Beltango: alla Blu di Firenze il tango che viene da Belgrado

Il 15 maggio la Blu (appuntamento fisso del venerdì alle porte di Firenze, dall’autunno all’inizio dell’estate, milonga che da sempre unisce la musica tradizionale con quella moderna, permettendo al gruppo nutrito di tangueri affezionati di ballare anche il “tango nuevo” insegnato nei corsi Liberando Tango) ha ospitato un lungo e intenso concerto di Beltango, quintetto serbo che ha surriscaldato la pista e scatenato entusiastica partecipazione.
Tra le due parti in cui si è suddivisa l’esibizione (nella prima sono state proposte reinterpretazioni dei pezzi classici mentre la seconda ha proposto pezzi idonei anche alla danza “nueva”) Alex Nikolic, fondatore e anima della formazione, ci ha concesso l’opportunità di una chiacchierata dietro le quinte sulla storia del Gruppo e i suoi progetti.

Alex, puoi raccontaci brevemente come è nato il gruppo?
Vengo dal Conservatorio di Belgrado, dove insegnavo Fisarmonica. Nella seconda metà degli anni ‘90 ho scoperto il Bandonenon, mi sono innamorato dello strumento e del tango; sono stato il primo bandoneonista nella penisola balcanica e uno dei primi a praticarvi il tango danza, insieme a mia moglie Ivana che suona il pianoforte nel quintetto.
Nel ’98 ho fondato il quintetto con l’intento di diffondere la cultura del tango nella martoriata e divisa ex Jugoslavia. Oltre a reinterpretare i classici del tango, ho cercato di comporre un nuovo repertorio con costante attenzione alla ballabilità dei pezzi, aiutato anche dalla pratica della danza: chi balla sa cosa e come suonare e poi suona musica che vuole essere ballata. Nel 2004 ho organizzato il primo festival di tango a Belgrado, che poi ha avuto 11 edizioni.
Nel 2007 con il quintetto siamo andati in trasferta a Buenos Aires per tre settimane, invitati ad esibirci nel locali iconici delle milonghe Portene (primo concerto al Salón Canning e nei maggiori teatri): è stato un successo e un lancio internazionale della formazione, ed insieme per me un momento di crescita culturale che ho vissuto come opportunità di approfondire la natura del tango, una discesa in profondità nel sentire umano e nella capacità di metterlo in musica per condividere le emozioni comuni che uniscono persone e culture diverse (sofferenza, passione, amore, nostalgia, tristezza).
Da qui il ventennio creativo che ci ha consentito di esibirci in tutti i maggiori festival europei portando con successo il segno distintivo di una musica energetica e trascinante. Ho inoltre composto una sessantina di pezzi originali nel tentativo di costruire un ponte emotivo e culturale tra Baires e i Balcani attraversando l’Europa (intento che è sfociato nel progetto/album Locomotivo Beltango)

Il quintetto ha mantenuto nel tempo la stessa composizione?
Il quintetto ha sempre mantenuto l’anima serba con cui è stato fondato, e la stabilità dei membri (uno solo, il chitarrista, è stato sostituito perché il precedente dopo oltre 20 anni di collaborazione ci ha lasciati perché si è trasferito all’estero; la violinista di stasera è inoltre un’ottima sostituzione – giovanissima, ha 24 anni- della titolare, assente momentaneamente per maternità). Abbiamo comunque suonato nei festival con altri grandi interpreti della musica tanguera, esperienze che hanno generato proficui confronti e spinte evolutive; abbiamo inoltre accompagnato con la musica le esibizioni di grandi ballerini che hanno stimolato la nostra crescita nella sensibilità a seguire con il suono i passi di danza.

Le giovani generazioni balcaniche che rapporto hanno con il tango?
Ho mantenuto costantemente a Belgrado il legame con il conservatorio, con la didattica della musica del tango e con i giovani (e giovanissimi) musicisti, realizzando anche il progetto di creare una grande Kid-orchestra di tango con elementi di età adolescenziale: molti elementi della prima formazione, da me didatticamente seguiti fino alla loro maggiore età, hanno continuato a suonare insieme anche dopo il periodo didattico sperimentale seguito fino alla loro maggiore età. Devo però sottolineare con rammarico come i progetti di questo tipo siano difficili da sviluppare e mantenere in Serbia, per la loro dipendenza da fondi pubblici e dalle relazioni con la politica. Resto comunque orgoglioso per aver diffuso nel mio paese una passione che ha incontrato comunque i giovani, anche in relazione alla frequentazione delle milonghe, a bassa età media ed alta energia.
E’ difficile proporre nelle milonghe la musica dal vivo?
Ti confermo che gestire e mantenere un quintetto è abbastanza complesso, poiché ha costi di ingaggio troppo elevati per portare nelle milonghe la musica dal vivo; riesco comunque ad avere la media di una settantina di esibizioni annuali grazie ai costanti e numerosi inviti ai festival nei vari paesi europei. Per ogni partecipazione poi organizzo nei tragitti di andata e ritorno alcune deviazioni per soste milonguere: così è nata anche la serata alla Blu, una deviazione di ritorno dal festival TangOSud di Montpellier per una visita all’amico Giorgi.

Quali sono le attuali proposte di promozione del tango nel vostro territorio
Colgo l’occasione per promuovere il i 2 festival estivi che organizzo: la maratona del BalKanico Tango Fest (www.balkanicotangofest.com) che si terrà dal 20 al 23 agosto al Villaggio ETNO STANISICI (vicino al fiume Drina, punto d’incontro tra Bosnia ed Erzegovina, Serbia e Croazia, luogo simbolo per rendere il tango un mezzo di connessione, incontro, contatto tra le culture balcaniche e di superamento delle drammatiche divisioni del recente passato) e la versione “cittadina” a Novi Sad, a nordovest di Belgrado, denominata “Beltango & Friends”, dove il gruppo incontra nuovamente i maestri con cui in passato ha collaborato (dal 16 al 20 settembre – Beltango & Friends 2026 – Beltango Quinteto).

Chiudiamo per finire con un saluto da parte del maestro Giorgio Junior Giorgi, al quale abbiamo chiesto un primo bilancio ad un anno dal trasferimento della sede della Milonga invernale fuori città, in una frazione dell’Impruneta (Cascine del Riccio), mentre da giugno l’appuntamento settimanale con Liberandotango è stato spostato al sabato (Milonga Blu Aires , la nuova Milonga fiorentina dell’estate, in una romantica terrazza a Coverciano).

“Dopo 18 anni nella storica sede della nostra Milonga Blu che ha accompagnato una parte importante del nostro percorso, questa stagione ha segnato per noi un cambiamento significativo: una nuova casa per la nostra milonga. Un passaggio importante, accolto inizialmente con curiosità e inevitabile emozione, che oggi possiamo dire essere stato premiato dal consenso e dall’entusiasmo degli appassionati. La nuova sede, una splendida sala teatro, ha saputo conquistare tangueri e tanguere grazie alla sua atmosfera calda e accogliente, capace di creare fin da subito quel clima speciale che rende ogni serata di tango un’esperienza da vivere e condividere. A rendere tutto ancora più piacevole contribuisce anche la comodità della location, con un ampio parcheggio proprio davanti alla sala: un dettaglio non secondario che permette di raggiungere la milonga in totale tranquillità.
Questa nuova fase rappresenta per noi la naturale evoluzione di un percorso iniziato oltre vent’anni fa. Da più di due decenni, infatti, portiamo avanti con passione l’attività del tango in Toscana, costruendo nel tempo una comunità fatta di incontri, musica, abbracci e amicizie, in cui abbiamo cercato sempre di portare avanti e coniugare l’eccellenza nella Tradizione e allo stesso tempo Ricerca e Progresso. E proprio per celebrare al meglio la conclusione della stagione invernale, ormai agli sgoccioli, abbiamo scelto un evento speciale: la presenza del fantastico Quinteto Beltango, musicisti straordinari che negli anni hanno conquistato il pubblico internazionale con interpretazioni eleganti, intense e originali. Il legame con loro non è nuovo: il Quinteto Beltango è stato infatti tra gli ospiti più apprezzati del nostro festival [Grande Encuentro de Tango], una manifestazione che continua a crescere e che il prossimo anno raggiungerà un traguardo per noi importantissimo, quello della ventesima edizione.

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