
ph Pepe Larossa
Brunella Saccone, classe 1967, napoletana, mente curiosa, agile e ironica.
Appassionata di Giappone, dove nel 1989 ha vissuto con studenti argentini che la iniziarono alle gioie del tango casalingo, oggi si barcamena come può tra viaggi reali e percorsi interiori, scritture creative e un lavoro impegnativo, figlia e amici, palestra e cinema, milonga e teatro.
Ha due spiriti guida: Gardel, cantante di tango reincarnato in forma felina, e Freya, dea norrena travestita da gatta. Insieme a loro esplora l’universo della filosofia con spirito leggero e ha imparato a svegliarsi prima che sorga il sole.
Paroliera nel cuore e nella penna, ama combinare profondità e humour. Per molti anni ha gestito un blog letterario – Certe piccole manie – firmando i suoii testi con il nome letterario Flounder e il motto che la rappresenta: “Se non puoi convincerli, confondili.” Nella vita di tutti i giorni si occupa della promozione agroalimentare italiana nel mondo.
Il Tempo di un Ciclo di Lavaggio
Il campanello della porta tintinnò mentre Elena entrava nella lavanderia “Clean & Fresh” di via Garibaldi.
Il proprietario, il signor Bianchi, era seduto dietro il suo bancone di formica consumata, dove due contenitori di vetro brillavano sotto le luci al neon: uno pieno di gettoni rosa, l’altro di gettoni azzurri. “Serata di milonga?” chiese con un sorriso complice, già conoscendo la risposta.
Ogni due settimane, di martedì sera, la comune lavanderia a gettoni si trasformava in una milonga clandestina, con un rituale tutto suo. I gettoni non servivano solo per le lavatrici: quelli rosa per le donne e azzurri per gli uomini erano diventati il modo discreto ed elegante per invitare qualcuno a ballare.
La regola non scritta era semplice: a fine serata, tutti i gettoni dovevano essere stati usati, sia per il bucato che per la danza.
Elena acquistò i suoi cinque gettoni rosa, sentendo il metallo freddo contro il palmo della mano. Attraverso la parete, le note familiari del bandoneón del signor Rodriguez iniziavano a filtrare nell’aria umida e calda della lavanderia. Il vecchio maestro di tango, ignaro di essere la colonna sonora di questo insolito ritrovo, continuava a tenere le sue lezioni nell’appartamento accanto.
Mentre caricava la sua lavatrice, la numero 7, Elena osservò gli altri habitué del martedì sera entrare uno dopo l’altro. C’era Marco, che ormai ballava con una sicurezza che non tradiva più le sue origini da principiante maldestro dei primi tempi. Sofia, un’insegnante di matematica che contava i passi e li sistemava nel tempo e nello spazio come fossero equazioni. Il giovane Alberto, che studiava architettura e parlava del tango come di una costruzione di spazi condivisi e informazioni stratificate nell’urbanistica della ronda. Gli altri arrivavano alla spicciolata, chi direttamente dal lavoro, ancora un poco trafelato, chi elegante e azzimato, con la borsetta delle scarpe appesa a un polso e una grande bacinella piena di lenzuola e piumoni. Qualcuno non era lì per ballare, ma solo per il bucato, accompagnato da un libro, e tuttavia non poteva restare insensibile a quanto accadeva il martedì sera, ogni quindici giorni, nella lavanderia quartiere che i frequentatori abituali avevano ormai ribattezzato La Tanderìa a gettoni.
Le lavatrici iniziarono a girare, creando quel caratteristico sottofondo ritmico che si mescolava perfettamente con la musica. Il primo scambio di gettoni della serata avvenne quando Marco si avvicinò a Elena: un gettone azzurro offerto con un leggero inchino, accettato con un sorriso e inserito insieme nella lavatrice numero 9, ora testimone silenzioso del loro ballo.
“La caminata,” sussurrò Elena mentre si muovevano tra le file di lavatrici, i loro passi sincronizzati con il gorgoglio dell’acqua. “È come il flusso dell’acqua nelle tubature: deve essere fluida, continua, naturale.” Le loro ombre si allungavano sul pavimento in linoleum, moltiplicandosi negli specchi appannati.
Man mano che la serata avanzava, i gettoni passavano di mano in mano, ognuno raccontando una storia diversa. Un gettone rosa da Sofia a un nuovo arrivato timido, che teneva ancora in mano una cesta di panni disordinata. Un gettone azzurro da Alberto a una ragazza con gli occhiali che studiava medicina, i loro passi incerti che gradualmente trovavano un ritmo comune.
Le lavatrici segnavano il tempo come metronomi meccanici: lavaggio, risciacquo, centrifuga – ogni fase accompagnava diversi tanghi, vals e milonghe. I vestiti giravano nei tamburi mentre le coppie disegnavano ochos e giros sul pavimento, schivando ceste e carrelli con l’eleganza di ballerini consumati.
Il signor Bianchi osservava tutto dal suo bancone, custode silenzioso di questo segreto condiviso. Controllava discretamente che ogni gettone trovasse il suo destino, sia nelle fessure delle lavatrici che nelle mani di un partner da ballo. Era diventato esperto nel leggere il linguaggio dei corpi, capendo al volo chi aveva ancora gettoni da scambiare e chi aspettava un invito.
Verso la fine della serata, quando l’ultima centrifuga rallentava il suo vorticoso giro, anche l’ultimo gettone trovò il suo posto. Elena piegava i suoi vestiti ancora caldi quando notò una coppia di anziani che entrava nella lavanderia. Li riconobbe: erano stati ballerini professionisti di tango negli anni ’60. Ora venivano qui ogni martedì, non tanto per il bucato, quanto per rivivere la magia della loro giovinezza tra il profumo di ammorbidente e il suono del bandoneón.
Il signor Rodriguez, dall’ altra parte del muro, non ha mai saputo di aver creato la più insolita milonga della città. Ma forse, nel profondo, sorrideva quando sentiva il rumore delle lavatrici accompagnare perfettamente il ritmo dei suoi tanghi, consapevole che la musica, come l’amore, trova sempre il modo di far ballare i cuori, anche nel più improbabile dei luoghi.
E così, ogni martedì sera, la lavanderia “Clean & Fresh” continuava la sua doppia vita: un luogo dove i panni sporchi si trasformavano in panni puliti, e dove sconosciuti si trasformavano in ballerini, uniti dal ritmo del tango e dal poetico rituale dei gettoni colorati.





