentimento, una storia tra due persone.”
(Intervista a Tango, Our Dance documentario, 2002)
“Il cantante ti dice verso dove va il sentimento. Se non conosci le parole, balli sordo.
(Intervista a El Tangauta 2001)
“Il tango è una conversazione. Se non ascolti, non puoi dire niente”
(intervista al giornale La Nación (Argentina, 2003).
Tutti i testi dell’articolo sono estratti dal libro:
Tango canzoni di una vita canzoni di tante vite
(120 storie, 120 tanghi originali con la traduzione in italiano)
Autore: Pablo Helman
Marcoserratarantolaeditore
https://www.tarantola.it/product/tango-canzoni-di-una-vita-canzoni-di-tante-vite/




