Gran Balli e Milonghe

A Vienna e a Buenos Aires

PUBBLICATO IL 21 Ottobre 2020

analisi e confronto

S. Elefante(1), M. V. Arenillas(2), S. Jovicic(1), M. Elefante(1)

(1)Tango Argentino@TU Wien & IST-Tango, (2)Amartango

 

Introduzione

Le origini dei gran balli nella capitale austriaca si possono far risalire ai tempi del congresso di Vienna (1815) in corrispondenza della nascita del glorioso valzer. La tradizione è ancora così viva e sentita che a Vienna si festeggiano annualmente fino a quattrocento balli [1] [2] [3]. Durante il corso dei decenni, a questi eventi si sono aggiunti ad i tradizionali balli da sala nuovi ritmi come il rock n’roll, la salsa e dal 2017 anche il ritmo nato nella regione del Río de la Plata ovvero il tango argentino.

In questo contesto, ci si pone la domanda se a Buenos Aires nel corso del 1800 si sia sviluppata una tradizione simile a quella viennese dei gran balli. Attraverso l’analisi di fonti storiche, troveremo prove che dimostrano che effettivamente non solo a Buenos Aires ma anche in altri parti dell’Argentina venivano organizzati gran balli.

Poi, per comprendere adeguatamente come questi eventi si celebravano ci verrà di gran aiuto, inoltre, il tango-vals intitolato Vals del 18 di Horacio Ferrer e Astor Piazzolla del 1981 che è una reminiscenza dei tempi passati quando altresì a Buenos Aires si festeggiavano i gran balli. In particolare, H. Ferrer ricorda con profondo amore la zia quando andava a queste feste all’inizio del 1900 in cui aveva l’opportunità di danzare nella stessa occasione diversi ritmi tra cui il valzer, il foxtrot … e forse anche il tango argentino.

Con il supporto di documenti storici e prendendo spunto dalla lettura del testo di questo brano musicale proveremo a ricostruire e confrontare questi gran balli di Buenos Aires con i balli tradizionali di Vienna per trattare successivamente anche le milonghe. Ripercorreremo questi eventi danzanti raffrontando i periodi storici, le locations, i gruppi sociali, i generi musicali, i modi d’invitare, l’abbigliamento e la conclusione della serata. Intraprenderemo un viaggio tra il passato ed il presente scoprendo i punti di contatto e di divergenza tra questi eventi storici e culturali.

 

 

Vals del 18

A. Piazzolla, H. Ferrer (1981)

 

Spagnolo

 

Italiano

 

Gira tu vals

del diez y ocho, ¿?,

se lo escribí con amor

a tu nostalgia.

 

Gira tu vals,

gira que gira y su son

se sienta al piano a pensar

tu juventud.

 

Cuando alumbrabas vos la vida

del tiempo aquel que fue mejor,

toda de lámpara vestida,

con flecos hasta en el rubor.

 

Gira tu vals,

me pongo el frac, ¡por favor!,

vamos los dos a bailar.

 

Y tu memoria de abuela

ya se cuajó de pimpollos.

Por vos, ¡hay que ver!,

los buenmozos de ayer

suspiran haciendo roncar

sus cupés.

 

Tu corazón se peinó a la Garçon

y tu pudor lleva corset.

Y a tu hermosura un poeta

la toma por la cintura:

el dulce ladrón

que a su vida te ató

aquel que ya no está.

 

Gira tu vals

del diez y ocho, ¿sabés?,

que en la emoción se te ven

los quince años.

 

Gira tu vals

gira que gira y su son

usa polainas; también

toma rapé.

 

Brilla en tus ojos la alegría

de cuando se firmó la paz,

y en cartón lleno y lotería,

bailás foxtrot y lo cantás.

 

Gira tu vals

que el nieto loco escribió,

vamos los dos a soñar.

 

Trenzan tus canas de abuela

lunas del año diez y ocho,

y John Barrymore

desde un cine a pedal

te dice un piropo con voz

de alcanfor.

 

Bebe tu ayer su copita de anís

y el bastidor, borda el final:

 

con un retrato en las manos

te vas quedando dormida.

Y el rayo de luz

que te besa al dormir,

el que ya no está.

 

Gira il tuo valzer

del diciotto

glielo ho scritto con amore

alla nostalgia di te.

 

Gira il tuo valzer,

gira e gira ed il suo “son”

si siede al pianoforte a pensare

la tua giovinezza.

 

Quando hai illuminato la vita

di quei tempi migliore,

vestita di lampada

con le frange fino al rossore

 

Gira il tuo valzer,

Mi metto il frac, per favore!

Andiamo noi due a ballare.

 

E il tuo ricordo della nonna

si è già cagliato di gemme.

Per te devi vedere!

i bei uomini di ieri

sospirano facendo rumore

i loro coupé.

 

Il tuo cuore si è pettinato alla Garçon

e il tuo pudore indossa un corsetto.

E alla tua bellezza un poeta

la prende per la vita:

il dolce ladro

che ti ha legato alla sua vita

quello che già non c’è

 

Gira il tuo valzer

del diciotto, sai?

che nella tua emozione ti ci si vedono

i quindici anni.

 

Gira il tuo valzer

Gira e gira e al suo “son”

indossi gambali; pure

prendi il tabacco da fiuto.

 

La gioia brilla nei tuoi occhi

da quando è stata firmata la pace,

e in cartone pieno e lotteria,

Balli il foxtrot e lo canti.

 

Gira il tuo valzer

che ha scritto il pazzo nipote,

sogniamo entrambi.

 

Intrecciano i capelli grigi della nonna

lune dell’anno diciotto,

e John Barrymore

da un teatro a pedali

dice un complimento con una voce

canfora.

 

Bevi il tuo ieri in un bicchiere di

anice e il telaio, ricama la fine:

 

con un ritratto tra le mani

ti stai addormentando.

E il raggio di luce

che ti bacia quando dormi,

quello che è andato.

 


Periodo storico

Dall’epoca del congresso di Vienna la capitale austriaca è diventata tra l’altro famosa per i suoi sontuosi e magnifici gran balli. Ogni anno a Vienna si svolgono più di quattrocento balli che sono spesso organizzati negli splendidi edifici storici della città [1] [2] [3]. Sebbene i balli al giorno d’oggi vengano celebrati durante tutto il corso dell’anno, l’11 novembre, in concomitanza con l’inizio del carnevale, si apre a Vienna la stagione dei balli sulle note di un valzer pubblico danzato nel centro storico della città. La tradizione, poi, vuole che la stagione dei balli si concluda il Martedì Grasso.

Per quanto riguarda Buenos Aires, certamente nel 1877 i balli erano già presenti come illustra il cartellone pubblicitario del gran ballo dell’Opera (fig. 1). Nella decade 1910-1920 si può supporre che i balli dovessero essere ancora molto diffusi nella capitale argentina in quanto H. Ferrer scrisse il Vals del 18 proprio a ricordo di un evento di questo genere che si svolse nell’anno 1918. In merito ad i mesi dell’anno in cui questi eventi venivano organizzati, indubbiamente anche a Buenos Aires i balli venivano festeggiati nel periodo di Carnevale. Osservando con attenzione il cartellone pubblicitario del gran ballo dell’Opera (fig. 1), si può individuare con esattezza la data che corrisponde al 20 e 21 gennaio 1877. Inoltre, figura 2 espone la locandina di sei gran balli questa volta organizzati durante il Carnevale del 1917 al teatro Colon a Rosario di Santa Fe dimostrando che i gran balli erano diffusi non solo nella capitale argentina ma ugualmente in altre città. Invece, il ballo che si svolse nel teatro Broadway in Calle Corrientes (fig. 3) fa riferimento ad un ballo in maschera dando, quindi, forti indizi che altresì in questa occasione il periodo sia quello di Carnevale. La locandina di figura 4 poi esplicitamente pubblicizza un gran ballo di Carnevale che si svolse in Calle Corrientes allo stadio multifunzionale Luna Park dove si festeggiarono negli anni ’50 diversi balli, figura 5 mostra una foto scattata durante uno di questi eventi. Il cartellone di figura 6 inoltre rivela che ancora nel 1963 i balli di carnevale erano celebrati nella capitale argentina.

Comunque, al momento non sono state trovate indicazioni se in Argentina i balli si svolgessero solo nel periodo di Carnevale o con regolarità in tutto il corso dell’anno, se la tradizione dei balli fosse già presente prima del 1877 e quando iniziò un eventuale declino.

D’altra parte, il tango argentino e le milonghe, intese come luoghi per ballare, trovano le loro origini nella regione del Río de la Plata durante l’ultima metà del 1800. Il tango argentino ben presto dal nuovo mondo si diffuse nella vecchia Europa raggiungendo le maggiori capitali europee nella prima decade del 1900. Vienna vide una vera e propria esplosione di eventi per promuovere questa nuova danza ed in moltissimi locali della capitale austriaca si potevano ascoltare le note di questo nuovo ritmo [4]. Attualmente, a Vienna come pure a Buenos Aires, le milonghe avvengono con regolarità nel corso dell’anno e non si può dire che ci siano dei periodi particolari in cui lo svolgimento di questi eventi sia più o meno frequente.

 

Fig. 1. Il Gran Ball dell’Opera a Buenos Aires del 20 e 21 Gennaio 1877 [5]

 

Fig. 2. Carnevale 1917, 6 Grandi Balli al Teatro Colon a Rosario di Santa Fe [6]

 

Fig. 3. Gran Ballo in maschera nel teatro Broadway (anno sconosciuto, probabilmente ’30) [7]

 

Fig. 4. Gran Ballo di Carnevale in Calle Corrientes (anno sconosciuto, probabilmente ’40) [8]

 

Fig. 5. Esempio di gran Ballo di Carnevale nel “Luna Park” (fine anni ’40) [9]

Fig. 6. Gran Ballo di Carnevale nel 1963 [10

Locations

Essendo considerati delle feste eccezionali, i balli a Vienna vengono organizzati nella maggior parte dei casi nella splendida cornice di palazzi storici. Molto prestigiosi sono quelli che si festeggiano nel magnifico Palazzo Imperiale di Hofburg e nel Municipio (fig. 7), si tratta di eventi grandiosi che possono arrivare ad accogliere più di un migliaio di ospiti e che danno la possibilità ai ballerini di danzare fino alle prime luci dell’alba. C’è poi da evidenziare il ballo dell’Opera che è considerato il ballo dei balli in quanto il più autorevole e influente fra tutti (fig. 8).

Il contesto elegante dei balli di Vienna sembra che sia stato molto simile a quello di Buenos Aires. Dal testo del Vals del 18 appare chiaro che l’uomo aveva la possibilità di potersi vestire con il frac, così scrive H. Ferrer “Mi metto il frac, per favore! Andiamo noi due a ballare.”. Quindi, visto il tipo di abbigliamento, si può presumere che anche i balli a Buenos Aires fossero organizzati in luoghi autorevoli. A rafforzare tale impressione, ci sono documenti che sottolineano che pure nella capitale argentina si celebravano i balli sia all’ Opera (fig. 1 e 2) sia pure in prestigiosi teatri quali quelli posizionati nella centralissima Calle Corrientes (fig. 3 e 4). La fotografia scattata durante un ballo festeggiato nella sala multifunzionale Luna Park (fig. 5), dove a parte eventi sportivi venivano organizzati anche concerti, conferma il luogo speciale ed imponente, essa rivela ulteriormente che i balli erano frequentati da un numero considerevole di ospiti.

Il tango argentino, al contrario, nato grazie agli immigrati nei sobborghi e postriboli di Buenos Aires, vedeva le milonghe organizzate in luoghi popolari ed alla portata di tutti. Ancora oggi le milonghe avvengono generalmente in locali di uso quotidiano e solo in poche circostanze, per esempio nel corso dei festival, vengono organizzate in posti particolari. È comunque il promotore dell’evento che in base ai propri gusti ed esigenze decide il luogo e l’ambiente dove trascorrere la serata.

Fig. 7. Palazzo Imperiale di Hofburg e Municipio di Vienna

Gruppi sociali

A Vienna, gli ospiti di un ballo erano tipicamente legati ad una comune professione e conseguentemente appartenevano ad uno stesso strato sociale. Sin dall’inizio del 1800 diversi gruppi di mestiere (ad esempio medici, avvocati, farmacisti, fiorai) erano soliti onorare le loro rispettive professioni organizzando feste danzanti [1] [2] [3]. Questa tradizione è giunta fino a noi ed oggigiorno non solo corporazioni danno luogo a balli ma ugualmente gruppi di persone legati da un comune interesse (ad esempio cacciatori, pompieri, studenti). Inoltre, i balli per tradizione rappresentano l’ingresso nella società delle debuttanti ovvero di ragazze che non ancora maggiorenni durante questa occasione hanno la possibilità di presentarsi alla collettività. Le debuttanti ricoprono un ruolo molto importante all’interno della celebrazione del ballo in quanto hanno il compito di aprire le danze che avviene di solito con uno show (fig. 9) che spesso include valzer viennese.

 

Fig. 9. Show di apertura delle debuttanti al Ballo del Politecnico di Vienna del 2018 nel Palazzo Imperiale di Hofburg

Viceversa, non sono stati trovati elementi e documenti che dimostrino che a Buenos Aires i balli fossero legati alle corporazioni di mestiere e non si sa nemmeno se in queste occasioni le debuttanti cogliessero l’occasione per fare la loro apparizione nella società. Il cartellone di figura 10 pubblicizza una festa spagnola e quindi è da ritenere che in questo caso sia stata una celebrazione di persone che comunque dividevano un comune interesse.

Le milonghe, invece, non hanno alcun legame con le professioni o con gruppi accomunati da un interesse in quanto sono eventi concepiti soprattutto per ballare tango argentino, vals criollo e milonga. Esse nacquero nei sobborghi di Buenos Aires ed erano degli strumenti per gli immigrati non solo per svagarsi ma pure per eventualmente conoscere il loro futuro consorte. Hanno così mantenuto un forte carattere popolare di semplici feste danzanti indipendenti dalla celebrazione di un particolare evento.

 

Fig. 10. Il Tango Argentino nel Gran Ballo Spagnolo probabilmente insieme al Paso Doble [11]

Generi musicali

I gran balli a Vienna sono considerati come delle vere e proprie celebrazioni della musica e della danza in generale. In questa prospettiva, sin dalle loro origini e durante il corso degli anni, ad i tradizionali balli da sala si sono progressivamente aggiunti altri ritmi. Di conseguenza, oggigiorno nei balli si possono incontrare orchestre e DJs che suonano dal valzer viennese al foxtrot, dallo swing alla salsa e bachata. Le svariate sale che intonano differenti ritmi garantiscono, inoltre, che qualunque gusto musicale del ballerino sia pienamente appagato.

Sebbene a Vienna nella seconda decade del 1900, il tango argentino ebbe una grande diffusione [4], non sono state trovate fonti che mostrino che una milonga sia stata inserita in un ballo a parte sporadiche performances/shows avvenute nell’ultimo ventennio. Viceversa, sono stati rinvenuti documenti che mostrano che tale ritmo sia stato escluso [2], per esempio, a dimostrazione di ciò, figura 11 mostra un poster, probabilmente anni 1920-1930, in cui si rappresenta il tango argentino cacciato in malo modo dal 23° ballo della Città di Vienna. In quell’occasione fu deciso che il ritmo nato nella regione del Río de la Plata sarebbe stato estromesso dal programma del ballo a seguito di una riunione, che fu tenuta in presenza del sindaco, del comitato del ballo della città di Vienna [4].

Solo dal 2017 il tango argentino è entrato in pianta stabile nei balli tradizionali di Vienna attraverso il prestigioso ballo del Politecnico di Vienna che include ora una milonga costantemente nel suo programma [1] [2]. Hanno successivamente seguito altri balli come il Concordia Ball che nel 2018 ha organizzato la serata a tema proprio dedicata al tango argentino ed il Wissenschaftsball che dal 2019 inserisce annualmente tra le musiche della serata questo nuovo ritmo.

Fig. 11. Il Tango Argentino è cacciato dal 23° ballo della Città di Vienna (anno 20’ – 30’) [4]

Per quanto concerne il nuovo mondo, ci sono varie fonti storiche che rivelano che pure nella capitale argentina i gran balli avevano la consuetudine di includere differenti generi musicali. H. Ferrer scrive nel testo del Vals del 18Gira il tuo valzer” e poi ancora “Balli il foxtrot”. Nel gran ballo dell’Opera del 1877 (fig. 1) si ballavano moltissimi ritmi: polska, habanera, mazurka, valzer, cuadrilla etc. Il cartellone mostrato in figura 3 rivela che il tango argentino veniva ballato insieme al foxtrot, la rumba ed il vals. Purtroppo, non si può dedurre chiaramente se in quell’occasione sia stato suonato il valzer viennese o il vals criollo. Comunque, è ammissibile pensare che l’orchestra tipica Lomuto suonasse tango argentino, milonga e vals criollo mentre l’orchestra Ivan Weishaus valzer viennese. Invece, nel gran ballo pubblicizzato nel cartellone di figura 12 il ritmo nato nella regione del Río de la Plata veniva ballato insieme al jazz e swing, mentre nel ballo di figura 4 era accompagnato oltre al jazz a serenate Hawaiane. Nella festa spagnola (fig. 6) probabilmente il tango argentino condivideva la serata con il paso doble. Comunque c’erano altresì balli simili alle milonghe come avvenne nel 1917 presso il Teatro Colon a Rosario di Santa Fe in cui furono invitate ad esibirsi le orchestre di Firpo e di Canaro (fig. 2) e che, quindi, ragionevolmente suonarono solo tango argentino, vals criollo e milonga.

Le milonghe, storicamente ed anche se in misura minore al giorno d’oggi, sono luoghi dove si ha la possibilità di ballare diverse musiche. Anche se senza dubbio c’è una certa ed evidente prevalenza del ritmo di tango, si possono danzare comunque anche altri ritmi che nel corso del passato sono stati per esempio il jazz, i balli caraibici, il rock n’ roll, il folklore argentino. Secondo Eduardo Arquimbau, storico ballerino e maestro di tango, nelle milonghe di Buenos Aires dei suoi tempi (anni ’50) la percentuale di ritmi diversi dal tango argentino, in milonga, arrivava anche al 50% [12].

Nelle quartieri periferici di Buenos Aires e nell’ interno del paese ci sono ancora oggi milonghe con una gran percentuale di altri ritmi. Nel resto del mondo, invece, si è attestato un modello di alcune milonghe del centro di Buenos Aires dove si danza prevalentemente solo tango argentino, vals criollo e milonga.

 

Fig. 12. Il Tango Argentino insieme allo Jazz e Swing

Modi di invitare

Nel passato, nei gran balli sia a Vienna che a Buenos Aires [5] la dama aveva l’opportunità di utilizzare il Carnet de Bal (fig. 13). Era un libretto in cui vi erano scritti i vari ritmi che sarebbero stati suonati nel corso della serata ed accanto vi era dello spazio libero per scrivere il nome del ballerino. Quando il cavaliere la invitava, sia all’inizio della serata per prenotare un ballo specifico oppure durante lo svolgimento della festa, lei aveva la possibilità di annotare il nome del cavaliere in corrispondenza del ritmo che avevano o che avrebbero danzato.

A Vienna questa usanza è oramai andata in disuso ed il cavaliere invita la dama semplicemente chiedendo garbatamente se le può concedere una danza. Ricordando che i balli sono legati al contesto professionale, è senz’altro possibile invitare una dama accompagnata specialmente se di un collega così da rafforzare non solo le relazioni di amicizia ma anche quelle professionali.

Nelle milonghe invece è tradizione invitare la ballerina attraverso il cabeceo che consiste in un gentile movimento del capo da parte del cavaliere. In caso che lei sia d’accordo, lei conferma l’invito attraverso un cenno di consenso della testa, il ballerino successivamente le si avvicina ed i due iniziano a danzare. Nelle milonghe, poi, non è frequente invitare una dama accompagnata a meno che lei non mostri chiaramente che desidera danzare con altri ballerini oltre al suo partner. Per facilitare tutto ciò, nelle milonghe più tradizionali è abitudine che gli uomini e le donne si siedano gli uni di fronte all’altro proprio per facilitare il cabeceo mentre le coppie che desiderano trascorrere la serata tra loro siedono ai tavoli che sono disposti sul terzo lato della sala. Tuttavia, questa tradizione d’invito sembra che sia relativamente “recente”, giacché molta iconografia riporta che all’inizio del secolo gli uomini stavano in piedi al centro della pista ed invitavano le dame da quel luogo. Le donne invece erano disposte attorno alle pareti della sala, le mamme o le sorelle maggiori stavano sedute mentre le ragazze più giovani erano in piedi [13].

Al giorno d’oggi, comunque, è sempre più frequente trovare milonghe dove il modo tradizionale di invitare non è rispettato e può pure accadere che una ballerina prenda l’iniziativa di chiedere ad un cavaliere di danzare. I ruoli di uomo e donna, poi, durante la danza non sono più rigidi e possono essere anche scambiati, non di rado si vedono dame che svolgono la parte del cavaliere e viceversa.

Fig. 13. Esempio di carnet de bal [4]

Abbigliamento

Nei gran balli a Vienna l’abbigliamento è una tradizione molto sentita, c’è un vero e proprio dress code che i partecipanti devono assolutamente rispettare. Gli organizzatori si riservano, infatti, il diritto di negare l’accesso a coloro che vestono abiti che non rispettano tali regole. Nei balli più tradizionali, alle donne è richiesto indossare un vestito lungo che deve coprire le ginocchia e raggiungere le caviglie, il modello e colore sono a discrezione della ballerina. Agli uomini invece è richiesto il frac o smoking, scarpe nere mentre la tinta del papillon può variare a seconda del ballo seguendo una tradizione storica ben precisa.

Non ci sono fonti per dire se nei balli a Buenos Aires gli ospiti dovevano rispettare un prestabilito codice di abbigliamento. Dagli elementi a disposizione si può indubbiamente ritenere che i vestiti dovessero essere raffinati e consoni con l’evento. A dimostrazione che le ballerine dovevano essere molto eleganti, H. Ferrer scrive che la zia ha dei gambali “… indossi gambali” e probabilmente anche un corsetto “… e il tuo pudore indossa un corsetto”. L’uso del frac doveva essere, inoltre, abbastanza comune tra gli uomini, H. Ferrer aggiunge: “Mi metto il frac, per favore! Andiamo noi due a ballare”. La fotografia di figura 5 scattata durante un ballo festeggiato al Luna Park verso la fine degli anni ’40, conferma che gli ospiti indossassero abbigliamenti da sera di una certa eleganza.

Agli inizi e metà del secolo a Buenos Aires era consuetudine dei ballerini delle milonghe indossare vestiti eleganti, ma comunque alla donna non era mai richiesto di portare un abito lungo verosimilmente per permettere alla ballerina di poter fare quei movimenti tipici del tango argentino quali ad esempio il boleo e sacadas (chiaramente solo a partire dal periodo quando questi movimenti furono introdotti nella danza). Il dress code dipendeva in linea di massima dal contesto e ci si poteva aspettare che nelle grandi serate, nei locali di lusso, l’uomo vestisse il frac (almeno fino agli anni trenta), se invece si parla di milonghe popolari si ballava abbigliati in modo meno formale. Gli uomini vestivano, così, con normali giacche e camicie, abbigliamento che al giorno d’oggi noi consideriamo già eleganti ma per l’epoca erano comuni. Le odierne milonghe non hanno un abbigliamento ben preciso e solo in casi molto sporadici è richiesto al pubblico di rispettare un prestabilito codice di abbigliamento. Gli indumenti possono variare da eleganti a casual e dipende molto dall’ organizzatore. Nei festival di tango si richiedono spesso vestiti raffinati mentre nelle milonghe settimanali di solito sono ben accetti anche abiti casual.

Termine della serata

Sia per i balli a Vienna che per le milonghe, la conclusione della serata si svolge con un rituale comune: la chiusura dell’evento con una musica simbolo di quello specifico genere musicale.

È, infatti, tradizione terminare i gran balli di Vienna intonando il famosissimo valzer di Johann Strauss “Sul bel Danubio blu” mentre le milonghe sono solite concludere la serata con la musica della “Cumparsita” che può essere suonata in diverse versioni ed orchestre (fig. 14).

In ogni modo, non sono state ritrovate fonti di come i gran balli terminassero a Buenos Aires e se ci fosse eventualmente un rituale da rispettare. Esaminando le varie locandine pubblicitarie si può osservare che non sempre erano presenti nel programma musicale della serata orchestre di valzer e neanche gruppi di tango argentino. Si può dedurre, quindi, che a causa della mancanza degli appropriati musicisti sarebbe stato complicato poter concludere la serata intonando le musiche di “Sul bel Danubio blu” o della “Cumparsita”.

 

Fig. 14. Locandine del “Sul bel Danubio Blu” e la “Cumparsita”

Conclusioni

Attraverso l’analisi di fonti storiche e con la comprensione del testo del Vals del 18 si è riusciti a dimostrare l’esistenza dei gran balli in Argentina. Si è inoltre cercato di ricostruirli per poterli confrontare con i gran balli di Vienna e con le milonghe.

Mentre si hanno molte informazioni sui balli nella capitale austriaca dovuto indubbiamente alla circostanza che la tradizione è ancora molto viva, i documenti riguardo Buenos Aires sono rari e non è chiaro né quando i balli nacquero, né quando e perché persero popolarità nella regione del Río de la Plata. Si è riscontrato, comunque, che i balli di Vienna e quelli di Buenos Aires possiedono molti elementi in comune quali la celebrazione durante lo stesso periodo dell’anno, l’organizzazione degli eventi in luoghi prestigiosi, il ballare vari generi musicali nonché l’uso di abbigliamenti eleganti come il frac.

Il confronto dei balli, invece, con l’evento caratterizzante il tango argentino ovvero le milonghe mostra delle sostanziali e profonde differenze. Queste dissomiglianze si possono far attribuire alle origini sociali profondamente diverse: per i balli l’aristocrazia e l’alta borghesia, per le milonghe gli immigrati e la classe popolare. In ogni modo, pure per queste due tipologie di eventi si possono individuare dei tratti comuni come, ad esempio, il gran ballo del Teatro Colon a Rosario di Santa Fe che sembra una milonga dei giorni nostri (fig. 2) ed il termine della serata che avviene per entrambe con un brano simbolo (Sul bel Danubio Blu” e la “Cumparsita”).

Al termine di tutto questo percorso storico, ciò che senz’altro accomuna i balli del 1815, quelli del 1900, quelli dei giorni nostri e le milonghe è il desiderio da parte dei ballerini di danzare. Cogliamo quindi tutti noi il messaggio di H. Ferrer ed indirettamente anche di sua zia …. “Andiamo noi due a ballare.”, ciò che davvero importa è trascorrere una piacevole serata e divertirsi ballando!

Ringraziamenti

Argentine Tango @ TU Wien e IST-Tango vorrebbe esprimere il proprio vivo ringraziamento a Luca Fiore per le appassionati discussioni che hanno contribuito ad ispirare il seguente articolo e a José María Otero, Marcelo Castelo, Marcos Iaffa Sanchez, Roberto Finelli e Otto Eder per aver fornito importanti suggerimenti e documenti storici.

Un sentito riconoscimento è rivolto a tutti i membri di Argentine Tango @ TU Wien e IST-Tango ed Amartango per il loro continuo ed eccezionale supporto.

Bibliografia

[1] http://www.tangoygotan.net/2019/02/14/il-tango-argentino-a-vienna/

[2] http://www.tangoygotan.net/2019/09/27/il-tango-argentino-ha-fatto-il-suo-debutto-nei-balli-tradizionali/

[3] https://www.wien.info/it/music-stage-shows/dance/ball-season

[4] Otto Eder, “Tango!!! Ein Fremdling in Wien”

[5] Marcelo Castelo, https://www.facebook.com/Marcelo.O.Castelo/posts/2142458765781369

[6] Radiocrossovertango, https://www.facebook.com/radiocrossovertango/posts/1007513589451821

[7] José María Otero, https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=627652701014522&id=100013093932384

[8] José María Otero, https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=1040130899766698&id=100013093932384

[9] José María Otero, https://www.facebook.com/photo?fbid=1043006592812462&set=a.225962094516920

[10] José María Otero, https://www.facebook.com/photo?fbid=1043006156145839&set=a.225962094516920

[11] José María Otero, https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=919505488495907&id=100013093932384

[12] Radiocrossovertango, https://www.facebook.com/radiocrossovertango/posts/826362474233601

[13] Radiocrossovertango, https://www.facebook.com/radiocrossovertango/posts/817884795081369

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4 commenti

  1. José María Otero ha detto:

    Bravo per il laboro!

  2. Attenta e fedele ricostruzione storica del nostro amato Tango. Excursus attendibile che permette di ripercorrere con chiarezza il mondo viennese e la vita porteña tra i gran Balli e le milongas. La ricerca si avvale altresì di un’accurata esposizione illustrata, che ne accresce il valore culturale.
    Felicitaciones de todo corazón
    Renata Ilaria Bernardo
    Tango Ardente Anima Flegrea® – Italy

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