Folk.Inmovimento raccontare chi siamo attraverso il movimento

Maria Valdez, argentina originaria di Buenos Aires, oggi vive e respira cultura in Abruzzo. Creatrice dello spazio folk.inmovimento, un progetto che nasce dalla profonda passione per le tradizioni della sua terra e dal suo ruolo di insegnante diplomata presso l’IDAF (Instituto Argentino de Artes Folklóricas).

Dopo anni di studio e danza, ha sentito la necessità di creare un luogo dove il folklore non fosse solo una disciplina, ma un ponte tra l’identità argentina e il mondo.

Folk.inmovimento è la mia missione: raccontare chi siamo attraverso il movimento, trasformando la nostalgia in radici che fioriscono qui, in Italia.”

1. Che cos’è folk.inmovimento e qual è l’anima di questo progetto?

folk.inmovimento nasce da un bisogno vitale: quello di raccontare la nostra storia e mantenere vivo il filo che ci unisce alle nostre radici. Come argentini in Italia, comprendiamo che emigrare è, essenzialmente, mettersi in movimento. Questo progetto è uno spazio di resilienza culturale e di connessione profonda; è il luogo dove il distacco si trasforma in incontro. Non cerchiamo solo di insegnare passi di danza, ma di generare una rete, una comunità dove persone di ogni cultura e nazionalità possano fondersi in un unico abbraccio culturale.

2. Come si connettono il Tango e il Folklore in questa proposta?

Il Tango e il Folklore sono linguaggi fratelli che nascono dalla stessa terra e dallo stesso sentimento di appartenenza. Per il lettore di Tango y Gotan, il folklore è un’estensione naturale dell’abbraccio tanguero; condividono la stessa nostalgia, lo stesso rispetto per la tradizione e quella passione che si porta sulla pelle. In folk.inmovimento, questa connessione diventa tangibile: usiamo il ritmo della zamba o della chacarera per esplorare la stessa profondità emotiva che propone il tango.

3. Al di là della tecnica, parli di “diffusione culturale”. Cosa significa per te?

Per noi la danza è il veicolo, ma il messaggio è la cultura. Insegnare una zamba o una chacarera in Abruzzo è un atto di diffusione della nostra identità. Vogliamo che chi si avvicina a folk.inmovimento non impari solo a ballare, ma comprenda il sentire della nostra terra, la storia dietro il suono del bombo e l’emozione di un fazzoletto alzato al cielo. È un progetto di “fratellanza” che cerca di far battere forte le nostre radici, indipendentemente dalla distanza geografica.

4. Che risposta avete avuto dal pubblico negli eventi realizzati finora?

La risposta è stata commovente. C’è una grande sete di comunità e di autenticità. Vedere persone di diverse culture emozionarsi insieme in un laboratorio o in una peña ci conferma che il linguaggio delle radici è universale. I partecipanti ci trasmettono un’energia incredibile; molti scoprono nel folklore una forma di benessere e di espressione che non conoscevano, e questo è ciò che ci spinge a continuare.

5. Chi dà vita a questo movimento in Abruzzo e quali collaborazioni state portando avanti?

Siamo un gruppo di argentini residenti in diverse parti della regione che condividono la stessa visione. Lavoriamo collettivamente affinché il folklore argentino abbia una casa qui. Questa unione ci ha permesso di essere convocati per partecipare a diversi festival e abbiamo ricevuto richieste di collaborazione da varie associazioni del territorio. Tra i nostri progetti più recenti, stiamo organizzando l’evento “Zamba y Fiori” in collaborazione con una flower designer, dove connettiamo la natura alla danza. Invito tutti a seguire i nostri social @folk.inmovimiento per rimanere aggiornati su tutte le novità e le prossime date.

6. La tua formazione all’IDAF apporta un marchio di qualità molto importante. Come convive la tradizione con questa visione di “movimento”?

Come docente dell’IDAF (Instituto Argentino de Artes Folklóricas), la mia base è la tradizione più pura e rispettosa. L’IDAF ci dà il rigore e la radice; il progetto folk.inmovimiento apporta lo slancio e l’apertura necessari affinché chiunque, indipendentemente dal livello o dalla provenienza, possa connettersi con la passione del nostro folklore. Il mio obiettivo è che l’insegnamento sia più di una lezione di ballo: è una consegna culturale.

7. Quali sono le prospettive per il futuro e che messaggio vorresti dare ai lettori?

Il nostro desiderio è che questa rete continui a crescere e che il folklore argentino venga vissuto in ogni comune d’Italia come una celebrazione della vita rivolta a chiunque sia interessato a scoprirla. Ai lettori di Tango y Gotan dico che la danza è il linguaggio dell’anima. Vi invitiamo a muovervi con noi, a riscoprire le vostre radici attraverso le nostre e a capire che, alla fine della giornata, balliamo tutti sotto lo stesso cielo.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui