Nonostante l’afa implacabile di inizio luglio, il 5 Luglio, Piazza Eremitani era gremita. Gli appassionati di Piazzolla e del tango hanno risposto con entusiasmo alla proposta musicale del Festival Castello 2025, che – con la collaborazione di Free Line ASD e Padova Tango Festival – ha ospitato Hugo Aisemberg con Novitango in prima assoluta con lo spettacolo “Tango para una ciudad – Omaggio ad Astor Piazzolla”.

Un omaggio profondo e appassionato al genio di Piazzolla, capace di far vibrare le corde dell’anima urbana e poetica del tango. Il Maestro Hugo Aisemberg ha saputo entrare in sintonia col pubblico con grande spontaneità, dialogando tra un brano e l’altro e raccontando – con simpatia e garbo – episodi significativi della vita di Piazzolla. Ci ha ricordato la fatica con cui il compositore argentino si è guadagnato la stima nel suo paese, e come oggi la sua musica rappresenti un ponte vivo tra tradizione e innovazione.
Forse emozionato dal clima particolarmente familiare – per la presenza di amici di lunga data, come il sassofonista Marco Gerboni, con cui non condivideva il palco da oltre trent’anni, e soprattutto per la presenza della figlia Aloisa, voce attenta e vibrante accanto a lui – Aisemberg ha donato al pubblico un concerto caldo,
umano, denso di sfumature. Due ore in cui abbiamo staccato la spina, ci siamo lasciati portare in alto, sospesi in un’aria fatta di musica e malinconia.
Novitango – con Marco Gerboni al sassofono, Francesco Manna al flauto e Jean Gambini al contrabbasso – ha saputo seguire e amplificare la visione musicale di Aisemberg. Tango para una ciudad si è rivelato un ascolto originale e raffinato, costruito con attenzione ai dettagli, al respiro, alle sfumature. In quel “di più”, che con ironica dolcezza il Maestro ha attribuito a questo concerto, si è condensata – con la modestia che appartiene solo ai grandi – una vita intera dedicata alla bellezza, alla musica, al tango. Una dichiarazione d’amore, in musica, all’armonia e alla pace.
Il repertorio ha spaziato tra brani strumentali – Primavera Porteña, Tanti anni fa, Lo que vendrá – e brani cantati, con la voce intensa di Aloisa Aisemberg che ha regalato un’interpretazione toccante di Balada para un loco, introdotta dalle parole emozionate del padre.
E poi arriva Libertango.

È il momento che segna il culmine emotivo della serata.
Sul palco, Silvio Grand e Fernanda Ghi.
Non semplicemente danzano: incarnano il suono, lo assorbono, lo riflettono. Il corpo diventa strumento narrativo, sospeso tra la tensione e l’abbandono.
La musica del Maestro Hugo Aisemberg, al pianoforte, si fa respiro collettivo.
Ed è proprio in quell’incanto che il tempo sembra sospendersi. Un’ovazione a scena aperta, spontanea e sentita, esplode prima che l’ultima coda armonica si sia spenta, sancendo un consenso unanime alla poetica di Aisemberg—una poetica di eleganza, misura, fervore.
Barbara Savonuzzi





