Domenica 21 settembre 2025 alle ore 20:30, Paderno Franciacorta, nel cuore della provincia di Brescia, diventa palcoscenico di un evento straordinario. In una delle cornici più evocative della Lombardia, terra di vigne e di eccellenze enologiche, prende vita il primo Festival Paderno Franciacortango. Ad accogliere il pubblico sarà la Chiesa di San Pancrazio, edificio consacrato nel 1504 dall’arcivescovo Marco Sarocco di Lepanto, oggi simbolo di arte, fede e comunità.

La scelta di questo luogo non è casuale: la chiesa diventa il ponte tra spiritualità e musica, due linguaggi universali capaci di offrire conforto, bellezza e senso di comunione.
Il programma, di alto profilo artistico, proporrà un viaggio emozionante attraverso la tradizione e la modernità del tango. L’iniziativa è anche un omaggio a Papa Francesco, al quale è dedicato il titolo della rassegna: “Paderno come Baires: 100 artisti di Tango”. Argentino, figlio di emigrati italiani, il pontefice ha sempre riconosciuto nel tango un’espressione autentica dell’anima popolare, fatta di malinconia, speranza e dignità.
L’evento è promosso dall’Associazione Arcobaleno, guidata dal bandoneonista e direttore artistico del Cuarteto Pichuco Gino Zambelli, in collaborazione con la Parrocchia di San Pancrazio, il Comune di Paderno Franciacorta e l’Associazione Arcobaleno.

Sul palco si alterneranno interpreti di grande prestigio. Martín Troncozo, Paola Fernandez Dell’Erba e Rubén Peloni, tre delle voci più rappresentative del tango in Italia, proporranno celebri brani del repertorio argentino: un percorso che spazia da Astor Piazzolla – con capolavori come Milonga del Angels, Adiós Nonino, e Ballada para uno loco – fino ai classici come “Nostalgias” di Juan Carlos Cobian.
La prima parte del concerto prenderà slancio dalla presenza del Cuarteto Pichuco, composto da:
- Gino Zambelli (bandoneon)
- Vincenzo Albini (violino)
- Luca Rossetti (pianoforte)
- Albano Duca Ghini(contrabbasso)

La seconda parte della serata vedrà protagonista la Misa a Buenos Aires – Misa Tango, la composizione più celebre del maestro argentino Martín Palmeri, tra i maggiori compositori viventi contemporanei. Si tratta di un’opera unica, capace di fondere il testo sacro della liturgia cristiana con la polifonia corale e i ritmi passionali del tango, creando una dimensione sonora di rara intensità.
Ad interpretarla saranno la Corale Città di Fiorenzuola e la Corale G. Verdi di Ostiglia, impreziosite dalla voce del soprano Donatella Lombardi e accompagnate dal bandoneon struggente di Gino Zambelli, sotto la direzione del maestro Giovanni Chiapponi.
Raggiunto telefonicamente, Gino Zambelli ha raccontato l’emozione di portare a compimento un progetto così ambizioso, nato da determinazione e sacrificio, e realizzato nonostante le inevitabili difficoltà tecniche e organizzative. Un sogno che si traduce in musica e che inaugura un cammino destinato a proseguire fino al grande Festival del 2026.

“Paderno come Baires” è un titolo che crea un ponte simbolico tra due mondi. Quali radici, memorie o emozioni personali la legano a Buenos Aires e in che modo questo legame ha influenzato la nascita del Festival?
Gino Zambelli: “Il titolo “Paderno come Baires”, coniato dal giornalista Enrico Raggi, nasce dall’idea di creare un ponte simbolico tra due mondi. Nei primi anni del Novecento, infatti, circa il 50% della popolazione di Buenos Aires era italiana, proveniente soprattutto da Lombardia, Veneto e Genova, e questa mescolanza di culture diede vita al Lunfardo, un dialetto nato per comunicare senza farsi capire dalla polizia, che intrecciava i dialetti italiani con lo spagnolo locale.
Questo legame storico si unisce a una dimensione più personale. Fin da bambino, il mio sogno più grande è stato suonare il bandoneon e immergermi nella musica del tango, che per me rappresenta casa, un filo invisibile che collega l’Italia a Buenos Aires. Suonare il tango non è soltanto fare musica: è un’esperienza esistenziale completa, un’arte che fonde culture diverse e crea coesione. Ed è proprio questo spirito, fatto di memoria, sogni e sacrifici, che ha ispirato la nascita del Festival, un progetto che vuole rendere omaggio a questa straordinaria connessione tra due mondi.”
Qual è il programma della manifestazione ?
Gino Zambelli: “La prima parte dello spettacolo prevede l’esecuzione di brani celebri di Astor Piazzolla, a partire dalla milonga “Milonga de Angel”, seguita da “Adiós Nonino”. Ruben Peloni eseguirà “Ballada para uno Loco” .
Paola Fernandez proporrà poi il suo classico “Yo soy María” di Astor Piazzolla e “Nostalgias” di J.C. Cobian. Martin Troncozo eseguirà brani del folklore argentino, tra cui Chacarera e Zamba, e concluderà con “ En esta Tarde Gris”, nella versione del maestro Troilo, accompagnato dal gruppo. Dopo la sua esibizione ci sarà un bis con i tre cantanti insieme in “Alma Corazón Vida”.
Quali premi alla carriera verranno consegnati durante lo spettacolo?

Gino Zambelli: “Durante lo spettacolo verranno consegnati quattro premi alla carriera:
- Enzo Albini, violinista del gruppo, per oltre 25 anni di carriera nel tango europeo e collaborazioni con le orchestre più importanti.
- Ruben Peloni, cantante e interprete, noto per le sue collaborazioni con Bacalov e per aver portato il tango in tutto il mondo.
- Paola Fernandez dell’Erba, per il suo contributo

Paola Fernandez Dell’Erba internazionale al tango, con contaminazioni di jazz e musica contemporanea.
- Martin Troncozo, portavoce mondiale del tango e del folklore argentino fin dall’infanzia, per il suo impegno nella diffusione della cultura musicale argentina. Questi premi riconoscono il percorso artistico e l’impegno di ciascuno nel portare il tango e la sua cultura a livello internazionale.”
Un evento di questa portata nasce sempre da sacrifici e da sogni coltivati a lungo. Guardando indietro al percorso fatto, qual è stata la difficoltà più grande da superare e quale, invece, la soddisfazione che già sente più forte, ancor prima di salire sul palco?
Gino Zambelli: “Un evento di questa portata richiede una grande organizzazione, coordinare musicisti, cantanti, cori e strumenti non è mai semplice: la difficoltà più grande è stata sicuramente far convivere tutte queste anime artistiche in un’unica visione, mantenendo coerenza musicale e narrativa. Ogni dettaglio – dalla scelta dei brani da presentare, alla gestione dei premi alla carriera, fino alla preparazione della Missa Tango Buenos Aires con il coro di 80 elementi – è stato un esercizio di pazienza, precisione e dedizione.

La soddisfazione più grande, ancor prima di salire sul palco, è quella di sentire crescere l’energia e l’emozione di tutti i protagonisti: sapere che ogni musicista, cantante e corista porta con sé il proprio cuore, e che insieme si sta costruendo qualcosa di unico, capace di emozionare il pubblico e di rendere omaggio alla memoria e alla cultura del tango.”
Se dovesse descrivere in una sola parola il senso profondo di questa serata, quale sceglierebbe e perché?
Se dovessi descrivere in una sola parola il senso profondo di questa serata, sceglierei “pacem”.

È la parola che chiude lo spettacolo, pronunciata nell’ultima aria della Missa Tango Buenos Aires, l’ultima nota di un capolavoro musicale di 45 minuti. Questa scelta racchiude il messaggio più importante e significativo della serata, sottolineando il legame tra Italia e Argentina e rendendo omaggio a Papa Francesco.”
Il Festival Paderno Franciacortango parte così, tra fede e passione, inaugurando un percorso che promette di lasciare un segno profondo nella storia culturale del territorio.
Barbara Savonuzzi




