Visioni di Danza 2025: il festival che trasforma le città in palcoscenici
Dal 10 luglio al 1° agosto torna Visioni di Danza, il festival che porta l’arte coreutica fuori dai teatri e dentro le piazze, i giardini, le strade e gli scorci più suggestivi di Vicenza e provincia. Giunto alla sua sesta edizione, l’evento si conferma come uno dei più vivaci e riconoscibili del panorama estivo veneto, grazie alla direzione artistica di Luciano Padovani e alla Compagnia Naturalis Labor, che cura anche l’organizzazione.
Promosso in collaborazione con Arteven, con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Veneto, della Provincia di Vicenza e dei Comuni di Marano Vicentino, Montecchio Maggiore, Schio e Vicenza, il festival è un viaggio in movimento tra corpi, luoghi e storie.
Il programma: un mosaico di danza tra piazze, castelli e giardini Anche quest’anno il pubblico potrà assistere gratuitamente a spettacoli che spaziano tra la danza contemporanea, il tango argentino, le performance site-specific e le esibizioni all’aperto. Tra le location coinvolte:
- la Loggia del Capitaniato e le vie del centro storico di Vicenza,
- il Castello di Romeo a Montecchio Maggiore,
- il Giardino Jacar di Schio,
- una piazzetta nascosta a Marano Vicentino, che diventerà il primo palcoscenico del festival.
Il primo appuntamento è fissato per giovedì 10 luglio alle 21.15, nella suggestiva Piazzetta Santa Maria di Marano Vicentino. A inaugurare il festival sarà la compagnia Naturalis Labor con uno dei suoi spettacoli più amati:
“Le Tango des Malfaiteurs / Tango e danza”, con coreografie e regia firmate da Luciano Padovani.
Cinque interpreti – Ayelen Sanchez, Matteo Esposito, Elisa Mucchi, Roberta Piazza e Walter Suquia – danno vita a un intreccio di amori proibiti, inseguimenti, baci rubati, desideri e malintesi. Il tutto in un dialogo costante tra danza contemporanea e tango argentino, per raccontare le mille sfumature delle relazioni umane, con ironia e passione.
A seguire, alle 22.15, spazio alla Milonga con Tj LaMù.
In caso di maltempo, la serata si sposterà all’Auditorium Comunale di Via Marconi.
Abbiamo chiesto a Luciano Padovani, ideatore del festival e anima creativa di Naturalis Labor, di raccontarci qualcosa in più su Visioni di Danza e sul suo legame con il tango e la scena contemporanea.
Il festival prende il via il 10 luglio con la sua sesta edizione: cosa rende questa edizione particolarmente unica rispetto alle precedenti?
«Questa edizione si distingue per alcune location nuove, ma anche perché presentiamo spettacoli in prima regionale o addirittura in anteprima nazionale. Però, in realtà, proporre novità è il nostro segno distintivo ogni anno. È ciò che caratterizza il festival fin dalla prima edizione».

Come selezionate le location come Marano Vicentino, Montecchio Maggiore e Schio? E in che modo influenzano la relazione tra pubblico e performance?
«Visioni di Danza è nato come festival site-specific e vogliamo che resti tale. Questo lo rende diverso da tanti altri eventi estivi che si svolgono esclusivamente in teatro. Scegliamo luoghi che siano non solo disponibili, ma anche curiosi e motivati a ospitare danza in spazi non convenzionali. A Vicenza saremo in Piazza dei Signori e alla Loggia del Capitaniato, a Montecchio al Castello di Romeo, a Schio nel Giardino Jacar, e a Marano in una piazzetta appartata, perfetta per il nostro spettacolo di apertura».
Visioni di Danza è un festival in movimento, che cambia luogo ogni sera. È una scelta artistica o una necessità trasformata in valore?
«Direi entrambe le cose. È una scelta che nasce da una necessità, ma è diventata nel tempo la nostra cifra. La danza vive nei luoghi, li ascolta, li attraversa. E il pubblico, così, la sente più vicina, più viva».
Vi invitiamo a non farvi sfuggire questa occasione per rallentare il vostro ritmo di vita. Concedersi il tempo per apprezzare la bellezza che ci circonda significa rimettersi al centro, ascoltare, sentire.
Con uno sguardo sempre curioso e una poetica in cammino, Luciano Padovani e la Compagnia Naturalis Labor continuano a danzare tra piazze e sogni, portando con sé domande, emozioni e uno spazio in cui il tempo rallenta. Proprio come il tango.
Per scoprire il programma completo del festival e prenotare i vostri posti:
🌐 www.visionididanza.org
📘 facebook.com/visionididanza
Estate a ritmo di tango: Voghera si accende con il Concerto Y Milonga
ll cortile dell’ex Caserma di Cavalleria di Voghera si trasformerà, sabato 13 luglio, in una suggestivo concerto sotto le stelle, tra musica dal vivo e milonga Un appuntamento imperdibile che segna il ritorno del tango nella programmazione estiva della città, dopo il successo travolgente dello scorso anno.
A partire dalle ore 20, l’ingresso sarà libero per tutti coloro che vorranno farsi avvolgere dalle note intense e passionali del Sexteto Faina Orchestra, formazione di spicco nel panorama internazionale, accompagnata dalla voce magnetica di Rubén Peloni, tra le più apprezzate del repertorio tanguero contemporaneo.
Accanto a lui, musicisti di grande esperienza e sensibilità:
- Adrián Fioramonti, chitarrista, compositore e direttore musicale dell’ensemble, anima creativa del progetto,
- Dario Polonara, al bandoneón, strumento-simbolo del tango che nelle sue mani racconta storie e malinconie,
- Valerio Giannarelli, violinista dalla grande eleganza espressiva,
- Danilo Grandi, al contrabbasso, colonna ritmica e cuore pulsante del gruppo,
- Guido Bottaro, al pianoforte, con un tocco capace di unire lirismo e precisione ritmica.
Un gruppo coeso, affiatato e capace di trasportare lo spettatore in un viaggio sonoro che attraversa Buenos Aires, le milonghe storiche e le piazze europee.
La serata proseguirà con la Milonga, condotta dal celebre TDJ Punto y Branca, figura di spicco nel panorama internazionale. L’iniziativa si inserisce nel progetto “Artisti”, promosso dal Comune di Voghera per valorizzare il territorio attraverso esperienze culturali non convenzionali.
Abbiamo chiesto a Laura Boatti di raccontarci qualcosa in più su questo evento speciale.
Laura, dopo il successo dell’anno scorso, il tango torna a Voghera: cosa significa per te riportare questo evento in città?
«È una grande gioia. Tornare a proporre questo evento significa consolidare un appuntamento che sta diventando un piccolo ma importante punto di riferimento per chi ama la musica dal vivo, e non solo per gli appassionati di tango. È un momento che dà respiro alla cultura cittadina, offrendo qualcosa di diverso rispetto alle solite proposte estive.»
Com’è nata la collaborazione con il Sexteto Faina Orchestra e con Rubén Peloni?
«La collaborazione nasce da un legame profondo, fatto di stima, amicizia e visione artistica condivisa. Lavorare con il Sexteto Faina Orchestra e Rubén Peloni è sempre un’esperienza preziosa. Il loro approccio è autentico e potente, capace di parlare a chi conosce bene il tango ma anche a chi lo scopre per la prima volta.»
L’iniziativa fa parte dell’operazione “Artisti” proposta dal Comune: in che modo questo progetto valorizza la scena culturale di Voghera?
«Avere uno spazio culturale così è molto importante. “Artisti” permette di offrire al pubblico esperienze artistiche che si distinguono per qualità e originalità. Credo sia fondamentale per una città come Voghera aprirsi a linguaggi nuovi o poco esplorati, e il tango come musica da ascolto è uno di questi: affascinante, emozionante, coinvolgente.»
Che pubblico vi aspettate e a chi consigliereste di non mancare?
«Ci aspettiamo un pubblico ampio e variegato, che arriva anche dalle province vicine e da fuori Lombardia. Non solo tangueri, ma anche tanti amanti della musica e della cultura. A chi non ha mai ascoltato tango dal vivo consiglio di venire con la mente aperta: sarà un’occasione unica per conoscere questo genere nella sua forma più pura, intensa ed elegante.»
Appuntamento alla prossima segnalazione nella nostra rubrica “Eventi Straordinari”.
Barbara Savonuzzi.





