UNA FIESTA ARGENTINA A TERAMO

Il 29 maggio a Teramo si è tenuta la “Gran Fiesta Argentina”, evento che l’associazione El Tango del Centro (scuola di tango ”trainata” da Adan Schwindt, “El Capitan”) organizza ormai da otto anni per lanciare un ponte oltre oceano ed unirsi idealmente ai festeggiamenti del 25 aprile, Festa Nazionale in Argentina in commemorazione della rivoluzione del maggio 1810 (formazione della “Primera Junta”, il primo governo locale autonomo dopo la deposizione del Vicerè, evento che diede avvio al processo di indipendenza dal governo coloniale spagnolo conclusosi nel 1816). Gli argentini che vivono e lavorano nei dintorni di Teramo si sono abituati ad esprimere comunque l’orgoglio nazionale ed il senso di indipendenza e identità nazionale con una grande festa sotto il bianco e celeste delle proprie bandiere: naturalmente devono rinunciare alle caratteristiche parate, ma non alle empanadas che tradizionalmente si consumano in famiglia e che per l’occasione ha preparato in abbondanza Selena Riso, insieme ai dolci e deliziosi alfajores. Se ballare il tango con la musicalizzazione di Davide Patriarca ha rappresentato la maggiore socializzazione tra gli astanti, è stata Selena a dare il vero sapore all’evento, non solo con il cibo, ma con la sua presenza energizzante: maestra di tango ed insieme grande interprete dei balli folkloristici argentini, ha tenuto nel tardo pomeriggio uno stage sulla Zamba argentina (ballo intenso, elegante e delicato che rappresenta il corteggiamento, con le palpitazioni rappresentate attraverso la danza aerea di grandi fazzoletti ), danza tradizionale di cui ha dato una bella rappresentazione durante la serata, con l’accompagnamento di un ballerino del gruppo “Folk in movimento”.

La festa si è tenuta nella sede della la società di Mutuo soccorso Fratellanza Artigiana presieduta da Emilio Trasarti che, con la moglie, ha concertato con attenzione l’accoglienza e costruito un’atmosfera particolarmente calda e amichevole.

 

Al termine dell’esibizione abbiamo chiacchierato con Selena sulla sua attività. Ci ha raccontato la sua vita argentina e la formazione culturale e artistica, che nei giorni seguenti ha replicato in un testo che integralmente alleghiamo. Ha comunque esordito con:

“Sono una maestra di tango ma molti non lo sanno e mi considerano solo una maestra di folklore. Sono nata a La Plata e quindi in provincia, dove non si ballava il tango, che era un fenomeno esclusivamente metropolitano; fuori da Baires ne veniva ascoltata la musica alla radio, tutti conoscevano le canciones (insieme alle canzoni melodiche italiane), ma alle feste le danze praticate erano solo quelle tradizionali, che definiamo folkloristiche ma che erano e sono balli sociali per tutti; la stessa Salza non rappresenta solo il corteggiamento, ma la ricerca di connessione con l’altro e può essere ballata anche tra padre e figlia o tra amici che ricercano sinergie”.

Selena al centro con Trasarti e la moglie, Adan e Ettore Terzuoli di Faitango

D. Cosa significa per te insegnare balli folkloristici argentini?

R. Sono balli che raccontano l’Argentina nella sua specificità e particolarità: le danze tradizionali sono oltre 120 e rappresentano la diversità che caratterizza il nostro territorio. Nel diffonderle mi sento Ambasciatrice della cultura argentina, e provo un senso del dovere, di obbligo morale a diffonderle, facendo arrivare al pubblico il loro significato intimo che non è solo sequenze di passi e movenze, cerco di farlo “innamorare” dopo aver compreso il legame con i luoghi e il loro valore socializzante, al termine di un seminario ai partecipanti deve restare un contenuto, un’emozione: la vita di campagna, l’ambiente diverso da quello di Baires rappresentato dal Tango.

Ci ha colpito la profondità e complessità della preparazione di Selena, non solo tecnica e musicale, ma anche antropologica: ha approfondito la conoscenza del folklore lavorando con la cantante chitarrista Suma Paz, con la quale ha girato in tournée l’intera Argentina, raccogliendo, sulle orme di Atahualpa Yupanqui, melodie, testi e canzoni locali. Ci ha raccontato come abbia cercato nei suoi 6 anni romani di portare in Italia un pezzo di Argentina: la sua associazione, Patrimonio Cultural ASD, oltre alla scuola di tango promuove la diffusione del folklore e organizza Peñas (eventi con canti e balli popolari e consumo di cibo e bevande argentine; ce ne sarà una ad Ardea il prossimo 21 giugno), e soprattutto ha costituito un’impresa molto particolare, un laboratorio di produzione di cibo argentino che opera esclusivamente su ordine e con consegna a domicilio, Alfajores entre amigos.

Per farla breve, se vedete il suo nome in una milonga come ospite o organizzatrice, non favi scappare l’occasione di conoscerla!

 

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