Un libro di un TJ francese con radici italiane, che vive a Lille, musicalizza in Francia ma spesso anche in Italia (prevalentemente a Roma, prediligendo “La Cripta”). Parliamo di un libro tecnico, che si rivolge agli aspiranti musicalizzatori fornendo indicazioni per la costruzione di un primo repertorio basilare da cui partire per l’attività. Le indicazioni sono raffinate e culturalmente profonde, e soprattutto trasmettono una grande conoscenza e rispetto delle regole del mondo tradizionale milonguero. Bellissima la cronologia che segue la storia politica e culturale dell’Argentina intrecciata con quella delle orchestre e delle composizioni musicali, e particolarmente interessante la ricostruzione della storia recente, degli ultimi 45 anni che segnano la grande rinascita argentina ed europea dopo 30 anni di oblio del tango ballato. Qui in modo fulmineo il racconto diviene anche autobiografico e interpreta in modo succinto ma significativo il primo decennio di questo secolo,
caratterizzato dal passaggio dalla cecità dei pionieri degli anni ’90 rispetto all’essenza del tango (giunto in Europa come spettacolo) alla vera scoperta dell’”abrazo cerrado”, della ronda, della milonga “luogo di espressione collettiva” e “circolo sociale”.
Il cuore del libro risiede in un’analisi musicologica dei brani, sempre leggibili come un continuo flusso di movimenti emotivi sequenziati nelle tre fasi di proposta-risoluzione e pausa, definito risoluzione musicale. L’autore estende tale struttura anche alle singole tande (“una tanda è un piccolo racconto di vita di un gruppo di persone, con un inizio, una fine, una storia. Una storia ispirata dalla scelta musicale del DJ per creare una danza sociale ed empatica” p.110) e all’intera serata (in cui devono essere armonizzati con attenzione gli universi emozionali creati dalle singole tande -le emozioni provate attraverso i flussi energetici emanati dall’orchestra, dal cantante, dai testi-): “L’ignoranza della risoluzione musicale può portare all’emergere di insidie su cui la barca della milonga si incaglierà con certezza” (p.112).
Le regole e gli esempi vengono declinati in modo chiaro e dettagliato, così come a seguire le indicazioni per costruire la coerenza interna delle singole tande, sia con reale omogeneità tra i brani -che in modalità eterogenea. Vengono inoltre analizzate le emozioni suscitate dai testi, che devono essere dal TJ conosciuti (come dovrebbero fare i ballerini esperti, per trarre inspirazione interpretativa anche dall’argomento e dalle parole) e utilizzati in consapevolezza.
Stiamo parlando comunque di un libro tecnico per addetti ai lavori ma suggeriamo anche due modalità di uso dello stesso molto “colte” e particolari:
- farne una guida ragionata all’ascolto e alla comprensione e memorizzazione dei brani di tango, collocati correttamente nei diversi momenti storici, apprezzandone anche i testi;
- renderlo un manuale per i “critici del Tj della serata appena trascorsa”, una vademecum per strutturare con “competenza” il giudizio sulla qualità della musica sentita e ballata e sulla competenza del musicalizzatore, per divenire dei veri principi della charla post milonga.
Jean Minicilli , Djing Tango. Guida essenziale per musicalizzare in Milonga, senza editore (ma su FB è possibile trovare indicazioni per reperirlo).





