Domenica 30 novembre: la Casa del Popolo di Greve in Chianti (FI) si è trasformata in un tempio del tango argentino. L’evento Mina Milonga ha accolto una leggenda vivente: Orlando “Coco” Días, ballerino, coreografo e ambasciatore della cultura argentina, protagonista di una carriera che ha attraversato Buenos Aires, Parigi e i più grandi palcoscenici del mondo. Un pomeriggio che ha unito charla, musica e ballo, regalando ai presenti un’esperienza interessante e, per le presenti, irripetibile.
Orlando Dias dopo 25 anni è tornato in Italia, non con un tour come i molti che lo portano ancora ad esibirsi in Giappone o negli Stati Uniti, ma da maestro di Tango (in altri eventi a cui ha presenziato ha tenuto stage) e da personaggio, icona del tango storico. Ha finalmente risposto agli inviti degli amici italiani, tra i quali l’organizzatore di Mina Damian Boggio, TJ Argentino formatosi nelle Milonghe di B.A. e vivacissimo organizzatore di eventi in Toscana.
Il pomeriggio è iniziato alle 16 con la Charla con Coco, 
che da abile conferenziere ha intrattenuto amabilmente il pubblico con arguzia, intelligenza e simpatia, alternando sapientemente momenti didascalici sulla storia del tango, aneddoti sui personaggi fondativi e sulla propria vita, gag e passi di danza. Coco è un concentrato di vitalità e di passione per il tango che lo rende inarrestabile nel parlare, ricordare, intrattenere. La conversazione è stata sostenuta anche dagli interventi (precisazioni, approfondimenti, domande) di Damian e di altri suoi amici che lo avevano raggiunto in Toscana (per festeggiarne il compleanno), tra i quali svettava (anche per l’altezza) un altro grande Maestro di Tango, Osvaldo Roldan.
Alle 17,30 è iniziata la Milonga e Coco ha ballato tra i presenti, regalando momenti di pura magia alle signore che hanno avuto la fortuna di godere del suo leggendario abbraccio per una tanda. Coco, con la sua eleganza e simpatia, ha dimostrato che il tango è arte viva, capace di unire persone e culture.
Concludiamo con un plauso alla sapienza organizzativa di Damian, che ha creato con Mina un format carino per vivere la domenica pomeriggio da tengueri sociali.
Il personaggio:
Coco Días, ballerino formatosi nelle milongas di Buenos Aires e divenuto professionista danzando per orchestre leggendarie come quelle di Osvaldo Pugliese e Mariano Mores, si è trasferito a Parigi da oltre 40 anni, tenendo da allora corsi di ballo all’interno dell’Ambasciata. E’ diventando uno dei maggiori divulgatori in Europa della Cultura Argentina, ha fondato scuole e ha partecipato a festival internazionali, diventando un punto di riferimento per generazioni di ballerini. Ha rappresentato il Tango con una memorabile coreografia durante la cerimonia Unesco del 2009 ed è stato il primo ballerino di Tango insignito del titolo di Cavaliere delle Arti e delle Lettere dal Ministero della Cultura francese.
L’Intervista
Durante la milonga Coco ci ha dedicato una pausa al tavolino
del bar del Circolo per una chiacchierata privata.
D: Insegni Tango in Europa come espressione della cultura Argentina, ma hai dovuto tradurlo per adattarlo alla sensibilità francese/europea?
R: no, nessuna traduzione, parlavo il linguaggio del corpo che è reale e oggettivo e racconta la verità della persona; il Tango è universale, un sentimento che si evolve, è ricchezza ed è stato diversamente interpretato: è spettacolo per coloro a cui piace ma non lo vogliono ballare, è ballo praticato per coloro che cercano l’abbraccio, è musica che pareggia per importanza e complessità quella classica (e fra mille anni continuerà ad esistere ed essere ascoltata come quella di Debussy).
D: Come insegni alle nuove generazioni (veloci, tecnologiche)
R: la danza è comunque in evoluzione grazie anche ai giovani che studiano molto la tecnica, arricchendola. Sono però meno interessati all’espressione del sentimento da provare con l’anima; restano freddi, non accolgono le vere origini di questa danza che risiedono nello stare in contatto. Io lavoro su altri piani, meno su quello artistico, di più sulle persone, sulla qualità dell’abbraccio e sulla gestione dell’energia, per trasmettere cose che non si vedono.
D: Parliamo quindi del “segreto dell’Invisibile”
R: Inizio il mio lavoro portando a consapevolezza come capiamo con il corpo, come usiamo la sua memoria per fare senza pensare, come controlliamo il peso, come sentiamo e seguiamo la musica; porto quindi i miei allievi a sentire come l’energia si sposta all’interno del corpo e come si irradia nello spazio seguendo specifiche direttrici; arrivo quindi all’abbraccio che deve consentire Entrega [dono, dedizione] totale, senza limiti del proprio corpo all’altro, attraverso il libero passaggio -senza blocchi- di energia. L’obiettivo è arrivare a sciogliere tutte le tensioni, abbracciare come accarezzare e insieme divenire sensibile e flessibile alle carezze ricevute.
Il ballerino deve arrivare a giocare in modo creativo con il corpo [libero e liberato dai blocchi] della donna. Ascoltare la musica [e la compagna], interpretare e proporre ad una ballerina che resta sempre libera di scegliere se accettare. Realizzare un atto di amore della durata di 3 minuti.
La sintesi non rende giustizia alla qualità e quantità di parole che Coco lascia fluire, così ci siamo lasciati con un impegno; organizzare a breve una video intervista in spagnolo da caricare sul Canale di Faitango per consentire agli interessati un incontro più reale con questo eccezionale personaggio.





