
Come sempre, per FaiTango, il Padova Tango Festival è un appuntamento fisso, e quest’anno il festival di tango più longevo d’Italia compie 25 anni!
Ballo e cultura si mescolano sapientemente e danno più valore, più risalto a questo sentimento che a Buenos Aires, a Padova, a Parigi ed in qualsiasi città del mondo chiamiamo Tango.
Guardo con attenzione il ricco programma di quest’anno, c’è un titolo che mi incuriosisce particolarmente:
Domenica 8 giugno ore 19.30, a Casa Conti in Vicolo dei Conti 14, ci sarà la presentazione del libro “Evita mia, il tango di Eva Peron” a cura di Michele Balboni.
Arrivo presto in questa splendida villa; questa dimora è nota come Casa Conti o Palazzo Conti ed è una residenza del XVII secolo costruita dalla nobile famiglia Conti, alleata dei Da Carrara fin dal Trecento. Nel corso dei secoli è passata di mano tra vari esponenti illustri, tra cui Carolina Vincenza Conti, ultima erede diretta.
Proprietà in parte della famiglia Muraro dal 2018 è riconosciuta come dimora storica e casa museo.
Con lo sfondo degli splendidi dipinti della villa, il padrone di casa Alberto Muraro presenta l’ospite. Michele inizia la sua presentazione…


…. e comincia un viaggio, un viaggio nell’età d’oro del tango che coincide con l’arrivo di Juan Domingo Peròn al potere.

Un rinascere della cultura nazionale, la radio, unico mezzo di comunicazione di massa dell’epoca, trasmette tango, il tango delle grandi orchestre di Osvaldo Pugliese, Anibal Troilo, Carlos Di Sarli, Juan D’Arienzo, insomma i quattro assi che interpretano i grandi poeti Discepolo, Homero Manzi…, le grandi voci Angel Vargas, Alberto Marino, Francisco Fiorentino, Roberto Chanel, …
Il fermento della cultura nazionale si mescola con le conquiste sociali, dopo anni di feroce sfruttamento i lavoratori acquisiscono i loro diritti, le donne per la prima volta votano e sono effettivamente donne il 30% dei deputati alla camera; si nazionalizzano le ferrovie ed il porto e ora l’Argentina controlla le esportazioni. L’Argentina diventa un paese ricco, e il denaro pubblico segue per la prima volta la sua strada naturale: il benessere sociale del popolo.

Il cuore pulsante di questa trasformazione sociale è lei, Maria Eva Duarte, per tutti “EVITA”.
E qui entra Michele con il suo racconto. Ne esce una donna passionale, straordinaria, santificata, odiata, ammirata e disprezzata.
Evita muore il 26 luglio 1952 a solo a trentatré anni.

“ Tornerò e sarò milioni”
Evita sempre torna, come bandiera degli umili, gli ultimi perché sempre è stata a loro fianco, Evita torna sempre guidando i movimenti che vogliono un’Argentina Giusta, Libera e Sovrana, Evita torna sempre odiata dall’oligarchia che ha combattuto.
Evita torna sempre in un “Abrazo” con il suo popolo, un” Abrazo” de tango, intimo, avvolgente, passionale.
Michele nel suo libro ci da la possibilità, con una scrittura scorrevole, colta, con decine di citazioni “tanghere” di conoscere questa donna che ha inciso profondamente nella cultura Argentina.
Michele senza essere stato mai in Buenos Aires, ci porta per mano per le sue strade come faceva Emilio Salgari con il suo Sandokan nella Malesia, ci presenta personaggi, ci racconta aneddoti, ci fa vivere in prima persona un paese, una città, un popolo che ha una voce, una voce musicale che si chiama: Tango
Libro imprescindibile se il lettore appassionato o non di tango vuole immergersi nella cultura argentina, nei suoi miti.
Siamo a Buenos Aires, un quartiere popolare “La Boca”, una strada “Caminito”, il nome di un tango, un balcone che rappresenta le tre grandi passioni argentine;
Il futbol (IL calcio) con Diego Armando Maradona
Il Tango con Carlos Gardel
Nel mezzo una mujer, unica, irrepetibile
EVITA

- Hola Michele, presentati?
Appassionato di tango ballato, cantato, scritto, raccontato. Sono ballerino maldestro ma gentile. Per mestiere ora ho un contratto con l’INPS che mi lascia molto tempo libero, prima ero dirigente d’azienda.
- Dopo quattro libri sei arrivato ad Evita, raccontaci:
I miei sei libri (vedi immagine). “EVITAmia – Il tango di Eva Peron” (ti prego scrivilo così) vorrei che non fosse l’ultimo. Sono partito parlando di me stesso e del tango “IL MIO TANGO”, poi un vero romanzo “LA DIVA DEL TANGO” sul tema dei desaparecidos (che bella che è la mia protagonista MariSol), “IL TANGO DELLE PAROLE” dedicato ai testi delle nostre canzoni che spesso sono vere poesie, in “A MEZZA LUCE – Ferrara 1958” racconto delle chiusura dei bordelli nella mia città (la tenutaria è Madame Ivonne, argentina e misteriosa), poi la biografia della mia scrittrice preferita “IRENE NELL’ARIA – biografia parlata di Irene Nemirovsky”. E infine EVITAmia. Una cosa bella di EVITAmia è stata di avere ospitato contributi esterni eccellenti (il Vescovo di Ferrara, l’ex Ministro e Rettore Patrizio Bianchi, la grande scrittrice Elsa Osorio). Inoltre – che emozione! – ho potuto consegnarlo direttamente a Papa Francesco in occasione di un’Udienza del mercoledì.
- Evita mia, il tango di Eva Peron non solo è un titolo è il cuore del libro….
Il titolo EVITA mia dice molto: è come io vedo e ammiro Evita. Non è una biografia storica. Il suo tango è … beh bisogna leggere il libro per capire quale è stato il suo tango.
- Leggendoti trasmetti sempre una grande passione non solo per il tango ma soprattutto per l’Argentina come paese. Ma questo amore nasce dalla scoperta del tango o viceversa?
La passione accende le parole scritte. Il mio interesse per la patria del tango è cresciuto assieme all’amore per il ballo. Non so dirti se è nato prima l’uovo o la gallina.
- Ma prima o poi ci sarà un areo, destinazione Buenos Aires?
“tengo miedo de l’avion” mi giustifico con chi mi chiede se sono mai andato là, “dove il mondo è capovolto”, anzi i più mi chiedono “quante volte sei stato in Argentina ?”. Poi aggiungo che anche Salgari – quello dei pirati – non era mai andato nei Mari del Sud, né Bizet – quello della Carmen – era mai stato in Spagna. Prima o poi ci andrò, speriamo che la realtà sia pari alle mie fantasie e alle mie letture.
- A questo punto no mi resta che chiederti il tuo prossimo progetto, ansi il prossimo libro ha già un titolo?
Il mio progetto è semplice ed ambizioso: vorrei scrivere un grande romanzo d’amore.
- Prima di salutarti, vuoi aggiungere qualche parola per gli amici di FaiTango che leggeranno questo articolo?
Agli amici di Faitango voglio esprimere un riconoscimento se avete letto questa intervista, un ringraziamento in acconto se leggerete un mio libro uno qualsiasi, se non vi piace vi restituisco la spesa), e anche una esortazione a ballare tanto e a leggere altrettanto. E poi ringrazio te, Pablo, che pure hai scritto un libro molto bello: “TANGO – canzoni di una vita”





