Ciao Romina, presentati ai lettori di Tango y Gotan:

Mi chiamo Romina Balestrino, vivo a Madrid da più di 20 anni e sono argentina. Sono una cantante, interprete e compositrice. Ho avuto l’opportunità di formarmi con grandi maestri al di fuori del Conservatorio e di studiare altri strumenti come chitarra, pianoforte, oboe e bandoneon. Ho iniziato nel mondo del canto partecipando fin da giovane a diverse aggregazioni corali, e successivamente ho studiato canto e oboe presso il Conservatorio Manuel de Falla di Buenos Aires.
Parlaci di qual è il tuo stile artistico e quali sono le tue influenze?
Interpretando musica argentina, soprattutto tango, con enfasi sul nuevo tango o canción de Buenos Aires come definito da Astor Piazzolla, così come canzoni del folclore argentino e di cantautori argentini e iberoamericani. Cerco di sviluppare una identità propria come cantante e una maniera personale nell’interpretazione, basandomi sullo studio del mio strumento vocale. Le mie influenze principali provengono da grandi autori della musica e della letteratura argentina, tra cui Astor Piazzolla, che è sempre stato un punto di riferimento per me.
Romina, hai recentemente vinto il Primo premio nella categoria solista all’International Competition Astor Piazzolla di Como, raccontaci di questo evento e della tua vittoria?
La mia esperienza all‘International Competition Astor Piazzolla svoltosi in Italia tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo a Como, è stata una sfida magnifica. Ho partecipato a una semifinale insieme ad altri cinque musicisti provenienti da diversi Paesi, che suonavano strumenti differenti come chitarra, bandoneón, violino e voce. Questi artisti sono arrivati da varie parti del mondo per competere in questa importante semifinale. Nel mio caso, ero anche l’unica artista argentina selezionata per questa categoria all’interno del concorso, il che ha reso l’esperienza ancora più significativa. È stata una sfida immensa per tutto ciò che comporta interpretare una musica accompagnata da una poesia meravigliosa come quella di Horacio Ferrer, scritta appositamente per le canzoni di Astor Piazzolla. Una grande responsabilità e un impegno enorme. Il fatto di aver ottenuto il primo premio nella categoria solisti, insieme a tre premi speciali, mi apre un’infinità di possibilità per continuare a portare la musica di Astor in diverse parti del mondo. È stata quindi un’esperienza unica, all’interno di un concorso destinato a rimanere, che si è svolto per la prima volta in Europa e che rappresenta il primo passo di una serie di future edizioni, con il prestigio e il sostegno della Fondazione Astor Piazzolla, presieduta da suo nipote Daniel Villaflor Piazzolla, una vera garanzia di qualità.
Quali altri traguardi significativi hai raggiunto recentemente nella tua carriera?
Tra i miei successi più recenti, posso dire di aver avuto il piacere di registrare un album in cui ho selezionato otto brani del cantautore catalano Joan Manuel Serrat, fondendoli con diversi ritmi del tango e del folklore argentino. Si tratta di un progetto che lui stesso ha accolto con grande entusiasmo e apprezzamento, felice di vedere la sua musica reinterpretata e fusa con i nostri linguaggi musicali. Per me rappresenta un traguardo molto significativo nella mia carriera di cantante, perché è stata una scelta sinceramente rischiosa: unire due culture, quella spagnola, attraverso i grandi classici di Serrat, e quella argentina, con i ritmi del tango e del folklore, creando così un ponte tra paesi e tradizioni. Questo album, intitolato “Te vas pensando en volver” — frase tratta dalla celebre canzone Mediterráneo — è disponibile su tutte le piattaforme digitali, così come le mie altre produzioni discografiche.
Ho inoltre avuto il privilegio di esibirmi con grandi orchestre sinfoniche, come l’Orchestra Sinfonica di Colonia, in Germania, in un omaggio ad Astor Piazzolla. Un altro momento importante del mio percorso è stata la tournée realizzata con l’Orchestra Sinfonica della Regione di Murcia, in Spagna. E, naturalmente, considero un grande traguardo anche il fatto di continuare a portare la musica argentina in diverse parti d’Europa, così come ogni volta che torno in Argentina per esibirmi per il mio pubblico, potendo diffondere la musica che amo cantare e interpretare nei luoghi del mondo in cui vengo invitata.
Come è il tuo processo creativo nella preparazione di nuove canzoni o presentazioni?
Il mio processo creativo si basa su uno studio approfondito dell’autore e dell’opera, per comprendere cosa ha voluto trasmettere scrivendo ogni pezzo. Dopo averla studiata vocalmente e preparata per il
palcoscenico, cerco di mettere il mio tocco personale nell’interpretazione, secondo il mio sentire, le mie esperienze e ciò che la canzone mi trasmette. La musica è comunicazione: per far sì che il pubblico percepisca ciò che voglio esprimere, è fondamentale un’analisi e una preparazione consapevole. Cerco di trasmettere tutta la bellezza della poesia e della musica, sfruttando al massimo ogni brano affinché il suo messaggio arrivi al pubblico ed emozioni.
A quali progetti stai lavorando e quali obiettivi hai per il futuro?
Grazie ai premi ottenuti nel concorso International Competition Astor Piazzolla di Como, ho già diversi progetti e date programmate per il 2026 e anche per il 2027, tra cui: a giugno canterò al Festival Piazzolla Reload presso la Sinfonica di Berlino. Il prossimo mese parteciperò al musical Tango Tirado, ambientato a Buenos Aires, che si terrà nella Comunidad de Murcia, Spagna, dove sono la protagonista, e del quale è stato registrato anche un disco che si può ascoltare insieme alle mie altre produzioni discografiche su Spotify, Romina Balestrino. Ho già date confermate e organizzate per il 2027, includendo un tour in Asia, concerti in Italia interpretando musica che faceva parte del repertorio di Milva nel suo tour con Piazzolla nel 1984, a Lagos, Portogallo, al Festival Internazionale del Tango di Buenos Aires in agosto, e anche in Croazia, dove interpreterò il repertorio di Astor Piazzolla. Tutti questi progetti riflettono il mio impegno a diffondere la musica argentina e latinoamericana in diverse parti del mondo.
Cosa diresti a chi ascolta la tua musica o a chi ancora non ti conosce?
Direi a chi ascolta la mia musica, e a chi ancora non mi conosce, di avvicinarsi e dare l’opportunità di ascoltare un genere così importante come il tango, che insieme al jazz è uno dei generi più rilevanti delle Americhe per la sua ricchezza musicale e poetica. Il tango è molto più di un ballo appassionato: è poesia, armonia e un crogiolo di culture che si sono unite per dare forma a questo genere così significativo. Vorrei che il pubblico apprezzasse come il tango trascenda la lingua e la nazionalità, e possa emozionare chiunque, indipendentemente dall’età o dal luogo di origine. Nel corso della vita, attraverso le esperienze personali, il tango può raggiungere, emozionare e diventare parte della musica personale di chi lo ascolta, anche se non è nato in Argentina.
C’è qualcos’altro che vuoi raccontare o condividere?
Per me è un grande orgoglio e una enorme gioia aver partecipato a questo concorso in Italia e aver vinto un premio così importante, perché dopotutto è la terra dei miei bisnonni, Linda Ghignone e Giovanni Balestrino, che emigrarono in Argentina in cerca di un futuro migliore. Per me è un onore aver vinto questo premio in Italia e poter tornare a cantare lì, e uno dei miei sogni sarebbe poter conoscere il paese dei miei bisnonni e la famiglia che ancora vive lì, cosa che sicuramente potrò realizzare a breve con tutti gli impegni che stanno emergendo per cantare in diverse parti del territorio italiano grazie a questo premio.
Link utili per ascoltare e seguire Romina Balestrino:
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