Sabato 15 novembre, alle 19:30, Roma si prepara ad accogliere il Terzo Concorso Letterario “Voci di Tango”, promosso da Faitango, celebra le parole che sanno raccontare il tango — le sue emozioni, le sue nostalgie, i suoi abbracci narrativi.

Un percorso iniziato con la precedente edizione del concorso, “Scrivo il Tango”, che nel 2022 aveva già messo in luce il valore della scrittura come forma di riflessione e rinascita per la comunità tanguera.
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In questa terza edizione è stata particolarmente curata la selezione dei testi da parte di una giuria attenta, che ha letto oltre cento proposte letterarie. Un segnale concreto dell’interesse e dell’entusiasmo che questa iniziativa culturale continua a suscitare tra il popolo tanguero.
Anna Venturi, responsabile della comunicazione di Faitango ha curato il regolamento insieme ad Anna Paudice, docente di Lingue e Letterature Straniere e collaboratrice di Faitango.
Anna Paudice ha inoltre fatto parte della giuria insieme a Giuseppe Speccher, giornalista ed ex direttore di WebRadio Faitango; Pablo Helman, scrittore e storico del tango; Maria Cristina Assuma, professoressa associata di Letteratura Spagnola presso lo IULM di Milano; Rita Bompadre, operatrice culturale, scrittrice e poetessa; e Matteo Marangoni, scrittore e promotore culturale attivo nei settori del teatro, della musica e delle arti visive.

Il Gran Galá “Voci di Tango” sarà ospitato presso la Sala Liberty, in via dei Sabelli 88C.
Il cuore della serata, il reading dei testi finalisti, affidato a Mimma Mercurio e Salvo Piro, accompagnati dall’orchestra Flirtango, — parola, musica e movimento che si intrecciano in scena.
Durante il Gran Galá verranno annunciati i finalisti del concorso, lasciando ancora un velo di suspense sui nomi dei vincitori, che verranno svelati in diretta sulla pagina Facebook “WebRadio Faitango”.
A condurre la serata e animare la diretta saranno Mimma Mercurio e Antonella D’Alessandro.
Presente alla premiazione anche il presidente di Faitango, Ettore Terzuoli, con alcuni membri del suo staff.
Dietro le quinte del reading: la voce di Mimma Mercurio

Tra parole che danzano e storie che si intrecciano come passi di tango, abbiamo chiesto a Mimma Mercurio, autrice e regista teatrale, di raccontarci il senso più profondo di un premio letterario dedicato al tango — oggi, in un’epoca in cui il racconto sembra onnipresente.
Barbara Savonuzzi: Mimma, qualcuno potrebbe dire che di tango si è già scritto tutto: libri, poesie, racconti, post… Basta aprire una pagina come Parliamo di tango su Facebook, con oltre ventimila iscritti e un flusso quotidiano di parole e immagini. Ha ancora senso, secondo te, parlare di un premio letterario sul tango?
Mimma Mercurio: «Assolutamente sì. C’è proprio bisogno di un premio letterario dedicato al tango.
Per elevarlo, per dargli contenuto e poesia. In un’epoca in cui si comunica con brevi messaggi, in cui si parla attraverso WhatsApp e si è un po’ perso il senso del sognare e dell’immaginare, questo concorso rappresenta davvero una luce nel mondo del tango.
I testi che partecipano raccontano e amplificano tutto ciò che una musica di tango può evocare: emozioni, storie, passioni, ricordi.
È un concorso necessario, perché restituisce parola, profondità e immaginazione a un linguaggio — quello del tango — che non smette mai di parlare di noi.»
E tu, che vieni dal teatro, come hai vissuto la preparazione del reading?
«La preparazione del reading è stata veramente molto bella. Prima di tutto, nello scoprire chi erano i vincitori e coloro che sono arrivati in finale — tre poesie e tre racconti — e poi nel cercare di capirne il senso profondo, trovando le emozioni nascoste dietro quelle parole.
Insieme al regista e attore Salvo Piro abbiamo drammatizzato le varie parti, mentre con il musicista e ballerino Mariano Navone abbiamo deciso la partitura che poteva meglio accompagnare i testi.
Stiamo provando con l’orchestra Flirtango per restituire la poesia che c’è nei racconti e il sentimento che si nasconde dietro le parole.

La prima parte del reading vedrà l’orchestra dialogare con noi attori: abbiamo immaginato una partitura dove uno strumento identifica il personaggio maschile e un altro quello femminile, creando un dialogo musicale tra i due.
Ci sarà anche un tappeto sonoro sotto le nostre interpretazioni, e un brano sarà ballato sulle parole che, per noi ballerini, diventano musica.
Tutto questo ci ha anche commosso, perché leggendo e rileggendo i testi si comprende quanto oggi ci sia bisogno di poesia, di poter sognare, immaginare, viaggiare.
È un lavoro che nasce dal cuore e parla al cuore.»
Cosa ti auguri che arrivi al pubblico?
«Io vengo dal teatro, sono prima un’attrice e poi sono diventata danzatrice e maestra di tango. Riuscire a mettere insieme queste due grandi passioni, che sono anche il mio lavoro, è per me un’occasione speciale.
Faitango mi ha dato una grande opportunità.
Inoltre, ospitare la premiazione nella Sala Liberty, nel cuore del quartiere San Lorenzo a Roma, è un grande onore. Lavorare con compagni di così alta professionalità come Mariano Navone, Carla Mulas, Natalia Meyer, Alessia Rorato, e l’amico regista e attore Salvo Piro, è davvero una grandissima occasione.
Ringrazio di cuore il presidente Ettore Terzuoli per la fiducia che mi ha dato e vi invito a venire ad ascoltarci, a passare una serata con noi.
La serata sarà così organizzata: alle 19.30 il reading con i saluti istituzionali della giuria e del presidente; poi, con l’orchestra e l’attore Salvo Piro, interpreteremo le tre poesie e i tre racconti finalisti.
Alle 21.30 inizierà la milonga, con il DJ Brown Soltado e momenti di musica dal vivo; ci sarà anche un break conviviale per condividere un bicchiere di vino o una fetta di pizza.
Alle 23.00 si terrà la premiazione, con la proclamazione del primo, secondo e terzo classificato.
La serata si concluderà intorno a mezzanotte e mezza.
Il tango è un invito a dare voce al proprio pensiero, al proprio cuore: questo concorso, in qualche modo, dà voce proprio alla creatività e all’emozionalità. È un modo per ricordarci che il tango è anche parola, racconto, sentimento condiviso.»
Conclusione
Il Terzo Premio Faitango rappresenta un traguardo costruito nel tempo: nato con la prima edizione del 2018 a Udine, ha saputo ritrovare la sua forza e continuità dopo la pausa imposta dal lockdown.
Un percorso che cresce di anno in anno e che testimonia quanto il tango, con la sua poesia e la sua umanità, sappia ancora ispirare chi scrive e chi ascolta.
Partecipare a questo concorso significa mettersi in gioco, ritrovare se stessi nei sentimenti che il tango sa risvegliare.
E, in fondo, ogni voce che si è lasciata ispirare da questa passione ha già conquistato la sua personale vittoria, anche se lontana da Roma o fuori dalla rosa dei premiati.
Barbara Savonuzzi




